Continuano gli attacchi di Israele sulla striscia di Gaza: colpiti inermi civili.
0 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 02:05
Col termine Striscia di Gaza si indica un territorio palestinese confinante con Israele e Egitto nei pressi della città di Gaza. Si tratta di una piccola regione costiera (una striscia di circa 360 km² di superficie) ma densamente popolata (circa 1.400.000 abitanti di etnia arabo palestinese).Quest'area non è riconosciuta internazionalmente come uno stato sovrano, ma è reclamata dall'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) come parte dei Territori palestinesi. Dalla battaglia di Gaza del 2007 il governo della striscia è oggi nelle mani dell'organizzazione palestinese Hamas.
È delimitata dalla barriera tra Israele e la Striscia di Gaza e le principali città sono Gaza e Rafa.
Dopo quasi 2 anni di controllo da parte di al-Fatah, nel 2007 vengono indette nuove elezioni che vedono vincitore il partito integralista Hamas, che si installa nella Striscia di Gaza con l'intenzione di imporre la legge islamica al nuovo stato. Durante il giugno del 2007 la tensione tra Hamas, uscita vincitrice dalle elezioni in striscia di Gaza, e al-Fatah, il partito del presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese residente in Cisgiordania, sfocia in scontri aperti tra le due fazioni che in pochi giorni fanno un centinaio di morti.
Il 14 giugno 2007 Hamas, dopo una campagna militare efficace e violenta, conquista la sede militare dell'Anp arrivando di fatto al controllo dell'intera Striscia di Gaza.
L'Unione Europea, così come gli USA, considerando Hamas come un'organizzazione terroristica, interrompono l'invio degli aiuti in Striscia di Gaza, che vede così peggiorare le condizioni di vita dei propri abitanti. Inizia contestualmente una nuova fase del conflitto tra Hamas ed Israele che vede, da parte Israeliana, missioni di guerra e assassinii mirati contro esponenti palestinesi giudicati particolarmente pericolosi alla sua sicurezza, e da parte palestinese il lancio continuo di missili Qassam e tiri di mortaio contro installazioni e città Israeliane. Tale fase di guerra causa vittime tra i due eserciti in lotta, ma anche tra civili Israeliani e Palestinesi.
Il 1 marzo 2008, l'esercito dello Stato di Israele invade direttamente l'area con forze blindate ed aeree e, dopo aver distrutto installazioni militari di Hamas e tunnel per l'importazione illegale di armi, ritorna nelle proprie basi in Israele.
Attualmente il Territorio della Striscia di Gaza è completamente sotto il controllo del movimento palestinese Hamas. Proprio per il controllo esercitato da Hamas la Striscia di Gaza non riceve più direttamente aiuti umanitari da parte di Europa e USA.
La situazione di vita della popolazione di Gaza è in certi momenti assai drammatica, a causa della penuria di prodotti essenziali o voluttuari (cibo, latte, carburante, sigarette...), e dell'impossibilità di esportare qualsiasi manufatto prodotto nella Striscia. Questa situazione di tensione ha di recente (23 gennaio 2008) anche provocato l'abbattimento a furor di popolo di alcune postazioni di frontiera con l'Egitto al valico di Rafah, allo scopo di permettere a migliaia di persone di rifornirsi di vari generi di prima necessità presso i negozi egiziani sul confine. I soldati egiziani hanno subito questa piccola crisi senza arrivare all'uso della violenza, per espressa volontà del presidente egiziano Mubarak. Nell'ambito di una tregua di sei mesi mediata nel giugno 2008 dall'Egitto, Hamas ha accettato di porre fine al lancio dei razzi in cambio di un alleggerimento del blocco da parte di Israele.
Il 18 dicembre 2008, Hamas ha annunciato unilateralmente la fine della tregua.
Il 27 dicembre 2008, in seguito al lancio di razzi di Hamas nel deserto del Negev e al ferimento di alcuni cittadini israeliani, i vertici israeliani hanno deciso l'Operazione Piombo Fuso contro la Striscia, e i morti secondo le fonti sarebbero più di 300. Israele ha dichiarato che quest'offensiva è solo la prima parte del loro piano e non esclude che possa allargarsi.
Etichette: Politica estera
Partinico: martedì 30 cerimonia per ricordare Danilo Dolci
1 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 15:27
Martedì 30, alle ore 10.30, in via Iannello a Partinico, nel quartiere Spine Sante si terrà una cerimonia per commemorare Danilo Dolci a 11 anni dalla sua scomparsa. Nell’area dei comuni che si affacciano sul Golfo di Castellamare, vicino a Palermo, nel corso degli anni ’50 e ’60, svolse un’attiva opera di intervento sociale per il riscatto delle società locali dalle condizioni di miseria e l’avvio di un’esperienza di sviluppo endogeno orientata verso forme di auto-organizzazione. I principi che informano la sua azione sono sostanzialmente quello della nonviolenza attiva - digiuni, scioperi alla rovescia, “pressioni” sociali etc. - e quello educativo, teso a innalzare il tenore di vita della comunità e a favorire lo sviluppo della cooperazione e di azioni solidaristiche, attraverso la ricerca di un dialogo costante con la società locale.Se l'uomo non immagina, si spegne.»
Dopo aver effettuato gli studi a Milano, negli anni del fascismo sviluppò presto una decisa avversione alla dittatura. Arrestato a Genova nel 1943 dai nazifascisti, riuscì a fuggire.
Nel 1950 decise di abbandonare gli studi universitari e di aderire all'esperienza di Nomadelfia - comunità animata da don Zeno Saltini - a Fossoli (frazione di Carpi); dal 1952 si trasferì nella Sicilia occidentale (Trappeto, Partinico) in cui promosse lotte nonviolente contro la mafia e il sottosviluppo, per i diritti ed il lavoro: siffatto impegno sociale gli valse il soprannome di "Il Gandhi di Partinico". Subì diverse persecuzioni e processi.
È considerato una delle figure di massimo rilievo della nonviolenza nel mondo.
quando mi eran contro quasi tutti [...]
Vi lascio
una vita scoperta intensamente
giorno per giorno:
ho cercato per voi
di guardare oltre l’attimo, vivendolo... »
Nella sua attività di animazione sociale e di lotta politica, Danilo Dolci ha sempre impiegato con coerenza gli strumenti della nonviolenza.
Il 14 ottobre del 1952 Dolci dà inizio a Trappeto al primo dei suoi numerosi digiuni, sul letto di un bambino morto per la denutrizione. La protesta viene interrotta solo quando le autorità si impegnano pubblicamente a eseguire alcuni interventi urgenti, come la costruzione di un impianto fognario. In questa occasione si stabilisce il contatto con il filosofo di Perugia Aldo Capitini.
Nel gennaio del 1956 oltre mille persone danno vita a uno sciopero della fame collettivo per protestare contro la pesca di frodo, che priva i pescatori dei mezzi di sussistenza.
Il 2 febbraio 1956 ha luogo lo "sciopero alla rovescia" a Partinico: centinaia di disoccupati si organizzano per riattivare pacificamente una strada comunale abbandonata: la manifestazione viene fermata dalla polizia e Dolci con alcuni suoi collaboratori viene arrestato. L'episodio suscita indignazione nel Paese, e provoca numerose interrogazioni parlamentari. Dolci viene successivamente scagionato in un processo che ha enorme risalto sulla stampa: a difenderlo è il grande giurista Piero Calamandrei.
Nel corso degli anni intorno a Dolci si è consolidato il sostegno nazionale e internazionale. Nel 1958 gli viene attribuito in Unione Sovietica il Premio Lenin per la Pace. Con i soldi del premio Lenin si costituisce a Partinico il "Centro studi e iniziative per la piena occupazione".
Si intensifica, intanto, l'attività di studio e di denuncia del fenomeno mafioso e dei suoi rapporti col sistema politico, fino alle accuse - gravi e circostanziate - rivolte a esponenti di primo piano della vita politica siciliana e nazionale, tra cui i deputati democristiani Calogero Volpe e Bernardo Mattarella, allora ministro (si veda la documentazione raccolta in Spreco, del 1960, e Chi gioca solo 1966). I due parlamentari querelarono per diffamazione Dolci e Franco Alasia, co-autore della denuncia, che vennero entrambi condannati dopo un processo durato sette anni.
La figura e l'opera di Dolci polarizzano l'opinione pubblica: mentre si moltiplicano gli attestati di stima e solidarietà, in Italia e all'estero (anche da personalità come Norberto Bobbio, Carlo Levi, Ignazio Silone, Aldous Huxley, Jean Piaget, Bertrand Russell ed Erich Fromm), per molti avversari Dolci è solo un pericoloso sovversivo. Il cardinale Ernesto Ruffini, in un'omelia pasquale degli anni '60 indicò la mafia, il romanzo "Il Gattopardo", e Danilo Dolci come "le cause che maggiormente hanno contribuito a disonorare la Sicilia".
Il metodo maieutico
siamo minimi microbi
in bilico distratto
tra disperazione e presunzione»
Costituisce una caratteristica importante del lavoro sociale ed educativo di Dolci il suo metodo di lavoro: piuttosto che dispensare verità preconfezionate, ritiene che nessun vero cambiamento possa prescindere dal coinvolgimento, dalla partecipazione diretta degli interessati. La sua idea di progresso valorizza la cultura e le competenze locali, il contributo di ogni collettività e ogni persona. Per questo Dolci collega la sua modalità di operare alla maieutica socratica. Il suo è un lavoro di capacitazione (empowerment) delle persone generalmente escluse dal potere e dalle decisioni.
Nelle riunioni animate da Dolci, ciascuno si interroga, impara a confrontarsi con gli altri, ad ascoltare e decidere. È proprio nel corso di riunioni con contadini e pescatori della Sicilia occidentale che prende corpo l'idea di costruire la diga sul fiume Jato. La successiva realizzazione di questo progetto costituirà un importante volano per lo sviluppo economico della zona e toglierà un'arma importante alla mafia, che faceva del controllo delle modeste risorse idriche disponibili uno strumento di dominio sui cittadini. L'irrigazione delle terre ha consentito in questa zona della Sicilia occidentale la nascita e lo sviluppo di numerose aziende e cooperative, divenendo occasione di cambiamento economico, sociale, civile.
devi inventare l’angolo, ogni tratto,
a cui la furia sommergente infonda
forza avanzante –
col timone arrischiare di sapere
come tagliare il mare »
Il lavoro di ricerca, condotto con numerosi collaboratori italiani e internazionali, si approfondisce negli anni ottanta e novanta: muovendo dalla distinzione fra trasmettere e comunicare e tra potere e dominio, Dolci evidenzia i rischi di involuzione democratica della società connessi al controllo sociale esercitato attraverso la diffusione capillare dei mass-media.
Etichette: cultura
Etichette: politicando
Proposte del PRC per la costruzione di un "vero" Bilancio Sociale.
2 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 12:36
Abbiamo apprezzato lo sforzo della Giunta Bresciani di "costruire" una sorta di Bilancio Sociale. Questo stumento di rendicontazione volontario deve però, secondo noi, rispondere a certi criteri senza i quali risulta inefficace. Cercheremo come Partito della Rifondazione Comunista di delineare gli aspetti più importanti di cui, a nostro avviso, deve tenere conto una pubblica amministrazione per la costruzione di un vero Bilancio Sociale e auspichiamo che questi suggerimenti siano presi in considerazone dalla neonata amministrazione. Lo spirito è quello di contribuire alla crescita delle relazioni tra Pubblica Amministrazione e cittadini attraverso uno strumento che consenta una interlocuzione fattiva e continua nel tempo.
E' uno strumento di cui si possono dotare le pubbliche amministrazioni per diffondere la cultura della trasparenza amministrativa e favorire la costruzione di un dialogo permanente tra istituzioni e cittadini. Ogni istituzione, infatti, è responsabile degli effetti che la propria azione produce nei confronti dei suoi interlocutori e della comunità. Tale responsabilità richiede di dar conto della propria azione ai diversi interlocutori, costruendo con essi un rapporto fiduciario e di dialogo permanente. Ogni amministrazione pubblica ha il dovere di rendere conto relativamente ai propri ambiti di competenza, in quanto titolare di un mandato e della potestà di scegliere e agire come interprete e garante della tutela degli interessi e della soddisfazione dei bisogni della comunità. La rendicontazione sociale di ogni amministrazione pubblica deve rispondere alle esigenze conoscitive dei diversi interlocutori, siano essi singoli cittadini, famiglie, imprese, associazioni, altre istituzioni pubbliche o private, consentendo loro di comprendere e valutare gli effetti dell’azione amministrativa.
- Valori di riferimento, visione e programma dell’amministrazione: l’amministrazione esplicita la propria identità attraverso i valori, la missione e la visione che orientano la sua azione, chiarisce gli indirizzi che intende perseguire e le priorità di intervento.
- Politiche e servizi resi: l’amministrazione rende conto del proprio operato nelle diverse aree di intervento e dei risultati conseguiti in relazione agli obiettivi dichiarati.
- Risorse disponibili e utilizzate: l’amministrazione da conto delle risorse di cui ha potuto disporre, delle azioni poste in essere e dei risultati conseguiti con la loro gestione. Il bilancio sociale deve inoltre contenere: una nota metodologica sul processo di rendicontazione.
1. VALORI DI RIFERIMENTO, VISIONE E PROGRAMMA DELL’AMMINISTRAZIONE
Il bilancio sociale deve rendere conto del modo in cui l’amministrazione interpreta la propria missione istituzionale, esplicitandone i valori di riferimento, la visione e le priorità di intervento, con riferimento alle caratteristiche e all’evoluzione del contesto in cui opera. Questa tiplogia direndicontazione induce l’amministrazione a rendere espliciti gli elementi fondamentali per rappresentare il senso complessivo della sua azione. Il bilancio sociale deve chiarire, infatti, gli ambiti di competenza dell’amministrazione, descrivere il suo assetto istituzionale e di governo e la sua struttura organizzativa tenendo conto non solo dell’articolazione interna, ma anche della rete dei soggetti collegati, come società, agenzie, istituzioni, fondazioni, aziende speciali.
2. RENDICONTAZIONE DELLE POLITICHE E DEI SERVIZI
Il bilancio sociale deve rendicontare le politiche e i servizi resi dall’amministrazione, in modo da evidenziare i risultati conseguiti in relazione agli obiettivi dichiarati. Questa parte del bilancio sociale deve essere articolata per aree di rendicontazione, che riconducano le molteplici attività dell’amministrazione a ambiti di intervento coerenti con il programma e le priorità dell’amministrazione e significativi dal punto di vista dei suoi interlocutori. Per ciascuna area il bilancio sociale deve rendicontare a nostro giudizio:
- gli obiettivi perseguiti;
- le azioni intraprese;
- le risorse impiegate;
- i risultati raggiunti;
- gli impegni e le azioni previste per il futuro.
La rendicontazione deve tener conto non solo di quanto attuato direttamente dall’amministrazione, ma anche di quelle azioni realizzate da soggetti esterni, pubblici o privati, con i quali l’amministrazione ha definito rapporti di collaborazione (mediante contratti, concessioni, accordi, convenzioni, etc.) nell’attuazione delle politiche o per la gestione dei servizi. Inoltre, l’amministrazione deve rendicontare le iniziative poste in essere per favorire e promuovere la partecipazione diretta dei cittadini ai processi decisionali
3. RENDICONTAZIONE DELLE RISORSE DISPONIBILI E UTILIZZATE
Il bilancio sociale deve rendere conto delle risorse di cui l’amministrazione ha potuto disporre per svolgere la propria attività e delle modalità della loro gestione. Tale rendicontazione fornisce informazioni in merito a:
- entrate e spese della gestione;
- proventi e costi della gestione;
- patrimonio dell’amministrazione e sua variazioni.
Da questi suggerimenti si evince come il processo che conduce alla costruzione di questo strumento di rendicontazione sia lungo. Questo impone all'amministrazione comunale uno sforzo considerevole. Del resto, soltanto attraverso una definizione rigorosa e puntuale del Bilancio Sociale si può arrivare alla trasparenza degli atti amministrativi e alla costruzione di una cittadinanza attiva. Noi la nostra parte l'abbiamo fatta, prendiamo atto della volontà (fino ad ora solo dichiarata) della Giunta Bresciani di sperimentare queste pratiche di rendicontazione e chiediamo che vengano accolti questi suggerimenti che possono condurre alla tanto agognata traparenza dell'attività amministrativa, condizione senza la quale è impossibile rendere impermeabile le amministrazioni alle infiltrazioni mafiose.
Cogliamo l'occasione per augurare un buon Natale a tutti i Castellammaresi.
Partito della Rifondazione Comunista circolo di Castellammare del Golfo
Etichette: politica locale
Giovani Comunisti della federazione di Trapani: votato all'unanimità Francesco Bellina.
0 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 21:31Etichette: Politica provinciale
La lettera di Fulvio Sodano (ex prefetto di Trapani).
0 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 02:16
Fulvio Sodano (Napoli, 9 Marzo 1946) è un ex prefetto attivo in Sicilia, impegnatosi in modo particolare nella lotta alla mafia.Laureatosi in giurisprudenza nell'aprile del 1970, lo stesso anno partecipa ad un concorso pubblico (50 posti di Consigliere di Prefettura). Vinto quest'ultimo, viene assegnato alla Prefettura di Brescia e, dopo un mese, assume il titolo di capo di gabinetto (1972, durante gli anni del terrorismo). Oltre al ruolo di capo di gabinetto svolge quello di commissario straordinario in altri comuni della provincia. Dal 1979 al 1981, Sodano è a Roma a ricoprire diversi incarichi ma nel 1982 viene richiamato a Brescia con le funzioni di Capo di Gabinetto e vi rimane per circa due anni, finché viene trasferito a Caserta per motivi familiari. A Caserta rimane fino al 1990, in questa sede gestisce numerosi comuni tra cui: Mondragone, Lusciano, Orta di Atella. Quindi viene trasferito a Palermo. Egli ha dunque conosciuto da vicino, sin dall'inizio della sua carriera, la follia del terrorismo (nel lombardo), l'omertà della camorra (nel napoletano) e le guerre di mafia (nel palermitano). Oltre alle stragi di Capaci e di via D'Amelio vive anche la "primavera palermitana", inoltre ricopre incarichi di commissario straordinari in alcuni comuni sciolti per mafia: Bagheria, Altavilla Milizia, Capaci subito dopo la strage, Palma di Montechiaro nell'agrigentino (quest'ultimo non per motivi di mafia) e vice-commissario straordinario a Catania. Intanto, a Palermo, ricopre ruoli superiori: vice-prefetto, vice-prefetto vicario. Mentre svolge la funzione di commissario a Bagheria arriva la nomina a Prefetto, quindi sarà a Trapani e, infine, ad Agrigento.
Etichette: antimafie
La leader di un'altra storia critica le scelte del PD.
0 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 11:01
La Borsellino, che nelle ultime elezioni era candidata in quota prc nelle liste della sinistra arcobaleno, annuncia di avere iniziato il tesseramento dell'associazione un'altra storia e non eslcude di presentarsi da sola alle prossime Amministrative. La Borsellino ha aspramente criticato l'intesa trasversale che ha portato l'introduzione dello sbarramento al 5% anche negli enti locali e si dice preoccupata per l'introduzione di queso provvedimento che di fatto impedisce la rappresentatività e quindi la partecipazione di milioni di elettori alla politica. Circa i rapporti tra il centrosinistra e il PD la Borsellino registra come l'assenza di un progetto politico e un linguaggio incomprensibile stiano alla base del mancato dialogo e della distanza tra il suo movimento e il partito democratico. Noi ci auguriamo che la Borsellino che alle ultime elezioni, quando dalla componente più moderata del centrosinistra vi fu preferita la Finochiaro, ha trovato sponda solo dal Partito della Rifondazione Comunista guardi con interesse alla possibilità di costruire insieme a noi una valida alternativa al bipolarismo malato di cui siamo ormai vittime e non solo in Sicilia.Etichette: politicando
Post più recenti Post più vecchi Home page
