Roma, 14 gennaio 2009.

Comunicato stampa.
Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc.


PROBLEMA DELLA GOVERNABILITA' IN EUROPA NON ESISTE. OPPOSIZIONE DEL PRC SARA' DURISSIMA.


Le notizie che arrivano in queste ore di un possibile stravolgimento della legge elettorale per le elezioni europee su iniziativa del Pd equivarrebbe a un vero e proprio colpo di Stato. L'unico obiettivo che cerca il Pd, nel perseguire una malefatta di tal genere sta nel tentativo di ammazzare tutti i partiti presenti alla sua sinistra e di far scattare di nuovo il meccanismo del voto utile, proprio come alle politiche. Se il Pd è in netto calo nei consensi e nei sondaggi non è certo colpa nostra, ma non si può pensare di risolvere i propri problemi e portare a casa quattro voti in più distruggendo la sinistra. Peraltro, e come è evidente, non c'è una ragione al mondo per voler introdurre una soglia di sbarramento, di qualsiasi tipo, per il Parlamento europeo, visto che lì non c'è il problema della governabilità, come si è detto per le elezioni politiche. Si tratterebbe dunque solo dell'ennesima truffa ai danni dei cittadini e degli elettori italiani. Vogliamo dire a Veltroni che questo modo di trattare la democrazia è l'essenza del berlusconismo: piegare le istituzioni ai propri destini politici individuali e di bottega.


Dipartimento naz. Organizzazione
Ufficio stampa Prc

Due stati per due popoli.

Dal 27 dicembre Gaza è martoriata dalle bombe dell’aviazione israeliana. Oggi è invasa anche da terra, bombardata dal cielo e dal mare. È una tragedia di proporzioni enormi: In quel fazzoletto di terra vivono oltre 1,5 milioni di persone: stipate in una città senza vie di fuga, coi valichi alle frontiere chiusi, sotto embargo di medicinali, cibo, carburante, acqua.Dopo due settimane di bombardamenti incessanti ed azioni militari di terra, il bilancio è drammatico: oltre 900 morti, di cui un terzo bambini e 3 mila feriti.
Questo massacro di civili inermi viola ogni principio del diritto internazionale e calpesta ogni speranza di pace. Chiediamo la fine dell’aggressione israeliana, un ritiro totale delle truppe israeliane da Gaza e l’immediata cessazione di tutte le ostilità . E chiediamo che il governo italiano, di cui denunciamo l’inettitudine diplomatica ed il sostegno all’azione militare, si faccia portatore di questa richiesta. Questa guerra è contro tutti i palestinesi e la prima vittima è la politica. Il problema vero è che oggi in Palestina non ci troviamo di fronte ad un processo di pace interrotto o che procede a rilento. Ci troviamo di fronte alla costruzione concreta di un regime di apartheid, che strutturalmente rende impossibile la realizzazione di quanto stabilito dagli accordi e cioè la costruzione di due stati per due popoli. La costruzione dell’apartheid non è dichiarata ma praticata e la costruzione del muro – meglio sarebbe dire dei muri – costituisce la sua affermazione concreta. Oggi in Medio Oriente non abbiamo un territorio palestinese e uno israeliano ma bensì un territorio israeliano che si espande progressivamente con nuovi insediamenti di “coloni” che vengono difesi dalla polizia e dall’esercito israeliano e uniti da strade che sono utilizzabili solo da auto con targa israeliana. Parallelamente i check point rendono gli spostamenti dei palestinesi dei calvari interminabili, senza contare che i varchi nel muro, possono essere chiusi in ogni momento. I diritti dei palestinesi semplicemente non esistono perché possono essere sospesi in ogni momento, in ogni luogo, per qualsiasi motivo, dalle forze dell’occupazione.La comunità internazionale, compresa l’ Unione Europea, hanno grandi responsabilità per la crisi umanitaria a Gaza causata dal continuo assedio, e per l’aver ignorato la costituzione di un sistema di apartheid nella Cisgiordania, mentre gli Stati Uniti perpetuano la loro politica di complicità con Israele. Ha la responsabilità del silenzio e dell’inerzia di fronte ai crimini di guerra e alle violazioni del diritto internazionale. L’impunità per i crimini di guerra commessi in questi giorni a Gaza è inaccettabile. Chiediamo in particolar modo all’Unione Europa di intraprendere misure concrete e non soltanto rilasciare dichiarazioni. Misure come l’immediata sospensione degli Accordi di Associazione tra Israele e Unione Europea, sulla base delle linee guida dell’Unione Europea volte alla promozione del pieno adempimento del diritto umanitario internazionale. L’appello del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite volto a chiedere un immediato cessate il fuoco non è sufficiente. C’è bisogno di adottare misure concrete, incluse sanzioni, per assicurarsi che Israele adempia pienamente ai suoi obblighi nei confronti del diritto umanitario internazionale e rispetti le risoluzioni delle Nazioni Unite.Tra queste un embargo immediato ai rifornimenti di armi nei confronti di Israele e più in generale dare inizio a un processo di de-militarizzazione dell’intera regione, compresa la sua trasformazione in una zona libera dal nucleare.L'occupazione militare del territorio palestinese deve finire, l'assedio di Gaza, che causa una tragedia umana tanto grande, deve essere revocato. Non ci sarà mai pace finché si costringerà il popolo palestinese a vivere in ghetti, subire vessazioni continue, finché non si permetterà la nascita di uno stato palestineseUna pace giusta può nascere solo da una conferenza internazionale sotto l'egida dell'Onu, non di conferenze come quella di Annapolis a cui non sono seguite che vuote dichiarazioni. L' obiettivo di tale conferenza deve essere la fine dell'occupazione israeliana della Cisgiordania e di Gaza, la rimozione del Muro e degli insediamenti, il rispetto delle risoluzioni internazionali, inclusa la 194, e la nascita di uno stato palestinese nei confini del 67, con Gerusalemme Est come capitale, che possa vivere in pace accanto a quello di Israele.Questo obiettivo sarà possibile solo se verrà fermata questa nuova ed insensata guerra. Ed è su questo obiettivo che Rifondazione Comunista è impegnata. Su questa piattaforma, il prossimo sabato 17 Gennaio, il nostro Partito parteciperà alle due manifestazioni convocate dalla Comunità palestinese a Roma e dalla Tavola della Pace ad Assisi.Crediamo sia stato un errore la convocazione di due manifestazioni, per lo più nella stessa giornata. Il nostro Partito ha lavorato per evitare questa divisione, perché oggi c’è bisogno del massimo di unità nella solidarietà al popolo palestinese e nell’obiettivo di fermare la guerra. Crediamo necessario continuare a lavorare perché in futuro ciò non si ripeta. Il Prc è impegnato inoltre nel continuare la cooperazione e il lavoro insieme ai partiti della Sinistra palestinese e israeliana così come con le forze pacifiste e democratiche. In questo momento così critico ci appelliamo affinché ci sia una riconciliazione nazionale dei palestinesi, per noi l’unico modo per dare vita a una Palestina libera e unita e per uno sbocco positivo del processo politico. Sosteniamo le voci coraggiose che si levano in Israele contro la guerra, la militarizzazione della società israeliana e che lottano per una pace giusta.

BASTA CON L’OCCUPAZIONE ISRAELIANA: DUE STATI PER DUE POPOLI


NO ALL’APARTHEID





Documento approvato dalla Direzione Nazionale Prc del 12 gennaio 2009

All'interno del Partito della Rifondazione Comunista si è consumata una scissione. Il frutto di questa frattura, vissuta tutta all'interno dei vertici del Partito e che ha interesato poco e niente la maggior parte dei militanti, è il risultato di un dibattito lacerante e, a luoghi stucchevole, tra le diverse anime che regnano in seno al PRC: la componente comunista che guarda alla centralità del Partito nella ricostruzione della sinistra in Italia e quella che ha dato luogo alla scissione che vuole andare oltre, credo su posizioni più moderate e governiste.

Sarebbe più costruttivo, a mio giudizio, piuttosto che alimentare una discussione sterile e vuota all'interno di chi già delle scelte, condivisibil o meno, le ha fatte a Chianciano, ragionare sulla crisi della sinistra, che non risparmia nessuna parte politica, compresa Rifondazione Comunista, senza cercare scorciatoie e analizzando con cura le trasformazioni della società.


Soltanto se si riuscirà a trasformare il Partito della Rifondazione Comunista in un "Partito Sociale", ossia uno strumento capace di stare all'interno della società favorendo in seno al corpo sociale, il confiltto di classe, le lotte operaie e le vertenze territoriali, si potrà uscire fuori da questa crisi.


Un crisi della politica che nasce dal politicismo, l'omologazione e il verticismo.


Chi ci vedeva da fuori ha premiato, negli anni passati, la nostra capacità di non essere uguali agli altri, nei comportamenti e nelle lotte.
Conclusa la parentesi negativa all'interno del Governo Prodi, chi ci vede da fuori, ci ha omologato agli altri.
Chi ci vede da fuori, adesso, esige innovazione e capacità di comprendere la società e le sue repentinee trasformazioni conseguenziali agli effetti deleteri della globalizzazione.


Non consumiamoci con un dibattito tutto interno al nostro Partito.
Apriamo un dialogo continuo con la società.
La forma Partito rimane ancora uno strumento efficace se è capace di sperimentare, innovare e aprirsi sul terreno del conflitto sociale e del lavoro, altrimenti è destinato, schiacciato da questo bieco bipolarismo degli affari (PD, PDL), a morire di morte lenta.




Giacomo Galante

Ogni giorno siamo di fronte a delle incredibili manipolazioni strumentali e politiche sulla tragedia in atto a Gaza operate dal cosiddetto "servizio pubblico". Quello che si evince dalle parole degli inviati sul fronte di guerra della RAI è una vera e propria propaganda del governo israeliano.
Soprattutto è allarmante constatare come le informazioni che vengono date dal "servizio pubblico" omettano la informazione principale e cioè: che non è stata Hamas ha rompere la tregua con Israele ma che la ripresa del lancio di missii artigianali è avvenuta allo scadere della tregua, dopo cheIsraele ha violato per tutti i sei mesi della tregua stessa le condizioni concordate.
In particolare, Israele non ha aperto i confini di Gaza al pasaggio di viveri e medicinali, riducendo alla fame un milione e mezzo di persone e provocando il collasso degli ospedali e la morte di almeno 275 malati gravi. Israele ha continuato le incursioni militari all'interno della striscia di Gaza, uccidendo almeno 25 palestinesi. In Cisgiordania e a Gerusalemme, Israele ha continuato i rallestramenti, le uccisioni, gli arresti arbitrari, la demolizione di case, la distruzione di uliveti e piantagioni, la moltiplicazione dei posti di blocco e la costruzione dei muri dell'apartheid, che isolano la città e i villaggi palestinesi, trasformandoli in tante prigioni a cielo aperto.
Tutte queste cose con una disinformazione continua la RAI non ce le fa sapere.
La RAI di contro continua a ripetere che la maggior parte delle vittime sono miliziani di Hamas, mentre simili dichiarazioni non trovano riscontro con la realtà. I morti di Gaza, infatti, sono poliziotti, gente comune, donne e bambini, persino detenuti, visto che - oltre alle scuole, alle università, alla sede del parlamento, aipalazzi di civile abitazione ed alle moschee - l'aviazione israeliana ha bpmbardato anche le carceri.


La RAI non può continuare impunemente a violare il nostro diritto ad una informazione equilibrata e aderente alla realtà dei fatti. Noi cittadini che paghiamo regolarmente il canone non possiamo essere presi in giro da chi ci nasconde la verità.





Campagna per una corretta informazione
Partito della Rifondazione Comunista
circolo di Castellammare del Golfo.

Il bipolarismo delle agevolazioni.

ARS, per i deputati tassi del 2% per i mutui della casa.


Per l'acquisto della prima casa i deputati dell'ARS possono godere di tassi agevolati del 2% e di sussidi in caso di morte per le spese per funerali e sepoltura. Ora, a meno che non si consideri la categoria dei deputati come una categoria protetta o disagiata, quella a cui stiamo assistendo inermi è la politica del privilegio che suona come una beffa per la maggior parte dei siciliani che non arrivano alla terza settimana del mese. Se a queste agevolazioni aggiungiamo tutta la serie di benefit, oltre ad una indennità mensile di circa diecimila euro su cui possono contare deputati siciliani si capisce e si comprende il perchè della nostra indignazione. Gli incentivi per l'acquisto della prima casa sono previsti da una convenzione che l'ARS ha stipulato con il Banco di Sicilia negli anni' 80 e che è stata incrementata (come se non bastasse) da 150 a 300 mila euro, cifra questa che può essere utilizzata anche per l'acquisto di locali per la segreteria politica. In questo clima da vacche grasse il PDL, il PD, l'UDC e il MPA siedono allo stesso tavolo e si trovano perfettamente in sintonia. Ecco quali sono le conseguenze dell'assenza della sinistra dall'ARS.

Spegnere le luci, risparmiare energia per vivere meglio. Eh si, ci risiamo: il protocollo di Kyoto ci fa notare come i consumi crescono in modo frenetico e schizofrenico e ci chiede di riorganizzarli, risparmiare energia, sprecare di meno, vivere più in sintonia col pianeta! D’altronde è risaputo: fare ciò corrisponde a spendere meno, vivere in un mondo migliore e stare meglio in un pianeta sano. Non vi piacerebbe? A dare il via, per il quarto anno consecutivo, all’iniziativa “M’illumino di Meno” e alla giornata mondiale del risparmio energetico è la popolare trasmissione di Radio2 Rai “Caterpillar” e all’appello dei due conduttori Massimo Cirri e Filippo Solibello, con l’appoggio di Marco Ardemagni, della Banda Osiris, del Ministero dell’Ambiente, di numerosi artisti, cantanti, band musicali, attori, speaker e moltissimi altri che hanno aderito e che potete leggere in questo ampio reportage, è partito l’invito a spegnere simbolicamente le luci per un giorno (per poi farlo anche durante la vita di tutti i giorni) . Nelle precedenti edizioni M'illumino di meno ha contagiato milioni di persone impegnate in un'allegra e coinvolgente gara etica di buone pratiche ambientali. Semplici cittadini, scuole, aziende, musei, gruppi multinazionali, società sportive, istituzioni, associazioni di volontariato, università, commercianti e artigiani hanno aderito, ciascuno a proprio modo, alla Giornata del Risparmio. Lo scorso anno il “silenzio energetico” coinvolse simbolicamente le piazze principali in Italia e in Europa: a Roma il Colosseo, il Pantheon, la Fontana di Trevi, il Palazzo del Quirinale, Montecitorio e Palazzo Madama, a Verona l'Arena, a Torino la Basilica di Superga, a Venezia Piazza San Marco, a Firenze Palazzo Vecchio, a Napoli il Maschio Angioino, a Bologna Piazza Maggiore, a Milano il Duomo e Piazza della Scala ma anche Parigi, Londra, Vienna, Atene, Barcellona, Dublino, Edimburgo, Palma de Mallorca, Lubiana si sono “illuminate di meno”, come altre decine di città in Germania, in Spagna, in Inghilterra, in Romania. Molte città italiane si sono mobilitate per coinvolgere i comuni gemellati all'estero: un passaparola virtuoso che, anche tramite il coinvolgimento delle ambasciate, ha consentito di spegnere luci davvero in ogni parte del mondo. Dopo il successo europeo dell'edizione 2008, per il 2009 si darà spazio non solo alle istituzioni ma soprattutto ai cittadini d'Europa, invitando tutti, insegnanti, sportivi, professionisti, associazioni, a creare gemellaggi inediti tra categorie o tra singoli individui diffondendo la campagna di sensibilizzazione oltre confine. La campagna di M'illumino di meno 2009 inizia il 7 gennaio e avrà il suo culmine il 13 febbraio, giornata ufficiale del silenzio energetico - che poi coincide con l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto - dando voce al racconto delle idee più interessanti e innovative, in Italia e all'estero, per razionalizzare i consumi d'energia e di risorse, dai piccoli gesti quotidiani agli accorgimenti tecnici che ognuno può declinare a proprio modo per tagliare gli sprechi. Sul sito internet del programma http://www.caterueb.rai.it/, sarà possibile anche segnalare la propria adesione alla campagna, precisando quali iniziative concrete si metteranno in atto nel corso della giornata del 13 febbraio, in modo che le idee più interessanti e innovative servano da esempio e possano essere riprodotte. E se anche voi volete aderire alle iniziative legale a “M’illumino di Meno” non esitate quindi a cliccare sul sito http://www.caterueb.rai.it/ dove troverete tutte le iniziative, le informazioni e le news legate all’evento.
Alcuni consigli per vivere meglio, risparmiando energia!leggete qui di seguito il breve ma efficace vademecum del risparmio energetico.
I due conduttori di Caterpillar, Filippo Solibello e Massimo Cirri durante un momento di diretta
Le risorse che siamo normalmente abituati ad utilizzare in casa come l’elettricità, l’acqua e l’energia sono dei beni preziosissimi. Evitare di sprecarle, gestendo al meglio la vita domestica o anche solo prestando maggiore attenzione alle attività quotidiane che comportano l’uso di apparecchi elettronici, stufe, microonde, ecc ecc porterà a noi e all’ambiente che ci circonda molti più vantaggi di quanto si pensi. Abbiamo pertanto voluto raccogliere, in un elenco utile e curioso, tutte quelle dritte che ci permetterebbero, senza troppi sacrifici, di risparmiare sugli sprechi. Buona lettura:
Non lasciare gli elettrodomestici in stand-by!Eh si, quella lucina dello stand-by dello stereo, del forno a microonde, della tv, della radio costa e ci fa sprecare un sacco di elettricità! Spegnendo completamente gli elettrodomestici si può risparmiare ogni anno anche l’8% in più. E’ una bella cifra considerato che quei soldi vengono spesi per delle lucette che in casa non ci servono davvero a niente!
Le lampade a basso consumo: “M’illumino di Meno, ma meglio!”.Rispetto ad una lampadina comune, quelle a basso consumo sprecano fino all’80% di energia elettrica in meno! La loro luce è più chiara e la loro durata notevolmente superiore.
La lavatrice a pieno carico e a basse temperatureUn lavaggio in lavatrice a 90 gradi consuma quasi il doppio di energia di un lavaggio a 60 gradi dando lo stesso risultato. In più facendo i lavaggi a pieno carico (cioè riempiendo il cestello quasi completamente) si riduce drasticamente il numero di lavaggi con conseguente calo di sprechi d’acqua, detersivi, elettricità! Geniale, no?
La lavastoviglie come la lavatriceAnche la lavastoviglie consuma meno se è a pieno carico. Eliminare, poi, la fase di asciugatura con aria calda, fa risparmiare fino al 45% di energia elettrica in ogni ciclo di lavaggio! E non è poco…
In cucina, fiamma bassa e coperchio sulle pentole. Se si utilizzano i coperchi sulle pentole l’acqua bolle prima e la fiamma si può tenere molto più bassa perché raggiunto il grado di ebollizione la pentola coperta poi la mantiene per tutta la cottura della pietanza che avviene in modo più veloce.
Lo scaldabagno: meglio a gas. Lo scaldabagno elettrico è l’elettrodomestico che consuma più elettricità in casa: sostituirlo con uno a gas fa risparmiare sulla bolletta oltre 330 euro all’anno!
La soluzione sta nella coibentazione! Una casa ben coibentata riduce drasticamente le spese e la fa alzare di valore. Eh si: una casa ben coibentata sul mercato vale di più!!! In ogni caso occhio ai condizionatori e alle pompe di calore. D’inverno riscalda l’ambiente e poi spegni il condizionatore, tenendo le finestre ben chiuse l’aria mantiene tutto il suo tepore e senza sprechi. D’estate ridurre la temperatura di pochi gradi rispetto al caldo che c’è fuori fa bene alla bolletta e alla salute, anche in questo caso raggiunta la temperatura basta spegnere il condizionatore e tenere ben chiuse porte e finestre. Il risultato è garantito.

I NUMERI DEL DISASTRO ECOLOGICO!

Rifiuti, rumenta, spazzatura, sacchi neri e discariche abusive stanno coprendo il nostro pianeta! Anche l’Italia e, in particolar modo, la Sicilia soffre sotto la miriade di immondizia che ogni giorno si riversa nelle discariche con un’estrema, difficilissima capacità di smaltimento! Il tutto perché non esiste ancora un’adeguata cultura del riciclaggio e, in alcuni paesi come Castellammare del Golfo, non esiste proprio il servizio di riciclaggio. Eccovi i numeri del disastro ecologico perpetrato da anni:
356 giorni di rifiuti. Ogni anno vengono prodotti nel mondo 1 miliardo di tonnellate di rifiuti domestici.
Ad ognuno il suo. Ogni giorno ogni cittadino produce circa 1 chilo di immondizia a testa! La plastica e l’oggettistica usa e getta vengono gettate con una frequenza sempre più ampia! Spazzolini da denti e contenitori di shampoo e detersivi fanno danni pazzeschi. Per contro, alcune città come Roma hanno ripreso l’abitudine dei “vuoti a rendere”, dei detersivi sfusi che si ricaricano negli ipermercati e del latte fresco che si riempiono portandosi il contenitore da casa attraverso apposite macchinette automatiche.
Lo spazio è una discarica. Nello spazio si sono accumulati un numero spropositato di rottami: relitti di sonde, rottami di satelliti. Questa rumenta viaggia ad una velocità di 18 mila km orari! Sono come dei proiettili micidiali!
Rifiuto, dove vai? L’84% dei rifiuti finisce in discarica. Il 10% negli inceneritori. Solo il 6% viene riciclato anche se il 75% dei prodotti che noi utilizziamo e che trasformiamo giornalmente in rifiuti potrebbe essere tranquillamente riciclato o riutilizzato.
Spazzatura che scotta!I rifiuti portati negli inceneritori vengono bruciati ad una temperatura che oscilla intorno ai 1000 gradi. Le nano particelle emesse si depositano nei polmoni e possono apportare conseguenze disastrose alla salute.
Trattamento speciale!I rifiuti tossici devono subire un trattamento del tutto particolare e speciale. Di norma vengono bruciati a temperature elevatissime. Ma è ormai frequente che rifiuti tossici o chimici, come batterie e contenitori di medicinali, vengano riposti in recipienti “resistenti” e interrati. Lo smaltimento delle scorie radioattive, poi, è un problema assai grave: la radioattività può durare anche centinaia di migliaia di anni, intossicando il nostro pianeta.
Grazie a Fabio Barbera per l'interessante articolo.

Saranno tagliate almeno 120 cattedre con docenti di ruolo nella scuola elementare a partire dal prossimo settembre. Ma non finisce quì. Saranno, infatti, 100 in meno anche i supplenti nominati dal provveditore o dai dirigenti scolastici. La riforma Gelmini, meglio sarebbe chiamarla tagli Gelmini, penalizza fortemente i bambini e le loro famiglie, oltrechè i docenti. In particolare, gli effetti della riforma Gelmini saranno evidenti nel primo ciclo delle elementari, in prima ed in seconda classe, infatti scomparirà il modulo con tre maestri ogni due classi. Al loro posto comparirà la figura del maestro unico. Ciò determinerà la fine della compresenza (più insegnanti per classe nelle stesse ore di lezione). Le ore di compresenza servivano per soccorrere gli alunni indietro con in programmi: alunni con difficoltà familiari, alunni stranieri, alunni con difficoltà in genere. La conseguenza come è facile prevedere sarà un impoverimento dell'offerta formativa, soprattutto per chi vive già in una condizione di difficoltà nell'accesso allo studio. Questo impoverimento potrebbe comportare una maggiore dipersione scolastica e un maggiore analfabetismo. Per quanto riguarda, invece, gli istituti scolastici superiori, in provincia verranno tagliati nove istituti con il metodo dell'accorpamento. Un istituto per esistere dovrà, infatti, avere almeno 500 studenti iscritti. E' prevedibile come il taglio degli istituti creerà disagio alla classe docente, e non solo: maestri e professori saranno costretti ad emigrare in altre scuole.
Questi alcuni degli effetti della riforma Gelmini. Il risultato che vuole raggiungere il governo Berlusconi è solo uno: la distruzione della scuola pubblica.

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