Il pensiero politico in Italia: i "due sovversivismi" di Gramsci.
1 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 13:24Un diffuso bisogno di conoscenza ci spinge a proporre e offrire ai lettori del nostro blog una breve panoramica sul pensiero politico italiano. Non faremo una disamina storica ordinata degli eventi e delle culture politiche che hanno influenzato la vita politica italiana, ma cercheremo di analizzare le migliori culture politiche proposte da pensatori che hanno pagato spesso con l'isolamento, il carcere o la morte la loro voglia di raggiungere la libertà e la democrazia.
Antonio Gramsci (1891-1937), nato ad Ales in Sardegna, è il pensatore politico più originale della fine della prima metà del novecento. Grande analista della politica, fu a capo del Partito Comunista che concorse a fondare al congresso di Livorno (1921). Si ricorda soprattutto per la battaglia che condusse sia contro il massimalismo bordighiano sia contro il totalitarismo stalinista che si affermava in quegli anni in URSS. Al di là delle tormentate vicende umane che lo videro sconfitto e incarcerato con l'avvento del fascismo in Italia, preme sottolineare come Gramsci, riesaminando anche la sua stessa vicenda personale, consegnò due delle più grandi opere della cultura politica italiana moderna: lettere dal carcere e i quaderni del carcere.Etichette: pensiero politico italiano.
Il ruolo di Rifondazione Comunista: le proposte al CPF di Trapani di Peppe Ortisi.
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Sempre nella logica d condivisione con gli altri di quanto discusso all'interno del PRC, viene di seguito pubblicato il documento politico a firma di Giuseppe Ortisi, consigliere provinciale del Partito dell Rifondazione Comunista.Etichette: Politica provinciale
Assemblea di circolo PRC di C/mare del Golfo: Le riflessioni, i suggerimenti, le proposte.
4 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 16:24
Nell'assemblea di circolo PRC di sabato 06.12.2008 sono emersi spunti di discussione interessanti in una cornice fatta di uomini e donne animate da un grande voglia di fare politica. Non la politica fatta di rappresentanze e delegata ma politiche partecipate che nascono dal basso e che si nutrono della nostra passione di essere alternativi e comunisti, in un mondo, quale quello odierno, in cui regnano nichilismo e qualunquismo. In altre parole, animati dalla voglia di promuovere forme di partecipazione alla vita democratica che si nutrono delle nostre idee, delle nostre proposte e perchè no delle aspirazioni di noi, uomini e donne di Castellammare che vogliamo un domani migliore, per tutti e non per poche persone, ci siamo confrontati e abbiamo gettatto le basi per promuovere modalità diverse di pensare e fare politica.Etichette: circolo PRC Castellammare del Golfo.
gli effetti della globalizzazione sulle nostre vite.
0 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 21:49
Proviamo a capire qualcosa sul quel grande processo chiamato globalizzazione. Ci proveremo attraverso l'analisi condotta da Zigmunt Bauman nel suo libro intitolato: Dentro la globalizzazione. Le conseguenze sulle persone. E proprio da qui parte l’analisi di Bauman, sociologo e filosofo, massimo esponente del filone di pensiero che indaga criticamente la tardo modernità (e/o la postmodernità). Lo specifico dell’indagine di Bauman riguarda le conseguenze della globalizzazione sulla vita quotidiana delle persone. Uno studio del quotidiano. In particolare uno studio sullo "spazio", dimensione che tende a rarefarsi nel tempo della globalizzazione ma che segna due percorsi contrapposti. Da un lato l’élite della globalizzazione, il vertice, dall’altro le masse, la base.
Sostiene Bauman, "piuttosto che rendere omogenea la condizione umana, l’annullamento tecnologico delle distanze spazio temporali tende a polarizzarla". Chi opera, infatti, nei pressi del potere finanziario (vero motore della globalizzazione) vive l’incorporeità del potere: non ha bisogno di luoghi deputati, è extraterritoriale e proprio per questo può isolarsi (in un nuovo apartheid) dal resto della popolazione che rimane tagliata fuori. La conseguenza è la fine degli spazi pubblici, la creazione di "non-luoghi". Ma la conseguenza più tragica è che l’abolizione degli spazi pubblici implica anche la crisi dei luoghi ove si creano norme, ove i valori sono discussi, negoziati, elaborati. In assenza di luoghi pubblici i giudizi su ciò che è buono/bello/giusto/utile... possono discendere solo dall’alto, da regioni imperscrutabili, da una élite lontana che non ha lasciato indirizzo di sorta e che rifiuta ogni interrogazione. Così, conclude Bauman: "Gli extraterritoriali entrano nella vita di coloro che sono vincolati al territorio solo come caricature; forse sono mutanti o mostri. Nel processo espropriano del loro potere etico i locali, privandoli di qualsiasi mezzo atto a limitare i danni" Turisti e vagabondi
Fra i 5 capitoli che compongono lo studio di Bauman (Tempo e classe, Guerre spaziali: una cronaca; E dopo lo stato-nazione?; Turisti e vagabondi; Legge globale, ordini locali) risulta particolarmente interessante il quarto: turisti e vagabondi.
Si tratta delle due tipologie in cui sono divisi gli abitanti della terra. Alcuni (pochi, in verità) possono fare i turisti mentre per tutti gli altri la sorte è quella del vagabondo.Il punto di partenza è la cosiddetta società dei consumi. Riflessioni ovvie: la nostra società non è più la società dei produttori (con al centro l’etica del lavoro e del sacrificio) ma la società dei consumi dove ciò che conta è produrre desideri, sedurre. La società tardomoderna ha insomma bisogno di impegnare i suoi membri nel ruolo di consumatori. Ovviamente anche i consumi devono essere "labili", instabili, temporanei altrimenti il volano del consumo si blocca. Consumare infatti non significa propriamente "inglobare", usurare, utilizzare quanto piuttosto "raccogliere sensazioni": "il desiderio non vuole soddisfazione. Al contrario il desiderio vuole desideri".
mentre tutti possono voler essere consumatori non tutti possono esserlo davvero. La stratificazione della società postmoderna è data dal grado di mobilità, ovvero dalla libertà di scegliere dove collocarsi. E qui entrano in scena i turisti ed i vagabondi.
Nel nostro mondo il semaforo segna verde per i turisti ma rosso per i vagabondi. I turisti possono muoversi ovunque, nessun controllo li ferma, essi non sono legati allo spazio. Al contrario i vagabondi non possono muoversi, sono legati al loro spazio ed al loro tempo.
Possono sembrare riflessioni puramente teoriche. Non lo sono.
Provate ad immaginarvi un giro per l’Europa: che differenza essere turisti italiani invece che profughi kosovari o curdi. O lavoratori rumeni. I primi sono turisti e vivono la versione postmoderna della libertà. I secondi sono vagabondi e sperimentano la versione postmoderna della schiavitù.
I vagabondi sono alla deriva: sanno che non staranno troppo a lungo in un luogo, per quanto possa loro piacere, perché non saranno bene accolti. I turisti si muovono perché trovano che il mondo alla loro portata (globale) è irresistibilmente attraente, i vagabondi si muovono perché trovano che il mondo alla loro portata (locale) è inospitale fino ai limiti della insopportazione. I turisti si muovono perché lo vogliono, i vagabondi perché non hanno altra scelta sopportabile.
Ma.. ancora... "il vagabondo è l’incubo del turista, il suo demone interiore: infatti nessuna assicurazione sul suo stile di vita protegge il turista dalla possibilità di scivolare nel vagabondaggio. Se si vuole un esempio si prenda i Kosovo. La classe media, ricca, colta del Kosovo: da un giorno all’altro scivolata dalla condizione di turista a quella di vagabondo.
Ma si prenda anche la classe media italiana: scivolare tra i vagabondi fa parte delle nostre inconsce paure ed angosce. Paure postmoderne, angosce quotidiane. Del resto il nostro stile di vita non è garantito, malgrado i nostri assillanti tentativi di rafforzare le mura della nostra fortezza.Al momento siamo dentro. Chi è fuori è fuori. E chi è fuori è un vagabondo da cui difenderci: ma siccome diventare vagabondi è il nostro rischio quotidiano tale condizione ci abitata come "perturbante": ci assilla, ci mette in crisi, ci spinge a comportamenti violenti.E chi è fuori è la massa.
Anzi, nuove insicurezze sono diventate l’incubo quotidiano. Insomma le due facce della globalizzazione. Alla faccia dei neoliberisti che continuano a pensare ed a proporre la dottrina del libero mercato, della deregulation, della competition... come panacea di tutti i mali.
Senza accorgersi della contraddizione terribile che sta al fondo: oggi le merci hanno libertà di movimento assoluta mentre gli uomini no. I poveri, i vagabondi, gli esclusi sono inutili (non producono utili) e non devono muoversi. Devono starsene legati al nulla di uno spazio e di un tempo senza senso.
Etichette: cultura
Giovani Comunisti Castellammare del Golfo: eletto portavoce.
5 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 20:13
Al termine di un'animata e vibrante discussione sulle problematiche giovanili, i giovani comunisti di Castellammare del Golfo hanno eletto come loro portavoce Ruben Stabile, 20 anni, studente universitario di Scienze politiche.
Un altro obiettivo ambizioso che si propone di raggiungere il nuovo rappresentante dei Giovani Comunisti è quello della messa in rete dei vari circoli territoriali giovanili della provincia di Trapani, al fine di mettere assieme le diverse esperienze e bagali culturali, propri di ogni realtà.
Etichette: circolo PRC Castellammare del Golfo.
L'indirizzo politico del consiglio comunale.
3 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 00:13
Per mesi abbiamo atteso che si rivelasse la vera natura politica del consiglio comunale di Castellammare del Golfo, apparso a tutte le persone di buon senso e quindi non pregiudizialmente schierate molto svogliato, per non dire inefficente. Da quanto emerso nel consiglio comunale di lunedì 1 Dicembre si evidenzia, come del resto era stato ampiamente detto dal nostro partito in campagna elettorale, una grande attenzione verso la speculazione edilizia, da anni spacciata come l'unica fonte di ricchezza del nostro Paese. Questa tendenza si manifesta attraverso l'introduzione di una serie di norme volte alla realizzazione di più operazioni speculative, fonte nel nostro Paese di danni piuttosto che di benefici per lo sviluppo del nostro territorio, soprattutto se si ragiona in tempi lunghi. Da troppo tempo si parla di speculazioni edilizie come l'unica possibilità per dare slancio alla nostra economia, con il solo risultato di aumentare il numero di gente sotto-pagata, che finito il tempo della speculazione si ritrovano col culo per terra senza nessuna prospettiva se non quella di trovare fortuna altrove, magari in qualche cantiere del nord Italia. Succede, infatti, che la Giunta ha presentato al Consiglio Comunale, solo alcune modifiche alle norme tecniche che disciplinano le modalità (parametri e indici di edificabilità) di attuazione del PRG, rispetto a quanto adottato dalla Commissione Straordinaria con la delibera 30, la maggioranza, rappresentata dal consigliere Bucca, stranamente, ha ritenuto, invece, necessario introdurre delle variazioni alle norme tecniche molto più "incisive".Quello che si delinea è un atto volto a dimostrare un'indipendenza del consiglio comunale dalla Giunta o piuttosto, come appare palese, una volontà di indirizzare verso posizioni più avventate e spregiudicate l'operato della Giunta Bresciani? Del resto prima o poi dovevano emergere le contraddizioni di una maggioranza unita soltalto da logiche di potere.
Etichette: politica locale
Di seguito viene pubblicato un comunicato stampa a firma del circolo metropolis e del comitato dei cittadini.
"La revoca del nulla osta per l’antenna di telefonia mobile di Scopello, annunciata dal sovrintendente Dott. Gini è una vittoria della mobilitazione dei cittadini e delle nostre associazioni. Essa scongiura un ulteriore sfregio al paesaggio attorno a Scopello, già minacciato da altri interventi edilizi dissennati, e pone fine a una farsa grottesca. Infatti resta incredibile che il progetto per l’antenna presentato dall’Ericsson, in cui nella relazione paesaggistica erano contenute delle evidenti falsità (Scopello diveniva una località sciistica alpina con vista panoramica sulla Valsesia e sul Monte Rosa!), sia passato inosservato dal nostro Comune e sia stato approvato a tempo di record dalla Soprintendenza di Trapani e dagli altri organi preposti (ARPA, Ispettorato Forestale, Genio Civile), di solito molto più attenti in altri casi meno significativi. Oltre che incredibile, la vicenda appare poco chiara e meritevole di ulteriori approfondimenti. Per questo esortiamo tutti gli organi competenti a contribuire a una maggiore chiarezza e a vigilare per la tutela del territorio e della salute dei cittadini.Noi per parte nostra continueremo la raccolta di firme contro l’antenna e la campagna di e-mail di protesta presso la Soprintendenza da tempo in atto, come segno della nostra continua vigilanza e della nostra volontà di non consentire che si possa ritornare indietro".Castellammare del Golfo 1/12/2008
Etichette: politica locale
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