LE BUGIE DELLA GELMINI, LA VERITA' DEI FATTI

per saperne di più sulla riforma Gelmini e per controbattere le falsità della televisione, viene riportato di seguito un articolo del compagno Di Gennaro Loffredo, responsabile nazionale scuola Prc.

Un attacco feroce che non ha precedenti nella storia della Repubblica, sta per cambiare le sorti dei nostri ragazzi, e tutto ciò fra l'indifferenza e l'arroganza di un ministro che all' opinione pubblica racconta le "sue" verità, basate su un’ interpretazione distorta e non veritiera di dati statistici.
Alle famiglie viene detto che i ragazzi trascorrono troppo tempo sui banchi di scuola, che ci sono troppi insegnanti e troppi bidelli a fronte di risultati modesti, che la scuola non può essere considerata uno stipendificio e un ammortizzatore sociale, deridendo una categoria, quella dei docenti, che opera con impegno e spirito di abnegazione al servizio dello stato e della società. Il tutto attraverso una campagna mediatica condotta ad hoc, volta a far credere ai cittadini che i problemi della scuola si risolvono con voti in pagella e grembiulini, tacendo invece su quello che è l’unica, vera volontà del governo: fare cassa a discapito della qualità dell'insegnamento offerto agli alunni senza tenere conto delle esigenze delle famiglie. Infatti…
NON E’ VERO come afferma il ministro che i dipendenti del MIUR siano 1.300.000, ma 1.125.975 (Dati MPI – la scuola in cifre).
NON E’ VERO che il 97% del bilancio del MIUR viene speso in stipendi, ma il dato reale è il 78,8%, buona parte in quota alle Regioni (dati OCSE – studio Education at a glance), in linea con gli altri paesi. E’ vero invece che il MIUR si limita SOLO a pagare gli stipendi, investendo appena il 2,8% del P.I.L., rispetto al 3,80 % di media dei paesi europei. (dati OCSE – Education at a glance).
NON E’ VERO che la spesa per la scuola è continuamente cresciuta negli ultimi anni, infatti la quota di spesa complessiva è scesa dal 12,6 del '90 al 10,6 del 2005 (dati ISTAT). Ciò è dovuto ai continui tagli operati dai vari governi in questo settore.E ancora: se tra il 1995 e il 2005 gli investimenti nella scuola dei paesi europei sono aumentati del 41%, in Italia l’incremento è rimasto contenuto al 12%. (dati OCSE – education at a glance).
NON E’ VERO che i docenti aumentano mentre gli alunni diminuiscono. Dall'anno scolastico 2001/02 fino all'anno scolastico 2007/08 gli alunni sono costantemente cresciuti mentre i docenti sono calati del 4,5% (dati MPI – la scuola in cifre).
NON E’ VERO che è opportuno che il bambino abbia un solo punto di riferimento nella scuola primaria. Infatti, associazioni pedagogiche di spicco come il SIPED, SIRD, CIRSE, e SIREF sono nettamente contrarie al ritorno di questa figura, connotandola in modo negativo e anacronistico.
NON E’ VERO che i risultati della scuola italiana siano pessimi: gli allievi delle scuole secondarie di secondo grado di Veneto, Lombardia e Piemonte hanno raggiunto nei test risultati molto vicini a quelli degli allievi della Finlandia, additata dal ministro come esempio per il paese. Inoltre, le famiglie italiane hanno mostrato un gradimento nei confronti della scuola pubblica dell’ 80% (dati OCSE – education at a glance), superiore alla media europea (78%)
NON E’ VERO che i docenti del sud sono meno preparati dei colleghi che operano al nord e necessitano di apposito aggiornamento, poiché nelle strutture scolastiche del nord operano e ottengono brillanti risultati moltissimi docenti provenienti dal sud, il cui “ritardo” è pertanto da individuare in fattori sociali, economici e strutturali che il ministro dovrebbe conoscere e contribuire ad eliminare.
Ecco invece quello che, sulla base delle disposizioni ministeriali e degli effetti della legge 112/08 e dell’approvando DL 137/08, il ministro dovrebbe dire alle famiglie:
1. Molti docenti di ruolo saranno individuati come soprannumerari e saranno pertanto costretti a cambiare sede, il che significa che la continuità didattica non sarà garantita e che i ragazzi potrebbero dover cambiare insegnante anno dopo anno.
2. Le scuole aventi un numero di allievi inferiore a 100, ubicate nei piccoli centri, saranno chiuse, il che comporterà un enorme disagio per gli alunni ( costretti ad intraprendere ben presto una vita da pendolari), per le famiglie e per i Comuni, a carico dei quali verrebbero a gravare le spese per i servizi legati al trasporto degli alunni pendolari. Ricordo che i Comuni incasseranno meno.
3. L'orario di insegnamento nella scuola primaria sarà ridotto a 24 ore settimanali, insufficienti a garantire il rispetto dei tempi di apprendimento propri di ciascun alunno. Non ci saranno più né pluralità dei docenti né compresenze, il che significa che non sussisteranno le condizioni per permettere attività di recupero per alunni con difficoltà di apprendimento, gite d'istruzione, visite guidate e una didattica aperta al territorio.
5. Il tempo pieno non sarà garantito a tutti, perché solo le scuole del nord sono dotate delle infrastrutture necessarie, il che porterà ad accentuare il divario culturale fra il nord ed il sud del paese, penalizzando fortemente quest'ultimo, dove il tasso di abbandono scolastico risulta essere più alto.
6. Gli unici insegnanti specialisti saranno i docenti di religione, visto che gli insegnanti specialistici di lingua inglese nella scuola primaria saranno riassorbiti su posto comune (articolo 1 comma 128, legge 311/2004) e tutti gli altri saranno obbligati ad abilitarsi all'insegnamento dell'inglese attraverso corsi di 150-200 ore, il che sfacciatamente contraddice quanto sbandierato dallo stesso governo Berlusconi nelle sua precedente legislatura, ovvero l'importanza delle tre "I", tra cui appunto l'insegnamento dell'inglese.
7. A causa dei tagli operati con la legge 112/08, molti alunni non avranno più l’insegnante di sostegno, finora risorsa per la classe intera oltre che strumento formidabile di integrazione sociale e garante del diritto allo studio per gli alunni diversamente abili i quali, in tal modo, verranno ghettizzati, con conseguenze disastrose sul piano sociale e didattico.
8. La riduzione del numero di indirizzi nella scuola secondaria di 2° grado non terrà conto del fatto che gli Istituti professionali sono ben diversi dagli Istituti tecnici, hanno finalità diverse e non sono doppioni. Inoltre, l’ accorpamento delle classi di concorso sarebbe molto deleteria soprattutto per chi insegna materie tecniche e professionalizzanti e per gli allievi che si troveranno insegnanti che dovranno necessariamente ricominciare a studiare per materie che non hanno mai insegnato;
9. La contrazione dell'orario scolastico, così come prevista dal piano programmatico presentato dal ministro, andrà à discapito delle materie tecniche, ossia proprio quelle che formano l'allievo nell'indirizzo prescelto;
10. La riduzione del 30% degli insegnanti di laboratorio impoverirà l’offerta formativa degli istituti professionali, oltre a rendere meno sicure le esercitazioni nei laboratori.
11. L’incremento dei finanziamenti alle scuole private che vanno messe, secondo la Gelmini, in concorrenza con le scuole pubbliche statali perché aumentano la possibilità di scelta da parte delle famiglie che, tutte, avrebbero la possibilità di scegliere scuole migliori. Un altro falso incredibile! DAI DATI OCSE-PISA LE SCUOLE PRIVATE ITALIANE SONO RISULTATE ESSERE TRA LE PEGGIORI IN EUROPA. NETTAMENTE SUPERIORI QUELLE PUBBLICHE STATALI: IN MATEMATICA 11 PUNTI DI DISTACCO; SCIENZE 14; COMPRENSIONE E PRODUZIONE DI TESTI SCRITTI 3. IN AZERBAIJAN ED IN GIORDANIA LE SCUOLE PRIVATE SONO PIU’ COMPETITIVE DI QUELLE ITALIANE.
Inoltre il ministro sostiene che parte dei soldi risparmiati servirà a rendere più sicure le scuole, ma anche stavolta si tratta di un'affermazione priva di fondamento visto che l'edilizia scolastica compete ai comuni (legge 11 gennaio 1996, n. 23, articolo 9 comma 1), così come non corrisponde a verità il fatto che i docenti di ruolo vedranno aumentato il loro stipendio: secondo il ministro, infatti, solo i più "meritevoli" e solo a partire dal 2012 saranno premiati con 50 miseri euro a testa: un’elemosina in cambio della richiesta ai docenti di svendere la scuola pubblica.

Di seguito si riporta un documento pervenuto alla segreteria del circolo PRC di Castellammare del Golfo.

Il comitato dei genitori e degli insegnanti del Plesso Buccellato, comunica quanto segue:
Con proposta del 12.09.08 i capograppo consiliari sollecitavano l'aqmministrazione a "procedere con urgenza all'esecuzione dei lavori di sistemazione del plesso Buccellato";
ad oggi nessuna comunicazione ufficiale è pervenuta al comitato scrivente in ordine ai tempi di effettiva esecuzione dei menzionati lavori anzi, di contro, circolano voci sempre più insistenti sul fatto che il plesso in oggetto verrà destinato ad U.T.C.;
che la situazione di disagio conseguente alla notevole distanza dalla residenza delle famiglie degli scolari agli attuali plessi ospitanti si è ulteriormente aggravata anche a seguito delle intemperie meteorologiche che hanno caratterizzato la settimana in corso, e, che pertanto sempre più pressanti sono le richieste di notizie da parte dei genitori degli alunni iscritti al plesso Buccellato in ordine ai tempi previsti per riottenere la disponibilità della scuola;
che con nota del 25.09.08 indirizzata al presidente del consiglio comunale e con ulteriore del 26.09.08 indirizzata a tutti i capogruppo consiliari è stata richiesta la convocazione urgente di un consiglio strordinario;
che ad oggi nessuna notizia è pervenuta in ordine alla detta richiesta;
che l'immobilismo dell'attuale amministrazione nel non dare esecuzione alla proposta formulata dai capigruppo si caratterizza in negativo ed evidenzia inoltre un assoluto disinteresse ed insensibilità per i disagi che attualmente gravano su una intera scolaresca e sulle famiglie.
Per tutto quanto sopra il comitato scrivente, ha programmato una manifestazione di protesta nei giorni sabato 4 e domenica 5 ottobre nel piazzale antistante la villa comunale.

Il circolo PRC di Castellammare del Golfo, nel ribadire la piena solidarietà al comitato dei genitori e degli insegnanti del plesso Buccellato, ricorda come l'insensibilità e l'immobilismo dell'amministrazione comunale, associata a quello dei consiglieri, è la naturale conseguenza di mancanza di politica e argomentazioni, che caratterizzano in negativo il nostro paese. Questa forma di democrazia che nasce dal basso e unisce le persone rispetto ad un problema rientra in quelle pratiche di democrazia partecipate, care al nostro partito.

Alcuni giorni fa Pietro Milazzo, attivista sociale ed esponente dei movimenti politici e sindacali, è stato raggiunto da un provvedimento della Questura di Palermo con cui lo si avvisa di “cambiare condotta, adeguare la stessa a norma di vita onesta e laboriosa e ad osservare le leggi”, intimandogli, di fatto, di porre fine al proprio percorso politico per non incorrere nel rischio di applicazione di misure cautelari riservate di norma ai sorvegliati speciali.
da:
www.kom-pa.net
Approfondimenti e petizione: http://www.kom-pa.net/index

Il circolo PRC di Castellammare del Golfo esprime piena solidarietà al Pietro Milazzo e invita tutti coloro che hanno a cuore la libertà di espressione e di manifestare il proprio dissenso a sottoscrivere la petizione. Pietro Milazzo ed i movimenti politici e sociali di Palermo hanno gridato incessantemente il loro dissenso rispetto alle politiche guerrafondaie, all'oppressione neoliberista, alle leggi liberticide contro i migranti e hanno rivendicato giustizia sociale e rispetto dei diritti fondamentali, in primis quello dell'abitare. Proprio sulla 'questione casa', in questi anni si è sviluppata a Palermo una piattaforma composita e articolata, con proposte concrete, che hanno messo in luce le contraddizioni, le ambiguità e gli interessi illeciti nella gestione dell'emergenza abitativa, a partire dall’utilizzazione dei beni confiscati. Per questo denunciamo fermamente la natura intimidatoria del provvedimento a carico di Pietro e rivendichiamo al contempo la legittimità di un percorso politico collettivo. Quanto sta accadendo non è una questione personale bensì è un atto politico che riguarda tutti coloro che sono impegnati nelle lotte a difesa dei diritti dei più deboli e per la giustizia sociale. Temi cari a Rifondazione Comunista.

PROGRAMMA
h 17:00 Apertura stand e mostre: Circolo PRC Partinico, Giovani Comunisti “Peppino Impastato” Partinico, Left Casa dei Giovani della Sinistra - Palermo, Circolo PRC Castellammare del Golfo, Ass. Liberacqua - Onlus. Mostre di fotografiche e vignette di Giovanni Guerra.
h 18:00 Tavola rotonda. “I primi cento giorni dell’amminnistrazione Lo Biundo”: coordina Toti Costanzo. Intervengono Mimmo Neri (segretario PRC Partinico), Gianluca Ricupati (portavoce GC Partinico), Agata Guglielmino (segretaria Camera del Lavoro-CGIL Partinico), Piero Caleca (segretario Provinciale UIL), Francesco Alotta (segretario Italia dei Valori Partinico)
h 20:30 Cena sociale
h 21:00 “Canzoni di protesta”
con Joe Margagliotti
21:30 Musica dal vivo
Shakermakers (Partinico), Skanzafatiche (ska Castellammare del Golfo), Blue Sky (Partinico).

Chi sta alla testa?

Al momento di marciare molti non sanno
che alla loro testa marcia il nemico.
La voce che li comanda
è la voce del loro nemico.
E chi parla del nemico
è lui stesso il nemico.

Bertold Brecht

Dedicato a tutti quelli che spesso marciano a testa bassa senza sapere discernere chi è amico da chi è nemico.
La politica è anche capacità di prendere posizione e di comprendere da quale parte sta il nemico.

Le questioni affrontate a liberafesta.

La questione di genere. Nel proprio agire politico Rifondazione Comunista si pone il problema della questione di genere che si muove nel solco delineato dalla rivoluzione femminista. Critica dura e aspra di tutti quei meccanismi del potere ancora fortemente maschilisti. Una lotta che parte dal principio base di rappresentanza femminile all’interno degli organismi dirigenti del partito, per arrivare alla liberazione delle donne dall’oppressione e costrizione dei ruoli imposti dal modello familista e maschilista della società. Ci impegniamo a rispettare nella decisione dei giorni e orari degli incontri il punto di vista delle donne e di considerarlo, specie in alcuni casi vincolante (per esempio maternità, allattamento). Questo cammino di alternativa necessita tanto di una presa di coscienza delle donne della propria condizione femminile quanto dall’impegno del genere maschile a mettere in discussione se stesso, le proprie modalità relazionali e i propri simboli. Rifondazione Comunista si impegna a costituire una consulta femminile al suo interno aperta alle realtà associative presenti nel territorio e a sostenere le politiche delle pari opportunità nei luoghi di lavoro.

Il dato oggettivo è che a Castellammare del Golfo esistono numerose comunità di stranieri. Nel solco di una cultura dell’inclusione e riconoscendo il ruolo fondamentale dei migranti nella nostra economia, proponiamo una politica di prima accoglienza. Ad integrazione della risoluzione di problemi di più ampio respiro come quelli dei flussi migratori o come il riconoscimento del diritto delle persone di qualunque nazionalità a muoversi liberamente nel mondo, è necessario garantire a queste realtà presenti nel territorio condizioni di lavoro e di vita decorose e sottrarli a qualunque forma di schiavitù e sfruttamento. Rifondazione Comunista si adopererà per condurre una grande battaglia culturale all’interno dei settori popolari al fine di eliminare la paura del diverso, dello straniero, del migrante sempre più diffusa in alcune fasce di popolazione. Nel contempo è necessario creare uno sportello a servizio di queste comunità straniere al fine di favorire la loro integrazione prevedendo, anche, percorsi di alfabetizzazione.

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