Spegnere le luci, risparmiare energia per vivere meglio. Eh si, ci risiamo: il protocollo di Kyoto ci fa notare come i consumi crescono in modo frenetico e schizofrenico e ci chiede di riorganizzarli, risparmiare energia, sprecare di meno, vivere più in sintonia col pianeta! D’altronde è risaputo: fare ciò corrisponde a spendere meno, vivere in un mondo migliore e stare meglio in un pianeta sano. Non vi piacerebbe? A dare il via, per il quarto anno consecutivo, all’iniziativa “M’illumino di Meno” e alla giornata mondiale del risparmio energetico è la popolare trasmissione di Radio2 Rai “Caterpillar” e all’appello dei due conduttori Massimo Cirri e Filippo Solibello, con l’appoggio di Marco Ardemagni, della Banda Osiris, del Ministero dell’Ambiente, di numerosi artisti, cantanti, band musicali, attori, speaker e moltissimi altri che hanno aderito e che potete leggere in questo ampio reportage, è partito l’invito a spegnere simbolicamente le luci per un giorno (per poi farlo anche durante la vita di tutti i giorni) . Nelle precedenti edizioni M'illumino di meno ha contagiato milioni di persone impegnate in un'allegra e coinvolgente gara etica di buone pratiche ambientali. Semplici cittadini, scuole, aziende, musei, gruppi multinazionali, società sportive, istituzioni, associazioni di volontariato, università, commercianti e artigiani hanno aderito, ciascuno a proprio modo, alla Giornata del Risparmio. Lo scorso anno il “silenzio energetico” coinvolse simbolicamente le piazze principali in Italia e in Europa: a Roma il Colosseo, il Pantheon, la Fontana di Trevi, il Palazzo del Quirinale, Montecitorio e Palazzo Madama, a Verona l'Arena, a Torino la Basilica di Superga, a Venezia Piazza San Marco, a Firenze Palazzo Vecchio, a Napoli il Maschio Angioino, a Bologna Piazza Maggiore, a Milano il Duomo e Piazza della Scala ma anche Parigi, Londra, Vienna, Atene, Barcellona, Dublino, Edimburgo, Palma de Mallorca, Lubiana si sono “illuminate di meno”, come altre decine di città in Germania, in Spagna, in Inghilterra, in Romania. Molte città italiane si sono mobilitate per coinvolgere i comuni gemellati all'estero: un passaparola virtuoso che, anche tramite il coinvolgimento delle ambasciate, ha consentito di spegnere luci davvero in ogni parte del mondo. Dopo il successo europeo dell'edizione 2008, per il 2009 si darà spazio non solo alle istituzioni ma soprattutto ai cittadini d'Europa, invitando tutti, insegnanti, sportivi, professionisti, associazioni, a creare gemellaggi inediti tra categorie o tra singoli individui diffondendo la campagna di sensibilizzazione oltre confine. La campagna di M'illumino di meno 2009 inizia il 7 gennaio e avrà il suo culmine il 13 febbraio, giornata ufficiale del silenzio energetico - che poi coincide con l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto - dando voce al racconto delle idee più interessanti e innovative, in Italia e all'estero, per razionalizzare i consumi d'energia e di risorse, dai piccoli gesti quotidiani agli accorgimenti tecnici che ognuno può declinare a proprio modo per tagliare gli sprechi. Sul sito internet del programma http://www.caterueb.rai.it/, sarà possibile anche segnalare la propria adesione alla campagna, precisando quali iniziative concrete si metteranno in atto nel corso della giornata del 13 febbraio, in modo che le idee più interessanti e innovative servano da esempio e possano essere riprodotte. E se anche voi volete aderire alle iniziative legale a “M’illumino di Meno” non esitate quindi a cliccare sul sito http://www.caterueb.rai.it/ dove troverete tutte le iniziative, le informazioni e le news legate all’evento.
Alcuni consigli per vivere meglio, risparmiando energia!leggete qui di seguito il breve ma efficace vademecum del risparmio energetico.
I due conduttori di Caterpillar, Filippo Solibello e Massimo Cirri durante un momento di diretta
Le risorse che siamo normalmente abituati ad utilizzare in casa come l’elettricità, l’acqua e l’energia sono dei beni preziosissimi. Evitare di sprecarle, gestendo al meglio la vita domestica o anche solo prestando maggiore attenzione alle attività quotidiane che comportano l’uso di apparecchi elettronici, stufe, microonde, ecc ecc porterà a noi e all’ambiente che ci circonda molti più vantaggi di quanto si pensi. Abbiamo pertanto voluto raccogliere, in un elenco utile e curioso, tutte quelle dritte che ci permetterebbero, senza troppi sacrifici, di risparmiare sugli sprechi. Buona lettura:
Non lasciare gli elettrodomestici in stand-by!Eh si, quella lucina dello stand-by dello stereo, del forno a microonde, della tv, della radio costa e ci fa sprecare un sacco di elettricità! Spegnendo completamente gli elettrodomestici si può risparmiare ogni anno anche l’8% in più. E’ una bella cifra considerato che quei soldi vengono spesi per delle lucette che in casa non ci servono davvero a niente!
Le lampade a basso consumo: “M’illumino di Meno, ma meglio!”.Rispetto ad una lampadina comune, quelle a basso consumo sprecano fino all’80% di energia elettrica in meno! La loro luce è più chiara e la loro durata notevolmente superiore.
La lavatrice a pieno carico e a basse temperatureUn lavaggio in lavatrice a 90 gradi consuma quasi il doppio di energia di un lavaggio a 60 gradi dando lo stesso risultato. In più facendo i lavaggi a pieno carico (cioè riempiendo il cestello quasi completamente) si riduce drasticamente il numero di lavaggi con conseguente calo di sprechi d’acqua, detersivi, elettricità! Geniale, no?
La lavastoviglie come la lavatriceAnche la lavastoviglie consuma meno se è a pieno carico. Eliminare, poi, la fase di asciugatura con aria calda, fa risparmiare fino al 45% di energia elettrica in ogni ciclo di lavaggio! E non è poco…
In cucina, fiamma bassa e coperchio sulle pentole. Se si utilizzano i coperchi sulle pentole l’acqua bolle prima e la fiamma si può tenere molto più bassa perché raggiunto il grado di ebollizione la pentola coperta poi la mantiene per tutta la cottura della pietanza che avviene in modo più veloce.
Lo scaldabagno: meglio a gas. Lo scaldabagno elettrico è l’elettrodomestico che consuma più elettricità in casa: sostituirlo con uno a gas fa risparmiare sulla bolletta oltre 330 euro all’anno!
La soluzione sta nella coibentazione! Una casa ben coibentata riduce drasticamente le spese e la fa alzare di valore. Eh si: una casa ben coibentata sul mercato vale di più!!! In ogni caso occhio ai condizionatori e alle pompe di calore. D’inverno riscalda l’ambiente e poi spegni il condizionatore, tenendo le finestre ben chiuse l’aria mantiene tutto il suo tepore e senza sprechi. D’estate ridurre la temperatura di pochi gradi rispetto al caldo che c’è fuori fa bene alla bolletta e alla salute, anche in questo caso raggiunta la temperatura basta spegnere il condizionatore e tenere ben chiuse porte e finestre. Il risultato è garantito.

I NUMERI DEL DISASTRO ECOLOGICO!

Rifiuti, rumenta, spazzatura, sacchi neri e discariche abusive stanno coprendo il nostro pianeta! Anche l’Italia e, in particolar modo, la Sicilia soffre sotto la miriade di immondizia che ogni giorno si riversa nelle discariche con un’estrema, difficilissima capacità di smaltimento! Il tutto perché non esiste ancora un’adeguata cultura del riciclaggio e, in alcuni paesi come Castellammare del Golfo, non esiste proprio il servizio di riciclaggio. Eccovi i numeri del disastro ecologico perpetrato da anni:
356 giorni di rifiuti. Ogni anno vengono prodotti nel mondo 1 miliardo di tonnellate di rifiuti domestici.
Ad ognuno il suo. Ogni giorno ogni cittadino produce circa 1 chilo di immondizia a testa! La plastica e l’oggettistica usa e getta vengono gettate con una frequenza sempre più ampia! Spazzolini da denti e contenitori di shampoo e detersivi fanno danni pazzeschi. Per contro, alcune città come Roma hanno ripreso l’abitudine dei “vuoti a rendere”, dei detersivi sfusi che si ricaricano negli ipermercati e del latte fresco che si riempiono portandosi il contenitore da casa attraverso apposite macchinette automatiche.
Lo spazio è una discarica. Nello spazio si sono accumulati un numero spropositato di rottami: relitti di sonde, rottami di satelliti. Questa rumenta viaggia ad una velocità di 18 mila km orari! Sono come dei proiettili micidiali!
Rifiuto, dove vai? L’84% dei rifiuti finisce in discarica. Il 10% negli inceneritori. Solo il 6% viene riciclato anche se il 75% dei prodotti che noi utilizziamo e che trasformiamo giornalmente in rifiuti potrebbe essere tranquillamente riciclato o riutilizzato.
Spazzatura che scotta!I rifiuti portati negli inceneritori vengono bruciati ad una temperatura che oscilla intorno ai 1000 gradi. Le nano particelle emesse si depositano nei polmoni e possono apportare conseguenze disastrose alla salute.
Trattamento speciale!I rifiuti tossici devono subire un trattamento del tutto particolare e speciale. Di norma vengono bruciati a temperature elevatissime. Ma è ormai frequente che rifiuti tossici o chimici, come batterie e contenitori di medicinali, vengano riposti in recipienti “resistenti” e interrati. Lo smaltimento delle scorie radioattive, poi, è un problema assai grave: la radioattività può durare anche centinaia di migliaia di anni, intossicando il nostro pianeta.
Grazie a Fabio Barbera per l'interessante articolo.

Saranno tagliate almeno 120 cattedre con docenti di ruolo nella scuola elementare a partire dal prossimo settembre. Ma non finisce quì. Saranno, infatti, 100 in meno anche i supplenti nominati dal provveditore o dai dirigenti scolastici. La riforma Gelmini, meglio sarebbe chiamarla tagli Gelmini, penalizza fortemente i bambini e le loro famiglie, oltrechè i docenti. In particolare, gli effetti della riforma Gelmini saranno evidenti nel primo ciclo delle elementari, in prima ed in seconda classe, infatti scomparirà il modulo con tre maestri ogni due classi. Al loro posto comparirà la figura del maestro unico. Ciò determinerà la fine della compresenza (più insegnanti per classe nelle stesse ore di lezione). Le ore di compresenza servivano per soccorrere gli alunni indietro con in programmi: alunni con difficoltà familiari, alunni stranieri, alunni con difficoltà in genere. La conseguenza come è facile prevedere sarà un impoverimento dell'offerta formativa, soprattutto per chi vive già in una condizione di difficoltà nell'accesso allo studio. Questo impoverimento potrebbe comportare una maggiore dipersione scolastica e un maggiore analfabetismo. Per quanto riguarda, invece, gli istituti scolastici superiori, in provincia verranno tagliati nove istituti con il metodo dell'accorpamento. Un istituto per esistere dovrà, infatti, avere almeno 500 studenti iscritti. E' prevedibile come il taglio degli istituti creerà disagio alla classe docente, e non solo: maestri e professori saranno costretti ad emigrare in altre scuole.
Questi alcuni degli effetti della riforma Gelmini. Il risultato che vuole raggiungere il governo Berlusconi è solo uno: la distruzione della scuola pubblica.

Centovetrine

Gli ultimi giorni dell'anno sono serviti alla Giunta Bresciani per darsi visibilità. In questo scenario da Presepe hanno trovato posto financo il Presidente della Provincia Turano e il consigliere provinciale Russo, sul ruolo che hanno rivestito contestualmente al Presepe vivente lascio spazio alla vostra immaginazione. Che la società odierna sia autoreferenziale è un dato incontrovertibile. Ogni giorno assistiamo a programmi TV che elogiano se stessi. La stessa società è suddivisa in gruppi, gruppetti e associazioni che si complimentano per quello che hanno raggiunto e per gli obiettivi centrati. Difficile accettare un contraddittorio, ancora di più incassare critiche e osservazioni. Dopo sei mesi di amministrazione si conclude l'anno con inni e canti per Marzio Bresciani...... e vissero tutti felici, contenti e con la valigia in mano...
La politica è altra cosa. Per questo ci impegneremo come Partito per costruire, ne limiti del possibile, una società responsabile che sappia vigilare, proporre, criticare perchè capace di assumere più punti di vista. Non un gregge ma un popolo.


Ecco una poesia del Poeta Castrenze Navarra come augurio per un nuovo anno ricco di pace e felicità e che impegni l'amministrazione a lavorare per l'interesse di tutti i Castellammaresi.


Brinnisi

A la saluti di Casteddammari
vivemu tutti a còppula livata.
E' n'ancileddu a ripa di lu mari
sutta na muntagnedda assulicchiata.
Li varchiceddi chi vannu a piscari
lu sannu quant'è bedda l'affacciata.
Ridi lu suli chi fa 'namurari,
ridi la luna e l'acqua inargintata.

Canta lu marinaru e va a la vila,
e n'tona 'ntra li rocchi la so vuci.
Lu carritteri supra li varrila
canta canzuni trimulanti e duci,
canta la vicchiaredda mentri fila
e canta cu' li pecuri cunnuci.
S'annacanu canzuni a centumila
e tuttu è puisia, amuri e luci.

Li rinineddi na la primavera
sutta li finistruna fannu nira.
Ogni picciotta comu na bannera
va a la Madonna ogni sabutu sira
e lu cassaru pari na ciurera
dunn'aria 'mbarsamata si rispira.
Isamu li cannati e li bicchiera:
Saluti a la cità ch'amuri spira!

Fermiamo il massacro a Gaza!

La situazione in queste ore nella striscia di Gaza è drammatica. I bombardamenti su Gaza City hanno prodotto centinaia di morti. Non possiamo rimanere in silenzio davanti a questa strage. Il governo italiano in una sconcertante dichiarazione del ministro Frattini, invece che chiedere un cessate il fuoco e una tregua, riconosce ad Israele il diritto all'autodifesa e da di fatto il suo benestare al massacro che si sta compiendo. La cosa più terribile dopo i bombardamenti che sta subendo la popolazione civile è che il popolo palestinese venga lasciato solo anche dalla società civile internazionale. Non permettiamo questo massacro. Diffondiamo un messaggio di pace.


Partito della Rifondazione Comunista



circolo di Castellammare del Golfo

Nessun bando e nessuna gara d’appalto: ecco la vittoria del sistema clientelare.

Mentre l’attenzione pubblica e mediatica si concentra su quello che è ormai definito “sistema Romeo”, il governo Berlusconi inserisce tra le righe di una delle ultime leggi-flash poche righe semi-nascoste che disintegrano la legalità, la trasparenza e la legittima concorrenza degli appalti assegnati da comuni, province, regioni o dallo Stato stesso. Al danno si aggiunge perciò la beffa: proprio quando vengono messe alla luce tecniche apposite per vincere appalti pubblici in apparenza regolari utilizzando conoscenze politiche e imprenditoriali, il capo d’accusa ai danni dell’imprenditore Romeo viene praticamente preso a far parte del sistema legislativo italiano. La legge 201 del 22 dicembre 2008 dà infatti la possibilità alle stazioni appaltanti di affidare lavori con un importo compreso tra i 100.000 e i 500.000 euro senza ricorrere a gare, bandi e controlli formali. Il dibattito al Senato verteva sulla necessità, come sempre definita improrogabile, di rendere più veloci e facilmente avviabili i lavori pubblici d’Italia.

Nessuno tra i banchi della maggioranza ha pensato però quali potessero essere le controindicazioni del decreto-legge, approvato solo qualche giorno dopo dal Parlamento. Il sistema clientelare, che soprattutto nel Mezzogiorno decide di fatto da che parte debba schierarsi il bacino elettorale di gente, cui i politici nostrani offrono mazzette e promesse di lavoro, può ora definirsi sistema nazionale. Non sarà necessario neppure truccare appalti, cosa non insolita di questi tempi: da ora, gli amici degli amici avranno campo libero e guadagni assicurati. Basterà una piccola raccomandazione (a suon di soldi o di minacce) presso il politico locale di turno per ottenere l’affidamento di lavori, per i quali prima erano richieste, attraverso pubblico e regolare bando, una serie di documentazioni che attestassero la compatibilità della società partecipante, nonché una determinata percentuale di ribasso sull’originario importo di base d’asta.

Mafia, camorra, ‘ndrangheta, piccole e grandi associazioni a delinquere, sono state ad osservare il tutto e, dopo la firma del Guardasigilli Angelino Alfano, hanno esultato e brindato.

Unica, ma a questo punto banale, nota positiva è da considerarsi l’emendamento proposto dai senatori del PD, accettato (a malincuore) anche dalla maggioranza: il limite per una stessa società di superare nell’arco di un anno l’importo di 500.000 euro”. Ma il trucco è facilmente intuibile e diversamente applicabile: più lavori possono ottenerli varie ditte, precedentemente accordate o comunque facenti riferimento (naturalmente non direttamente) alla stessa persona; sono oppure facilmente costituibili associazioni d’impresa, candidabili ad esser scelte attraverso il meccanismo dei prestanome. La torta dei lavori in ogni caso sarà necessariamente divisa tra gli amici e in modo più facile rispetto al sistema dei bandi, dell’asta e dei controlli a cui prima dovevano sottoporsi tutte le aziende interessate a lavori superiori ai 100.000 euro.

L'articolo a firma di Gianluca Ricupati, potete trovarlo in versione integrale a questo indirizzo:
http://www.agoravox.it/IL-NUOVO-SISTEMA-DI-AFFIDAMENTO.html

Il pezzo fa riferimento allo stralcio che qui riporto della Legge 22 dicembre 2008, n. 201 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 298 del 22 dicembre 2008: http://www.parlamento.it/parlam/leggi/08201l.htm

10-quinquies. Allo scopo di fronteggiare la crisi nel settore delle opere pubbliche e al fine di semplificare le procedure d'appalto per i lavori sotto soglia, all'articolo 122 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163, e successive modificazioni, dopo il comma 7 e' inserito il seguente:
«7-bis. I lavori di importo complessivo pari o superiore a 100.000 euro e inferiore a 500.000 euro possono essere affidati dalle stazioni appaltanti, a cura del responsabile del procedimento, nel rispetto dei principi di non discriminazione, parita' di trattamento, proporzionalita' e trasparenza, e secondo la procedura prevista dall'articolo 57, comma 6; l'invito e' rivolto ad almeno cinque soggetti, se sussistono aspiranti idonei in tale numero.».
Ormai anche l'indignazione ha lasciato posto allo sconforto. La speranza che i cittadini si sveglino dal coma nel quale sono precipitati è molto remota.

Col termine Striscia di Gaza si indica un territorio palestinese confinante con Israele e Egitto nei pressi della città di Gaza. Si tratta di una piccola regione costiera (una striscia di circa 360 km² di superficie) ma densamente popolata (circa 1.400.000 abitanti di etnia arabo palestinese).
Quest'area non è riconosciuta internazionalmente come uno stato sovrano, ma è reclamata dall'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) come parte dei Territori palestinesi. Dalla battaglia di Gaza del 2007 il governo della striscia è oggi nelle mani dell'organizzazione palestinese Hamas.
È delimitata dalla barriera tra Israele e la Striscia di Gaza e le principali città sono Gaza e Rafa.
Dopo quasi 2 anni di controllo da parte di al-Fatah, nel 2007 vengono indette nuove elezioni che vedono vincitore il partito integralista Hamas, che si installa nella Striscia di Gaza con l'intenzione di imporre la legge islamica al nuovo stato. Durante il giugno del 2007 la tensione tra Hamas, uscita vincitrice dalle elezioni in striscia di Gaza, e al-Fatah, il partito del presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese residente in Cisgiordania, sfocia in scontri aperti tra le due fazioni che in pochi giorni fanno un centinaio di morti.
Il 14 giugno 2007 Hamas, dopo una campagna militare efficace e violenta, conquista la sede militare dell'Anp arrivando di fatto al controllo dell'intera Striscia di Gaza.
L'Unione Europea, così come gli USA, considerando Hamas come un'organizzazione terroristica, interrompono l'invio degli aiuti in Striscia di Gaza, che vede così peggiorare le condizioni di vita dei propri abitanti. Inizia contestualmente una nuova fase del conflitto tra Hamas ed Israele che vede, da parte Israeliana, missioni di guerra e assassinii mirati contro esponenti palestinesi giudicati particolarmente pericolosi alla sua sicurezza, e da parte palestinese il lancio continuo di missili Qassam e tiri di mortaio contro installazioni e città Israeliane. Tale fase di guerra causa vittime tra i due eserciti in lotta, ma anche tra civili Israeliani e Palestinesi.
Il 1 marzo 2008, l'esercito dello Stato di Israele invade direttamente l'area con forze blindate ed aeree e, dopo aver distrutto installazioni militari di Hamas e tunnel per l'importazione illegale di armi, ritorna nelle proprie basi in Israele.
Attualmente il Territorio della Striscia di Gaza è completamente sotto il controllo del movimento palestinese Hamas. Proprio per il controllo esercitato da Hamas la Striscia di Gaza non riceve più direttamente aiuti umanitari da parte di Europa e USA.
La situazione di vita della popolazione di Gaza è in certi momenti assai drammatica, a causa della penuria di prodotti essenziali o voluttuari (cibo, latte, carburante, sigarette...), e dell'impossibilità di esportare qualsiasi manufatto prodotto nella Striscia. Questa situazione di tensione ha di recente (23 gennaio 2008) anche provocato l'abbattimento a furor di popolo di alcune postazioni di frontiera con l'Egitto al valico di Rafah, allo scopo di permettere a migliaia di persone di rifornirsi di vari generi di prima necessità presso i negozi egiziani sul confine. I soldati egiziani hanno subito questa piccola crisi senza arrivare all'uso della violenza, per espressa volontà del presidente egiziano Mubarak. Nell'ambito di una tregua di sei mesi mediata nel giugno 2008 dall'Egitto, Hamas ha accettato di porre fine al lancio dei razzi in cambio di un alleggerimento del blocco da parte di Israele.
Il 18 dicembre 2008, Hamas ha annunciato unilateralmente la fine della tregua.
Il 27 dicembre 2008, in seguito al lancio di razzi di Hamas nel deserto del Negev e al ferimento di alcuni cittadini israeliani, i vertici israeliani hanno deciso l'Operazione Piombo Fuso contro la Striscia, e i morti secondo le fonti sarebbero più di 300. Israele ha dichiarato che quest'offensiva è solo la prima parte del loro piano e non esclude che possa allargarsi.


Martedì 30, alle ore 10.30, in via Iannello a Partinico, nel quartiere Spine Sante si terrà una cerimonia per commemorare Danilo Dolci a 11 anni dalla sua scomparsa. Nell’area dei comuni che si affacciano sul Golfo di Castellamare, vicino a Palermo, nel corso degli anni ’50 e ’60, svolse un’attiva opera di intervento sociale per il riscatto delle società locali dalle condizioni di miseria e l’avvio di un’esperienza di sviluppo endogeno orientata verso forme di auto-organizzazione. I principi che informano la sua azione sono sostanzialmente quello della nonviolenza attiva - digiuni, scioperi alla rovescia, “pressioni” sociali etc. - e quello educativo, teso a innalzare il tenore di vita della comunità e a favorire lo sviluppo della cooperazione e di azioni solidaristiche, attraverso la ricerca di un dialogo costante con la società locale.

Cogliamo l'occasione per ricordare la figura di un grande personaggio che ha contribuito con le sue attività alla crescita sociale e culturale di Castellammare del Golfo denunciando con coraggio le commistioni tra mafia e politica nel nostro comune.
La vita

«Se l'occhio non si esercita, non vede.
Se la pelle non tocca, non sa.
Se l'uomo non immagina, si spegne.»

(Danilo Dolci, da Il limone lunare)


Danilo Dolci (Sesana, 28 giugno 1924 – Trappeto, 30 dicembre 1997) è stato un sociologo, poeta e attivista della nonviolenza italiano.
Dopo aver effettuato gli studi a Milano, negli anni del fascismo sviluppò presto una decisa avversione alla dittatura. Arrestato a Genova nel 1943 dai nazifascisti, riuscì a fuggire.
Nel 1950 decise di abbandonare gli studi universitari e di aderire all'esperienza di Nomadelfia - comunità animata da don Zeno Saltini - a Fossoli (frazione di Carpi); dal 1952 si trasferì nella Sicilia occidentale (Trappeto, Partinico) in cui promosse lotte nonviolente contro la mafia e il sottosviluppo, per i diritti ed il lavoro: siffatto impegno sociale gli valse il soprannome di "Il Gandhi di Partinico". Subì diverse persecuzioni e processi.
È considerato una delle figure di massimo rilievo della nonviolenza nel mondo.

Le lotte non violente a Trappeto e Partinico

«Vi sono grato di non esservi vergognati di me
quando mi eran contro quasi tutti [...]
Vi lascio
una vita scoperta intensamente
giorno per giorno:
ho cercato per voi
di guardare oltre l’attimo, vivendolo... »

(Danilo Dolci, da Il limone lunare)

Nella sua attività di animazione sociale e di lotta politica, Danilo Dolci ha sempre impiegato con coerenza gli strumenti della nonviolenza.
Il 14 ottobre del 1952 Dolci dà inizio a Trappeto al primo dei suoi numerosi digiuni, sul letto di un bambino morto per la denutrizione. La protesta viene interrotta solo quando le autorità si impegnano pubblicamente a eseguire alcuni interventi urgenti, come la costruzione di un impianto fognario. In questa occasione si stabilisce il contatto con il filosofo di Perugia Aldo Capitini.
Nel gennaio del 1956 oltre mille persone danno vita a uno sciopero della fame collettivo per protestare contro la pesca di frodo, che priva i pescatori dei mezzi di sussistenza.
Il 2 febbraio 1956 ha luogo lo "sciopero alla rovescia" a Partinico: centinaia di disoccupati si organizzano per riattivare pacificamente una strada comunale abbandonata: la manifestazione viene fermata dalla polizia e Dolci con alcuni suoi collaboratori viene arrestato. L'episodio suscita indignazione nel Paese, e provoca numerose interrogazioni parlamentari. Dolci viene successivamente scagionato in un processo che ha enorme risalto sulla stampa: a difenderlo è il grande giurista Piero Calamandrei.
Nel corso degli anni intorno a Dolci si è consolidato il sostegno nazionale e internazionale. Nel 1958 gli viene attribuito in Unione Sovietica il Premio Lenin per la Pace. Con i soldi del premio Lenin si costituisce a Partinico il "Centro studi e iniziative per la piena occupazione".
Si intensifica, intanto, l'attività di studio e di denuncia del fenomeno mafioso e dei suoi rapporti col sistema politico, fino alle accuse - gravi e circostanziate - rivolte a esponenti di primo piano della vita politica siciliana e nazionale, tra cui i deputati democristiani Calogero Volpe e Bernardo Mattarella, allora ministro (si veda la documentazione raccolta in Spreco, del 1960, e Chi gioca solo 1966). I due parlamentari querelarono per diffamazione Dolci e Franco Alasia, co-autore della denuncia, che vennero entrambi condannati dopo un processo durato sette anni.
La figura e l'opera di Dolci polarizzano l'opinione pubblica: mentre si moltiplicano gli attestati di stima e solidarietà, in Italia e all'estero (anche da personalità come Norberto Bobbio, Carlo Levi, Ignazio Silone, Aldous Huxley, Jean Piaget, Bertrand Russell ed Erich Fromm), per molti avversari Dolci è solo un pericoloso sovversivo. Il cardinale Ernesto Ruffini, in un'omelia pasquale degli anni '60 indicò la mafia, il romanzo "Il Gattopardo", e Danilo Dolci come "le cause che maggiormente hanno contribuito a disonorare la Sicilia".

Il metodo maieutico

«il vivere mi inorridisce e affascina
siamo minimi microbi
in bilico distratto
tra disperazione e presunzione»
(Danilo Dolci, da Il dio delle zecche)

Costituisce una caratteristica importante del lavoro sociale ed educativo di Dolci il suo metodo di lavoro: piuttosto che dispensare verità preconfezionate, ritiene che nessun vero cambiamento possa prescindere dal coinvolgimento, dalla partecipazione diretta degli interessati. La sua idea di progresso valorizza la cultura e le competenze locali, il contributo di ogni collettività e ogni persona. Per questo Dolci collega la sua modalità di operare alla maieutica socratica. Il suo è un lavoro di capacitazione (empowerment) delle persone generalmente escluse dal potere e dalle decisioni.
Nelle riunioni animate da Dolci, ciascuno si interroga, impara a confrontarsi con gli altri, ad ascoltare e decidere. È proprio nel corso di riunioni con contadini e pescatori della Sicilia occidentale che prende corpo l'idea di costruire la diga sul fiume Jato. La successiva realizzazione di questo progetto costituirà un importante volano per lo sviluppo economico della zona e toglierà un'arma importante alla mafia, che faceva del controllo delle modeste risorse idriche disponibili uno strumento di dominio sui cittadini. L'irrigazione delle terre ha consentito in questa zona della Sicilia occidentale la nascita e lo sviluppo di numerose aziende e cooperative, divenendo occasione di cambiamento economico, sociale, civile.

Il lavoro educativo

«quando le raffiche della burrasca crescono
devi inventare l’angolo, ogni tratto,
a cui la furia sommergente infonda
forza avanzante –
col timone arrischiare di sapere
come tagliare il mare »
(Danilo Dolci, da Il dio delle zecche)

A partire dagli anni settanta per Dolci l'impegno educativo assume un ruolo centrale: viene approfondito lo studio, sempre connesso alla sperimentazione, della struttura maieutica, ovvero di una modalità cooperativa di dibattito, studio e ricerca comune della verità. Col contributo di esperti internazionali si avvia l'esperienza del Centro Educativo di Mirto, frequentato da centinaia di bambini. Negli anni successivi Dolci gira l'Italia per animare laboratori maieutici in scuole, associazioni, centri culturali.
Il lavoro di ricerca, condotto con numerosi collaboratori italiani e internazionali, si approfondisce negli anni ottanta e novanta: muovendo dalla distinzione fra trasmettere e comunicare e tra potere e dominio, Dolci evidenzia i rischi di involuzione democratica della società connessi al controllo sociale esercitato attraverso la diffusione capillare dei mass-media.

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