Occupazioni scolastiche. Cosa bisogna sapere.

In merito alle dichiarazioni rilasciate dal ministro dell'interno sulle occupazioni scolastiche da parte degli studenti, vi forniamo alcune informazioni utili per conoscere i rischi a cui si va incontro quando si occupa una scuola.


Di Italo Di Sabato, Responsabile naz. Osservatorio Repressione.



Il ministro degli interni ha recentemente dichiarato che “chi occupa le scuole sarà denunciato”. I reati che solitamente vengono contestati, in questi casi, sono:



  • l' “invasione di terreni o edifici”, art. 633 c.p.;

  • l' “interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità”, art. 340 c.p..

La giurisprudenza di merito e di legittimità si è espressa in più occasioni su questi temi:
Con sentenza del 30 marzo 2000 la II sezione della Corte di cassazione è intervenuta sul punto statuendo che: “ Non è applicabile l'art. 633 alle occupazioni studentesche perché tale norma ha lo scopo di punire solo l'arbitraria invasione di edifici e non qualsiasi occupazione illegittima. .... L'edificio scolastico, inoltre, pur appartenendo allo Stato, non costituisce una realtà estranea agli studenti, che non sono dei semplici frequentatori, ma soggetti attivi della comunità scolastica e pertanto non si ritiene che sia configurato un loro limitato diritto di accesso all'edificio scolastico nelle sole ore in cui è prevista l'attività scolastica in senso stretto.”
Tale sentenza ha avuto, inoltre, il pregio di individuare correttamente il momento consumativo e la condotta del reato contestato ed opera una sagace distinzione tra il momento dell'invasione di un edificio e quello della permanenza non consentita all'interno degli spazi, stabilendo che non è possibile assimilare la seconda alla prima in quanto “quando il legislatore ha voluto caratterizzare come fatto penalmente rilevante la permanenza arbitraria all'interno di un luogo, lo ha fatto con una previsione espressa, inversamente si incorrerebbe nella vietata analogia in malam partem ”.
Pregevole appare anche la ricostruzione dell'alterità del bene invaso in relazione agli edifici scolastici. La Corte regolatrice sottolinea che ai sensi del D.P.R. 21.5.74 n. 416 la scuola costituisce una realtà non estranea agli studenti che contribuiscono e concorrono alla sua formazione e al suo mantenimento, con un potere-dovere di collaborare alla protezione e alla conservazione della stessa, per cui non sembra configurabile un loro limitato diritto d'accesso nelle sole ore in cui è prevista l'attività didattica in senso stretto.
In tale disposto la Corte regolatrice stabilisce che nel reato di cui al 633 c.p. il termine invasione va interpretato come “una qualunque intromissione dall'esterno con modalità violente “
Altra pronuncia di legittimità soccorre nella ricostruzione dei contorni del reato in esame stabilendo che: “Il reato in questione costituisce una delle ipotesi di illiceità speciale: il fatto oggettivo dell'arbitrarietà del comportamento, essendo elemento costitutivo di fattispecie, deve riversarsi nell'elemento soggettivo del reato e costituire oggetto di rappresentazione e volizione da parte del soggetto agente,con la conseguenza che qualora il soggetto agente cada in errore sull'effettiva portata di una norma extrapenale, ritenendo legittimo il proprio comportamento, deve essere esente da responsabilità per mancanza di dolo ex art. 47 III comma c.p. dal momento che non si è rappresentato un elemento positivo della fattispecie”( così Cass. Sez. II, 17.5.1988, Oliva).
Tali statuizioni portano a concludere che l'esistenza per gli studenti di un diritto di critica fondato sulla loro libertà di espressione, pensiero e associazione all'interno della scuola fondano per gli studenti l'esercizio di un diritto che non verrebbe solo supposto dagli stessi ma che fonderebbe un'oggettiva causa di giustificazione.
Sulla interruzione di pubblico servizio
Diversa è la fattispecie di cui all'art. 340 c.p. che, laddove non vi sia un complessivo assenso ed una partecipazione alle iniziative di protesta da parte degli insegnanti, dei presidi, del personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola (ATA) potrebbe integrarsi nel caso in cui gli studenti impedissero deliberatamente il regolare svolgimento delle lezioni.
A tale fine si indica la giurisprudenza più significativa.
Se la c.d. "occupazione" della scuola da parte degli studenti avviene senza modalità invasive, e cioè consentendo lo svolgersi delle lezioni e l'accesso degli addetti, non è configurabile il reato di interruzione di pubblico servizio , neanche se l'attività didattica si svolge con difficoltà ed in mezzo a confusione. Tribunale Siena, 29 ottobre 2001”.
L'occupazione temporanea di una scuola, sebbene per motivi sindacali, integra gli estremi della fattispecie di cui all'art. 340 c.p. quando le modalità di condotta, volte ad alterare il normale svolgimento del servizio scolastico, esorbitano dal legittimo esercizio dei diritti di cui agli artt. 17 e 21 Cost., ledendo altri interessi costituzionalmente garantiti.” Cassazione penale , 03 luglio 2007 , n. 35178.
Da ultimo, per gli insegnati si evidenzia che, con una recente pronuncia, il Consiglio di Stato ha così statuito: “situazioni di c.d. occupazione di un Istituto scolastico per lo stato di agitazione degli studenti non esplicano un effetto esonerativo o di attenuazione degli obblighi di presenza, intervento e controllo del corpo del personale docente ed amministrativo della scuola, che tanto più devono garantire la loro presenza per evitare degenerazioni delle iniziative assunte dagli studenti all'interno dell'istituzione scolastica” (Cons. Stato, Sez. VI, 17/10/2006, n.6185). Pertanto, anche in caso di occupazione, continua a gravare sui docenti l'obbligo di presenza, intervento e controllo esistente anche in situazioni di normale svolgimento delle lezioni.

Statali. Sciopero della CGIL.

Una risposta chiara all’aggressione lanciata dal ministro Brunetta contro i lavoratori del pubblico impiego, una dimostrazione di forza e di autonomia per dire no al tentativo di imporre un accordo nazionale al massimo ribasso, dentro una logica di subordinazione del sindacato.
Così Alfio Nicotra, commentando lo sciopero e la manifestazione della Funzione pubblica Cgil tenutasi ieri mattina a Milano.
Importante l'incontro tra studenti e lavoratori in Piazza del Duomo. La connessione tra i movimenti che si ribellano alle politiche regressive del governo Berlusconi è indispensabile per impedire che la crisi venga scaricata sui ceti popolari in termini economici e di restrizione dei diritti. Di qui, conclude Nicotra, può nascere una vasta opposizione sociale e politica, capace di invertire la rotta disastrosa su cui il centrodestra sta guidando il paese.
Una riflessione nasce spontanea ma adesso con l'influenza in arrivo, lo stato farà cassa e il Brunetta farà credere che l'influenza "vera" colpisce solo i lavoratori privati, mentre quella che colpisce gli statali è una influenza fasulla?
Circolo PRC Castellammare del Golfo.


di ANTONIO CIANCIULLO


Un italiano su tre paga una bolletta che non dovrebbe pagare. Lo dice la Corte Costituzionale (sentenza numero 335 del 10 ottobre scorso) precisando che il canone di depurazione delle acque si deve versare solo in presenza di questo servizio. Ovvio? Mica tanto. Un italiano su tre - nonostante una direttiva europea approvata nel 2000 che entrerà in vigore nel 2015, cioè ieri in termini di realizzazione di impianti di questa portata - ha scarichi non collegati a un depuratore e li paga. Li paga perché le aziende hanno deciso di usare la politica dei due tempi: prima la tariffa, poi il depuratore. Una scelta ritenuta incostituzionale.
La denuncia viene dal Gruppo 183, un think tank sulla questione acqua, che denuncia il ritardo con cui viaggia l'Italia a causa di una lunga serie di rinvii che mette tutti in difficoltà. E' un problema per il paese, che va incontro a sanzioni da un minimo di 22 mila a un massimo di 700 mila euro al giorno (la procedura di infrazione è già a uno stadio avanzato). E' un problema per le aziende, che si trovano di fronte a seri problemi di liquidità. E' un problema per milioni di cittadini che si trovano a pagare, e ad aver pagato per anni, somme non dovute.
Parliamo di cifre significative. Gli investimenti necessari a costruire le infrastrutture mancanti vanno dai 30 euro per abitante l'anno previsti in Liguria agli 87 previsti a Pavia: una torta che complessivamente vale parecchie centinaia di milioni di euro. Fondi che si cercava di ottenere con una forma di prestito gratuito prelevandoli anticipatamente dalle bollette. Vediamo come.
Le bollette per la fornitura dei servizi idrici comprendono varie voci: fornitura, scarichi, depurazione. Per un totale che oscilla tra un euro e un euro e mezzo a metro cubo. Ma non sempre a tutte le voci corrispondono servizi. Ecco un elenco di città in cui la depurazione è assicurata al 100 per cento e quindi la bolletta è in regola: Bergamo, Bolzano, Cagliari, Campobasso, Caserta, Cosenza, Foggia, Lecco, Modena, Torino, Vercelli. Ma altre città viaggiano a scartamento ridotto: 34 per cento di depurazione a Palermo, 33 per cento a Catania, 29 per cento a Trieste, 38 per cento a Treviso.
Nei casi in cui il servizio non è coperto al cento per cento il cittadino può, dopo aver chiesto l'indice di depurazione al Comune che è tenuto a darlo, rivolgersi al giudice di pace per ottenere la restituzione della quota parte della bolletta relativa al servizio non prestato.

Alla faccia dei cittadini. Firmato Bresciani.

Il consiglio comunale di mercoledì 5 novembre presieduto dal presidente Giuseppe Cruciata, già assessore con la Giunta Ancona, sciolta per infiltrazioni mafiose, ha votato contro la mozione presentata dai consiglieri del Partito Democratico, Salvatore Galante e Sebastiano Cruciata, che chiedevano il mantenimento della scuola Buccellato di via canale vecchio. Tredici i voti contrari e quattro i favorevoli (i consiglieri del Pd Cruciata e Galante, il consigliere dell’Udc Vito Bonventre ed il consigliere di maggioranza Ivano Motisi, assenti i consiglieri dell’Mpa Norfo e Di Gregorio ed il consigliere Simone Scaraglino di Castellammare democratica unita). Pertanto, vane sono risultate le mobilitazioni e le proteste del comitato dei genitori e degli insegnanti del Plesso Buccellato. Sconcertanti le parole del Sindaco: «E’ superfluo specificare che ai bambini che l’anno scorso andavano in quella scuola e adesso sono ospitati in altri istituti, sarà garantita una soluzione dignitosa. Sono amereggiato e deluso, perché il paese non cresce se non cresce la società. Occorre guardare più in là del particolare per risvegliare un paese assopito. E’ vero che c’era l’indirizzo dei Commissari di spostare l’utc nei locali dell’ex Macello comunale, ma per fare questo occorrono come due-tre anni, mentre attualmente l’ufficio tecnico rimane in una sede inagibile, aperta su responsabilità del sindaco e del dirigente dell’utc Simone Cusumano. Ho pensato e lavorato per la scuola Buccellato, per i suoi alunni ed insegnanti, ma il dialogo è possibile quando l’altra parte è disposta ad ascoltare. Qui non stiamo decidendo di fare una sala da ballo in via Canale Vecchio, ma un ufficio importantissimo per il paese. L’utc, causa di tanti mali, deve rinascere e noi dobbiamo attivarci per questo, non facendo filosofia, ma trovando una soluzione attuabile tra pochi mesi e non tra chissà quanti anni».

Il Partito della Rifondazione Comunista, circolo di Castellammare del Golfo, si chiede come possa crescere una società dove la scuola e, quindi, la formazione delle nuove generazioni venga messa in secondo piano e considerata uno ostacolo allo "sviluppo" del paese. Inoltre, la seduta del consiglio è stata caratterizzata, ancora una volta, dalla mancanza di argomentazioni, da parte degli esponenti della maggioranza consiliare, nello spiegare la scelta di trasferire là dove c'era una volta una scuola l'ufficio tecnico. Rimaniamo perplessi sull'operato della Giunta Bresciani e ancor di più su quello di un consiglio comunale inesperto, non propositivo e legato a vecchie logiche di spartizione del potere. Il partito della Rifondazione Comunista chiede con forza che il Sindaco torni sui propri passi e restituisca all'edificio il ruolo che gli compete e, inoltre, coglie l'occasione nel ribadire pieno appoggio e solidarietà al comitato dei genitori e degli insegnanti.







Circolo PRC di Castellammare del Golfo.


Rifondazione Comunista esprime piena condivisione con lo sciopero della CGIL contro il Protocollo Brunetta riguardante il Pubblico Impiego e per il rinnovo contrattuale.

La campagna del ministro Brunetta contro i cosiddetti “fannulloni” ha dato inizio ad un odioso attacco contro i lavoratori pubblici; il Governo sta puntando, da un lato, a mettere i lavoratori contro l’utenza e dall’altro ad un ridimensionamento dei servizi pubblici e della sanità.
La legge finanziaria 2009 taglia risorse per le retribuzioni di tutti i comparti pubblici e, contemporaneamente, non prevede nessuna stabilizzazione per le migliaia di lavoratori precari, che verranno licenziati a luglio 2009.


Rifondazione Comunista si batte per:

• Respingere gli attacchi di Brunetta e Confindustria alla Pubblica Amministrazione che puntano a privatizzare servizi gestiti dal pubblico;

• La difesa della Pubblica Amministrazione come lo strumento principale dello Stato Sociale garante di servizi per tutti i cittadini;

• Per la qualità ed il rilancio dei servizi;

• Per la stabilizzazione di tutti i lavoratori precari;

• Per il rafforzamento del potere contrattuale dei lavoratori, con veri aumenti salariali.

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA


La riforma del ministro Maria Stella "Tremonti", pardon Gelmini, farà risparmiare 8 mld di euro allo stato italiano, ma andrà a gravare sul personale, sulle famiglie e sulle risorse per l'università e la ricerca.

La Gelmini è uno dei ministri "pupo" del governo Berlusconi. le fanno "buona compagnia" alla giustizia Alfano (quello del lodo Alfano), all'ambiente Prestigiacomo. Giovani, di belle speranze e tanto inesperti. perfettamenti funzionali al premier e a Tremonti che dall'alto muovono le fila, mentre i burattini incassano le critiche dell'Opinione pubblica. Un perfetto gioco delle parti: pupi e pupari.

Prologo: Il piano programmatico del MIUR in applicazione dell'art. 64 della legge 133/08, inserita nella manovra finanziaria approvata l'estate scorsa, prevede una riduzione di circa 140.000 posti tra docenti e ATA nei prossimi 3 anni e riduzioni sia in termini di risorse finanziarie che umane negli Atenei. In Sicilia il taglio interesserà tra docenti e personale ATA circa 14.000 unità. Non è un'idea di scuola diversa, ma semplicemente meno scuola. Non è una riforma ma un taglio.

I atto -attacco alla scuola-: ritorno al maestro unico, revoca del tempo pieno, taglio agli organici e agli orari di lezione, blocco del turn over, chiusura dei plessi scolastici nei piccoli centri.

II atto -attacco alle università-: limitazione del turn over con previsione di un'assunzione ogni 5 pensionamenti, trasormazione degli Atenei in fondazioni private in grado di captare capitali.

III atto -attacco al movimento di protesta- (con la collaborazione di Brunetta e Maroni): considerare tutti i manifestanti conservatori dello status quo (baronati), denunciare chi occupa le scuole e l'università, considerare tutti gli impiegati nel pubblico fannulloni, organizzare una campagna denigratoria contro gli studenti di sinistra.

Epilogo. Fine della Scuola Pubblica.


Forse no......se riusciremo con la forza delle idee , della cultura e dell'ideologia, che vuole una scuola di tutti e per tutti, a indirizzare il grosso movimento di protesta verso posizioni più progressiste, volte a riformare una scuola che così com'è non ci piace.

Non cadiamo nel gioco delle parti......continuiamo a lottare.




Circolo PRC di Castellammare del Golfo.

Una delle proposte del PRC di Castellammare del Golfo, durante l'ultima campagna elettorale, era quella delle creazione del mercato del contadino. Questi mercati permettono all'agricoltore di vendere direttamente i loro prodotti al consumatore, con la possibilità di abbattere i prezzi di almeno il 30%. Senza tenere conto delle società private che hanno partecipato al bando, si registra come la totalità dei comuni che hanno presentato domanda figurano in graduatoria. Da questa notizia emerge come sia necessario per gli enti locali progettare al fine di accedere ai finanziamenti. Perchè non cominciare da qualcosa del genere, venendo incontro agli interessi della collettività, in luogo del meccanismo clientelare del "trasi brasi e nesci masi"?

Circolo PRC di Castellammare del Golfo.

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