Rischiano di essere sfrattati 137 alunni dal plesso "Buccellatto" ,decisione sconcertante della amministrazione Bresciani!!!
2 commenti Pubblicato da Anonimo alle 14:08Peggio di così non poteva iniziare l’anno scolastico per insegnanti e bambini dello storico plesso “Buccellato” di Castellammare del Golfo. Rischiano di essere sfrattati 137 alunni tra la scuola dell’infanzia e quella primaria. Sono queste almeno le intenzioni del sindaco Marzio Bresciani “per assicurare una sede definitiva all’ufficio tecnico comunale”. Sul piede di guerra famiglie e insegnanti che non intendono lasciare l’istituto da poco più di un anno ristrutturato. Per difendere la sede ieri c’è stata un’assemblea di genitori e insegnanti nei locali della sede centrale, la scuola media Giovanni Pascoli. Si è costituito un comitato che intende adesso fare battaglia. “Una società che non da il giusto peso all’infanzia – si legge in una dura nota – è una società senza futuro. L’amministrazione di destra preferisce risolvere i propri problemi occupando gli spazi della scuola. E’ semplicemente assurdo”. Si è costituito anche un comitato di quartiere per sottolineare “l’importanza sociale di una scuola che rende un servizio insostituibile in un’area storica della città”. All’assemblea era presente anche l’assessore alla Pubblica Istruzione Daniela Di Benedetto la quale ha confermato le intenzioni dell’amministrazione. Lo stesso sindaco Marzio Bresciani ha dichiarato:”Dobbiamo risolvere definitivamente il problema dell’ufficio tecnico ospitato in locali fatiscenti. Tuttavia, d’accordo con i genitori, vorremmo trovare una soluzione di compromesso”. L’amministrazione comunale ha indicato altre sedi per accogliere i bambini della scuola dell’infanzia e primaria. Si tratterebbe di alcuni locali del centro disabili di via Marconi, al di fuori del centro storico. Il comitato dei genitori ha rifiutato questa ipotesi ed è guerra aperta. “Faremo di tutto per riavere la nostra scuola, non escludiamo l’occupazione”. Solidarietà agli insegnanti è stata espressa dai colleghi della scuola media e primaria dell’istituto comprensivo. Intanto il comitato di quartiere sottolinea come le insegnanti e gli alunni del Buccellato hanno negli scorsi anni “recuperato e fatto conoscere il quartiere” promuovendo nel periodo natalizio il presepe vivente. La manifestazione aveva attratto migliaia di visitatori che hanno riscoperto gli angoli bui della città rimessi a nuovo dalla scuola. Ora è stato chiesto un incontro con il sindaco Bresciani.
Matteo (grazie a fabio per aver girato la notizia)
Sanità in Sicilia: Lacrime e sangue ma alla fine chi piange?
4 commenti Pubblicato da Prc Castellammare alle 19:58La corte dei Conti diffonde dati che, seppur nella loro estrema sterilità, fanno sussultare anche il più distratto dei cittadini, o, almeno, dovrebbero.
Si, perchè il dubbio esiste!
Infatti senza essere accusati di invito alla rivolta ci chiediamo: Ma nessuno sente il bisogno di dire Basta!?! Di continuare a subire in silenzio?!
Illustriamo i fatti:
Per porre rimedio al deficit di UN MILIARDO E 150 MILIONI DI EURO della sanità siciliana, il neo assessore dott. Massimo Russo ha varato dei provvedimenti che hanno come obiettivo il rientro dal deficit stesso.
Tali provvedimenti finiscono però con l 'abbattersi, come sempre del resto, sulle fasce più deboli della nostra società.
Ovvero i malati, gli anziani, i senza lavoro.
L’esempio?
Da lunedì 1 settembre 2008 tutte le analisi cliniche di cui necessitiamo o, potremmo necessitare tutti noi, vanno pagate.
Esenti e non esenti sia per patologia che per reddito. Sono esclusi due o tre esami definiti "salvavita" tipo la risonanza magnetica ecc. e le analisi per i disabili.
Questo perché il neo assessore regionale alla sanità ha fatto sapere a tutti i laboratori di analisi e diagnostica che non pagherà prestazioni effettuate in regime di convenzioni che supereranno un tetto massimo annuale di “tot” euro per singolo laboratorio.
Il risultato è stato subito quello di sapere che la quasi totalità dei laboratori, alla data del provvedimento, avevano già e, ovviamente, raggiunto tale limite e oltre. e, pertanto: chi ha bisogno deve pagarsi le analisi!
Ci chiediamo come tale provvedimento, compreso nel "piano di rientro" programmato dal neo assessore, si concilia con i 48.000 dipendenti del comparto, con una spesa sostenuta, nel 2007, per l’assistenza specialistica convenzionata di 425 milioni; con 700 milioni di spesa per l’assistenza ospedaliera convenzionata e con un miliardo e 100 milioni di ammontare totale della spesa per le 1.844 convenzioni private (si sottolinea come la sommatoria di tutte le convenzioni delle restanti regioni d’Italia non supera tale cifra) e, soprattutto, l’amara considerazione: che colpa abbiamo noi cittadini se anni di politica di sperperi e clientele dei diversi governi di destra in Sicilia miranti a favorire il "privato" e a non potenziare il pubblico, adesso presentano il conto?
C'è un numero che da solo spiega perché il federalismo fiscale e la Regione siciliana non possono andare d'accordo. Si trova a pagina 57, riga 6, di un rapporto appena sfornato dalla Corte dei conti dove si denuncia che nel triennio 2005-2007 l'indennità di carica per i componenti della giunta regionale è aumentata del 114,77%.
C'è scritto proprio così: +114,77%. Mentre nel Paese infuriava la bufera sui costi della politica, mentre a Roma si cercava di salvare la faccia proponendo sforbiciate qua e là, mentre Romano Prodi tagliava del 30% il suo stipendio e quello dei suoi colleghi, la spesa per l'indennità degli assessori siciliani magicamente più che raddoppiava. Con il risultato che oggi un componente della giunta regionale guadagna più di un ministro. Chi è assessore e deputato regionale porta a casa più di 14 mila euro netti al mese. Gli assessori esterni se ne devono invece far bastare 11 mila o giù di lì. Il loro stipendio è infatti di 18.120,70 euro lordi al mese: 217.448 l'anno. Circa 15 mila più di un ministro non parlamentare. Va da sé che con la riforma federalista questo andazzo non potrà continuare.
Monitoraggio dell’attività amministrativa periodo giugno-agosto 2008
7 commenti Pubblicato da Prc Castellammare alle 14:54Il 1° consiglio comunale ha proceduto all’elezione del Presidente del Consiglio e del suo Vice. Nei preliminari di seduta si è constatata la grave mancanza di presa di posizioni circa l’ineleggibilità di alcuni consiglieri comunali. Inoltre, all’atto della votazione si è rilevata una nutrita schiera di “franchi tiratori” nelle file della maggioranza. Risultava infine eletto presidente con soli 10 voti, contro i 15 preventivabili, Giuseppe Cruciata, in quota PDL (ex AN) mentre Vice-Presidente, era eletto Giuseppe Mercadante, in quota Sviluppo e Lavoro (lista civica di centro-destra). Nei fatti si registrava una spaccatura all’interno della maggioranza, legata, presumibilmente, a logiche di spartizione di potere. In merito all’elezione di Giuseppe Cruciata a Presidente del massimo consesso cittadino, il Partito della Rifondazione Comunista, a mezzo stampa, esprimeva la propria amarezza costatando come questa elezione rappresentava, un chiaro segno di continuità con la vecchia amministrazione Ancona, sciolta per infiltrazione mafiosa e di cui Cruciata faceva parte nelle vesti di Vice-Sindaco. Successivamente, il Sindaco annunciava di avere affidato l’incarico per la rimozione di 19 discariche abusive disseminate sul territorio. In merito a questo atto amministrativo giungeva il nostro parere positivo espresso attraverso un comunicato stampa, nel quale si sottolineava come questo problema ambientale, riguardasse in primo luogo la salute di tutti i cittadini, vista la presenza di rifiuti pericolosi. Il giorno dopo l’annuncio dell’affidamento dell’incarico, le discariche a “cielo aperto”, quasi per incanto si moltiplicavano, rendendo vana, di fatto, l’azione amministrativa. In assenza di un’adeguata vigilanza delle forze dell’ordine e del Comune non si è impedito l’improvviso e prevedibile moltiplicarsi delle discariche abusive, prima dell’intervento di risanamento. All’iniziale soddisfazione per questo intervento seguiva dunque la nostra amarezza nel constatare come queste operazioni, a causa dell’inerzia dell’amministrazione comunale, risultavano inefficace in quanto non affiancate dalla necessaria vigilanza. In conclusione, le somme stanziate sono nettamente insufficienti per risolvere il problema (sarà probabilmente rimossa una sola discarica delle diciannove censite). A due mesi dall’insediamento della neonata amministrazione il quadro generale è: un paese assetato, sporco, maleodorante (puzza di fogna per tutto il Paese), periferie abbandonate e pericoli dovuti alle discariche abusive che contengono amianto (materiale cancerogeno). La convocazione del 2° consiglio comunale aveva come argomento principale all’ordine del giorno la votazione di una variazione di bilancio comunale con lo scopo di fare fronte all’emergenza rifiuti, che coprivano “omogeneamente” le strade del Paese e le spiagge. L’urgenza di approvare la variazione di bilancio per tale provvedimento ha impedito alla nascitura commissione consiliare bilancio di esprimere il dovuto e necessario parere. Successivamente, il Sindaco Bresciani, volendo mantenere l’impegno preso con i cittadini e pressato dalla necessità di rendicontare sull’operato dell’amministrazione di fronte un paese assetato, convocava un’assemblea cittadina per illustrare quali iniziative stava intraprendendo. Con dispiacere costatavamo come nessuna iniziativa, atta alla rapida risoluzione, anche temporanea, ma immediata dell’emergenza era stata intrapresa. Veniva semplicemente comunicato l’impegno a trivellare nuovi pozzi, mentre nessun accenno veniva fatto riguardo alla manutenzione della rete idrica, alla repressione degli allacci abusivi e dei furti d’acqua, così come sulla vendita dell’acqua da parte di privati. Nel frattempo, pochi giorni dopo, il mattino del ferragosto, il Paese si svegliava con la spiaggia piena di rifiuti di ogni genere, bottiglie di vetro, sane e rotte, resti di cibo, siringhe e tendopoli, confermando l’impreparazione dell’amministrazione a prevedere e prevenire i guati che di lì a poco si sarebbero verificati. Crediamo che l’alibi del nuovo insediamento sia ora di metterlo da parte e sostituirlo con iniziative concrete che, oltre alla risoluzione del problema dell’acqua, riguardino: la rete idrica, la rete fognaria e relativo depuratore, la pulizia del centro abitato e il risanamento del territorio. Ci piacerebbe sapere quali progetti questa amministrazione intende produrre per la soluzione, per esempio, di problemi legati alla metanizzazione del Paese, con una rete costruita e mai funzionante.
Circolo di Castellammare del Golfo
La questione della sicurezza sui luoghi di lavoro
6 commenti Pubblicato da Prc Castellammare alle 21:44Giovane comunista
Il Partito della Rifondazione Comunista legge con soddisfazione la notizia che il Sindaco Bresciani ha dato incarico alla ditta Traina per la rimozione di 19 discariche abusive disseminate nel territorio di Castellammare del Golfo.
Nel contempo vigileremo, una volta rimosse le discariche a “cielo aperto”, affinché le autorità competenti si facciano carico di controllare il territorio per evitare che, dopo poche ore, possano nascere altre discariche abusive in altri siti. Il Partito della Rifondazione Comunista precisa che quello delle discariche abusive è un problema di fronte al quale tutti i cittadini devo prendere coscienza, tenuto conto anche che tra i rifiuti, molto spesso, sono stati trovati materiali pericolosi.
Castellammare del Golfo
29.07.08
di Castellammare del Golfo
Galante Giacomo
3 febbraio 1991 – 27 luglio 2008
Cronologia del Partito della Rifondazione comunista
3 Febbraio 1991
Rimini – Nasce il movimento per la Rifondazione comunista. Una novantina di delegati al XX congresso, che decreta lo scioglimento del Pci (con 807 voti favorevoli, 75 contrari e 49 astenuti) e la contestuale nascita del Pds, non aderisce alla nuova formazione e dà vita al Movimento per la Rifondazione comunista. Ne fanno parte: Armando Cossutta, Sergio Garavini (coordinatore nazionale), Lucio Libertini, Rino Serri, Ersilia Salvato, Nichi Vendola, Franco Giordano.
14 maggio 1991
Roma – Lucio Magri lascia il gruppo parlamentare del Pds alla camera. Lo stesso fa Luciana Castellina all’europarlamento di Strasburgo. Con loro il gruppo ex Pdup lascia la Quercia per aderire a Rifondazione.
9 giugno 1991
Riccione – L’VIII congresso di Democrazia Proletaria delibera lo scioglimento del partito e la confluenza nel Movimento per la Rifondazione Comunista, ove quindi approdano, tra gli altri, Giovanni Russo Spena, Paolo Ferrero, Marida Bolognesi, Luigi Vinci, Livio Maitan, Marco Ferrando, Domenico Jervolino, Luigi Malabarba, Salvatore Cannavò.
12-14 dicembre 1991
Roma – I 1.300 delegati al I congresso sanciscono la nascita del Partito della Rifondazione comunista (Prc). Viene istituito un Comitato politico nazionale, erede del Comitato centrale del Pci. Questi elegge segretario Sergio Garavini. Viene inoltre istituita la carica di presidente, appannaggio di Armando Cossutta. Il congresso stabilisce infine che nel Prc sono tollerate le correnti organizzate, mai accettate dal Pci.
5 aprile 1992
Alle elezioni politiche, prima prova delle urne dopo la scissione, il Prc prende il 5,6% alla camera e il 6,5% al senato.
Primavera 1993
Si approfondisce la divergenza tra Garavini e Cossutta. In maggio la direzione nazionale boccia la proposta di unità di azione con il Pds avanzata dal segretario Sergio Garavini, che di conseguenza rassegna le proprie dimissioni, mentre il partito viene affidato a un direttorio che lo deve guidare al II congresso.
10 maggio 1993
Fausto Bertinotti lascia polemicamente il Pds insieme a altri 30 dirigenti sindacali della Cgil. LO stesso fa Pietro Ingrao, che dopo la battaglia contro lo scioglimento del Pci aveva preferito rimanere “nel gorgo” del Pds.
17 settembre 1993
Bertinotti si iscrive al Prc. Cossutta e Magri lo vogliono subito alla segreteria.
23 gennaio 1994
Dopo il II congresso del Prc, Bertinotti viene eletto segretario dal Comitato politico con 160 voti a favore su 193. Cossutta è confermato presidente.Primavera 1994
Alle elezioni politiche il Prc si presente insieme all’alleanza dei progressisti che esce sconfitta dalla sfida con la destra berlusconiana appena scesa in campo. Il Prc ottiene il 6%
12 giugno 1994
Alle elezioni europee il Prc ottiene 6 europaramentari grazie al 6,0%
22 dicembre 1994
Berlusconi è costretto a dimettersi a causa del venir meno della fiducia della Lega. Il Prc ha presentato una propria mozione di sfiducia al governo autonoma da quella firmata da carroccio, popolari e pidiessini.
25 gennaio 1995
14 deputati del Prc, tra cui Garavini e il capogruppo Famiano Crucianelli, votano la fiducia al governo Dini permettendo la sua nascita in aperto dissenso con l’indicazione contraria del partito sostenuta da Bertinotti e Cossutta. Crucianelli si dimette e viene sostituito da Oliviero Diliberto. Il Prc decide di non prendere formalmente provvedimenti, ma scoppiano forti tensioni e accese polemiche.
Marzo 1995
I dissidenti sostengono anche la manovra economica bis del governo Dini, recante anche la riforma del sistema previdenziale.
Giugno 1995
14 deputati, 3 senatori, 2 europarlamentari lasciano il Prc per dare vita al Movimento dei comunisti unitari che tra anni dopo confluirà nella costituente dei Ds. Tra gli esuli una parte considerevole dell’ex Pdup (Magri, Castellina, Crucianelli) e Garavini.
Intanto alle regionali i consensi del Prc sono cresciuti fino all’8% grazie anche alla battaglia contro la riforme previdenziale. E le forze di centrosinistra si rendono disponibili per un accordo.
25 ottobre 1995
Il centrodestra cerca di far cadere con una mozione di sfiducia il governo Dini, che si salva grazie alle astensioni del Prc che in cambio strappa a Dini l’impegno a dimettersi in dicembre per andare a nuove elezioni.
6 dicembre 1996
Romano Prodi presenta il documento di programma della coalizione dell’Ulivo, che Prc e Verdi però respingono.
Febbraio 1996
Il Cpn del Prc approva la proposta di “patto di desistenza” con l’Ulivo avanzata da Bertinotti e Cossutta con il voto contrario delle minoranze tyrotkyste.
21 aprile 1996
Alle elezioni da cu esce vincitore Prodi il Prc raggiunge il suo massimo storico, l’8,6% alla camera e il 7,5 al senato. Il partito decide l’appoggio esterno al governo.
Dicembre 1996
Al III congresso la mozione di Bertinotti e Cossutta favorevole a “influenzare l’esperienza del governo Prodi” ottiene l’85,48% dei consensi.
9 ottobre 1997
Il capogruppo Diliberto presenta una mozione, firmata anche da Bertinotti e Cossutta, che boccia la finanziaria del governo Prodi. Il presidente del consiglio non aspetta il voto e presenta le sue dimissioni. Grazie a una mediazione, in cui rientra l’impegno del governo a varare una legge sulla riduzione a 35 ore dell’orario di lavoro entro il 2001, la crisi rientra. Tuttavia Bertinotti non è soddisfatto quanto Cossutta della ricomposizione, e cominciano ad acuirsi il dibattito e il divario interni che dureranno per tutta la prima metà del 1998.
16 settembre 1998
Prodi presenta la manovra finanziaria. Bertinotti è risolutamente critico e lancia la parola d’ordine “svolta o rottura”, Cossutta è invece propenso a trattare.
3-4 ottobre 1998
Al Comitato politico la mozione bertinottiana a favore della rottura col governo ottiene 188 voti favorevoli, quella di Cossutta per la trattativa 112, quella della minoranza trotkysta, anch’essa contro il governo, 24. Il giorno successivo Cossutta si dimette da presidente del Prc.
9 ottobre 1998
Il gruppo del Prc si spacca nella votazione sulla fiducia a Prodi, che viene approvata per un voto di scarto. Due giorni dopo Cossutta, Diliberto e gli altri sostenitori dell’accordo lasciano il Prc per fondare il Partito dei comunisti italiani, che appoggia e entra a far parte dei successivi governi guidati da Massimo D’Alema e Giuliano Amato.
Marzo 1999
Si svolge a Rimini il IV congresso del Prc. Alla mozione del segretario, sostenuta anche da ex cossuttiani e dai trotzkysti dell’area di Livio Maitan, e che ottiene l’84% dei consensi, si contrappone solo la componente trotzkysta di Ferrando e Grisolia. Il termine Rifondazione viene inserito nel simbolo.
Giugno 1999
Bertinotti sostiene l’esigenza di “rompere la gabbia del centrosinistra”. Alle elezioni europee, però, il Prc raccoglie il 4%.
Luglio 1999
Al Comitato politico Bertinotti avanza la proposta di un forum “aperto alla sinistra antagonista e ai movimenti anti-liberisti”. Tuttavia il Prc non sarà presente ufficialmente a Seattle nelle mobilitazioni contro il terzo forum dell’Organizzazione mondiale del commercio e ad analoghi appuntamenti, fino alla protesta contro la Conferenza intergovernativa della Ue a Nizza che nel dicembre 2000 vedrà in prima linea Verdi e Prc.
Aprile 2000
Alle elezioni regionali il Prc stipula accordi di governo e di desistenza in tutte le regioni tranne che in Toscana. Ma le elezioni sono un successo della destra che vince in 10 regioni su 15.
21 gennaio 2001
In occasione delle celebrazioni per gli 80 dalla fondazione del Pci, a Livorno, Bertinotti invita a riscoprire le radici marxiste ma a sradicare al contempo dal partito ogni residuo di stalinismo.
13 maggio 2001
Dopo una lunga trattativa con l’Ulivo il Prc decide per il “patto di non belligeranza”, che lo porta a correre nella sola quota proporzionale per la camera in modo indipendente per il senato. Rifondazione ottiene il 5%, unico partito fuori dai poli a superare lo sbarramento del 4. Tuttavia la scelta frutterà forti contestazioni da parte ulivista in quanto la mancata intesa priva il centrosinistra di circa 40 deputati.
19-21 luglio 2001
Il Prc è tra i protagonisti, insieme alla Fiom e ai Verdi e al vasto arcipelago delle associazioni e dei movimenti, del Social Forum di Genova in occasione del G8.
15-16 dicembre 2001
Vengono approvate dal Cpn le 63 tesi alla base del successivo V congresso del Prc.
4-7 aprile 2002
Si svolge a Rimini il V congresso. Nella sua relazione introduttiva Bertinotti pone la questione della costruzione di u nuovo progetto politico di alternativa di società fondato sul duplice no alla guerra e al neoliberismo. Bertinotti lancia inoltre la proposta di referendum per l’estensione dell’articolo 18, a suo vota sotto pressante attacco da parte delle forze padronali.
29 aprile 2003
Nel dibattito che si svolge alla camera sulla carcerazione di 75 dissidenti cubani e la fucilazione di 3 di loro il Prc presenta una mozione di aperta condanna.
3-4 maggio 2003
Per la posizione assunta si Cuba, nel corso del Cpn Bertinotti viene fatto oggetto di numero critiche, che respinge fermamente spiegando che il rifiuto della pena di morte è “hic et nunc senza se e senza ma” e non riguarda la storia di Cuba.
6 marzo 2003
I leader del centrosinistra tornano a riunirsi per la prima volta tutti insieme con Bertinotti alla camera. Alla fine dell’incontro viene avviato il lavoro di alcune commissioni.
16 maggio 2003
Bertinotti spiega l’idea nuova di un rapporto organico con il centrosinistra che trova fondamento nella forza di partecipazione delle mobilitazioni per la pace e sull’articolo 18, dichiarando che il Prc è disponibile “solo ad un accordo di programma e non a riesumare vecchie formule come la desistenza”.
17 giugno 2003
La direzione del Prc approva la ricerca di intese su basi nuove e di programma con tutto il centrosinistra con 21 voti a favore, 5 contro e 10 astenuti.
28-29 giugno 2003
Anche il Cpn approva la nuova stagione dei rapporti unitari e di programma con 68 sì, 14 no e 1 astensione.
10 gennaio 2004
A Berlino nasce i Partito della sinistra europea, cui aderiscono in un primo momento 11 formazione politiche su 19 presenti. Bertinotti è eletto primo presidente.
Sull’onda della stagione movimentista, l’iniziativa è frutto dell’idea di dar vita a una formazione europea della sinistra alternativa e che sia “una rottura di continuità con il passato, che non può limitarsi a rinnegare lo stalinismo, ma che introduca la nonviolenza come elemento di riforma del comunismo stesso”.
Tuttavia al suo ritorno in Italia Bertinotti deve fronteggiare molte obiezioni interne, espressione anche del dissenso per una scelta maturata senza adeguato coinvolgimento del partito. La direzione approva con 21 sì e 17 no la costituzione della Se, mentre nel successivo Comitato politico la decisione del segretario passa con 67 voti favorevoli e 53 contrari.
8-9 maggio 2004
A Roma si svolge il congresso fondativo della Sinistra europea italiana che elegge Bertinotti presidente all’unanimità.
11 ottobre 2004
I partiti dell’Ulivo decidono di allargare la coalizione anche a Italia dei Valori e a Rifondazione. Nasce quindi un nuovo soggetto politico-elettorale, la Grande alleanza democratica, che poi prenderà il nome di Unione. Contestualmente si decide di svolgere elezioni primarie da tenersi nel 2005.
30-31 ottobre 2004
Il Comitato politico decide che il congresso si svolgerà per mozioni contrapposte.
20-21 novembre 2004
Il Comitato politico licenzia 5 documenti congressuali, rappresentativi di altrettante componenti interne.
20 dicembre 2004
A causa del braccio di ferro tra Ulivo e Prc per la candidatura alla presidenza regione Puglia, si decide di svolgere le primarie cui concorreranno Francesco Boccia e Nichi Vendola.
16 gennaio 2005
Vendola sovverte i pronostici e vince le primarie in Puglia. Bertinotti lancia la propria candidatura alle primarie per la premiership.
3-6 marzo 2005
Al palazzo del cinema di Venezia di apre il VI congresso del Prc. Bertinotti arriva al congresso con il 59% dei consensi, pari a 409 delegati. L’area dell’Ernesto e essere comunisti (Grassi) ne ha 181. Le tre minoranze trotzkyste: Ferrando 45, Malabarba 45, Bellotti 11.
Al congresso viene annunciata a applaudita l’iscrizione al Prc Pietro Ingrao. Bertinotti annuncia che è la sua ultima volta da segretario e invoca il “ricambio generazionale”. Il Cpn lo elegge con 143 sì, 85 no, 2 astenuto, 30 non partecipanti al voto.
2-4 aprile 2005
Elezioni regionali. L’Unione vince in 12 regioni su 14. Vendola diventa presidente della Puglia.
Ottobre 2005
Alle primarie partecipano oltre 4 milioni di persone. Prodi ottiene un vasto consenso. Bertinotti arriva secondo con il 14,7%, pari a 631.592 voti.
9-10 aprile 2006
Dopo tre legislature di uninominale maggioritario con un quarto di quota proporzionale alla camera (Mattarellum), si vota con la nuova legge elettorale proporzionale (Porcellum). L’Unione vince di misura, di fatto non riuscendo neanche a prevalere al senato. Il Prc ottiene il 5,8% alla camera e il 7,4 al senato, nonché il massimo storico degli eletti: 41 deputati e 27 senatori.
29 aprile 2006
Fausto Bertinotti viene eletto presidente dell’assemblea di Montecitorio e lascia quindi la segreteria del Prc.
7 maggio 2006
Il Comitato politico elegge nuovo segretario del Prc Franco Giordano con 139 voti a favore, 7 voti a Ferrando, 47 schede bianche, 9 nulle. Tanto da parte della componente di Grassi che di quella trotzkista Cannavò l’astensione vuol essere “segnale di apertura e di verifica della gestione del partito”
17 maggio 2006
Nasce il governo Prodi. Unico ministro del Prc è Paolo Ferrero (alle politiche sociali), Patrizia Sentinelli è viceministro (agli esteri), 6 i sottosegretari. Nelle settimane successive Francesco Forgiane è eletto presidente della commissione parlamentare antimafia.
18 giugno 2006
La componente trozkista guidata da Marco Ferrando e Franco Grisolia lascia il partito in polemica con la sua deriva giudicata moderata e filogovernativa per fondare il Partito comunista dei lavoratori.
26 novembre 2006
Prodi annuncia entro dicembre il ritiro completo delle truppe italiane dall’Iraq.
8 dicembre 2007
Sinistra critica, componente guidata da Salvatore Cannavò, Franco Turigliatto e Luigi Malabarba, lascia il Prc dopo un anno di convivenza sempre più difficile segnata dall’approfondirsi delle divergenze in special modo rispetto alla partecipazione al governo.
21 febbraio 2007
Imperversa la questione del rifinanziamento della missione in Afghanistan. Prodi si dimette a seguito della mancata approvazione di un ordine del giorno sulla politica estera al senato. Sul Prc si abbatte la bufera a causa della mancata partecipazione al voto di Franco Turigliatto, anche se a essere determinante è il voto contrario di tre senatori a vita. In una settimana la crisi viene superata e il governo prosegue il suo cammino stentoreo.
25 febbraio 2007
Bertinotti lancia dalle colonne di Liberazione l’idea di unificazione delle forze di sinistra che già era alla base della Sinistra europea, ma andando al di là anche di quella formulazione, al fine di realizzare un soggetto con la “massa critica” necessaria a fronteggiare e competere con il nascituro Partito democratico.
27-28 maggio 2007
Alle amministrative il Prc subisce un complessivo arretramento in tutti gli enti per cui si vota, passando da una media del 6 a una del 4% nelle amministrazioni interessate.
9 giugno 2007
Il sit-in indetto insieme alle altre forze di sinistra dell’Unione per contestare la visita del presidente Bush è un flop, mentre non lontano una manifestazione delle aree di movimento si fronteggia con le forze dell’ordine.
20 ottobre 2007
Riscuote successo la manifestazione indetta da manifesto, Liberazione e Carta per sollecitare la sinistra a farsi sentire nel paese e nel governo. Alla manifestazione aderisce in massa il Prc (e anche il Pdci), non fa lo stesso invece Sinistra democratica, la forza guidata da Fabio Mussi nata dallo scioglimento dei Ds.
8-9 dicembre 2007
Si svolge alla Fiera nuova di Roma l’Assemblea della sinistra e degli ecologisti, in occasione della quale viene lanciata l’aggregazione di Prc, Pdci, Sd e Verdi sotto un’unica insegna arcobaleno.
23 gennaio 2008
Cade il governo Prodi in conseguenza del fatto che al senato è venuto meno l’appoggio dell’Udeur di Clemente Mastella (a sua volta sottoposto a inchieste giudiziarie).
13-14 aprile 2008
Alle elezioni politiche le liste dela Sinistra/l’Arcobaleno subiscono una pesantissima sconfitta e rimangono sotto tutte le soglie di sbarramento e fuori dal parlamento nazionale con il 3,0% alla camera e il 3,2% al senato.
20 aprile 2008
Prendendo atto del verdetto critico delle urne, il segretario, Franco Giordano, e tutta la segreteria da egli guidata si presentano dimissionari rimettendo il mandato al Comitato politico nazionale, il quale affida la guida del Prc a un Comitato di gestione composto di 12 persone incaricato di traghettare il partito al VII congresso. Frattanto, infatti, si è venuta configurando in seno al partito una disarticolazione della maggioranza uscita dal precedente congresso di Venezia. Il dibattito congressuale che ne scaturisce vede a confronto 5 mozioni tra loro concorrenti e espressione di una nuova articolazione interna delle componenti e delle opzioni politiche.
24-27 luglio 2008
Si svolge a Chianciano Terme il VII congresso del Prc
Un ringraziamento a Camillo Navarra per il testo.
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