Lettera del Segretario Nazionale, Paolo Ferrero
0 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 13:22Gli avvocati del senatore dell’Udc, si rivolgono contro l’articolo comparso sul “Fatto Quotidiano”, dal titolo “Storie di mafia e di denaro”. La querela annunciano gli avvocati di Cuffaro sarà estesa anche all’ex moglie del senatore del Pdl Tonino D’Alì, Maria Antonietta Aula, che in un’intervista rilasciata al quotidiano ha parlato delle sospette frequentazioni dell’ex marito che avrebbe stretto rapporti con alcuni esponenti di Cosa Nostra del calibro di Francesco Virga, figlio del boss Vincenzo, Guttadauro e lo stesso Matteo Messina Denaro figlio di don Ciccio, ex campiere della tenuta in contrada Zangara del senatore. Nel corso dell’intervista, Maria Antonietta Aula ha anche parlato delle (sospette?) frequentazioni di Cuffaro.
Noi giovani comunisti, esprimiamo tutta la nostra solidarietà a Sandra Amurri e i componenti della testata giornalistica. In un territorio come quello del trapanese dove l’informazione libera è diventata un optional non possiamo che ammirare il lavoro svolto dal quotidiano diretto da Antonio Padellaro. Chiediamo inoltre al senatore D’Alì di rispondere alle nostre domande. Risposte dovute a tutti quei cittadini onesti che giornalmente si battono per affermare la legalità in una terra che ha piano troppi suoi figli. A tutti quei cittadini che chiedono a gran voce che la mafia vada fuori dallo Stato. A tutti quei cittadini che vogliono essere governati da gente onesta.
Le nostre 15 domande al senatore Antonio D’Alì : e adesso………. Che ci quereli tutti!!!!!!!
1)Lei conosce Matteo Messina Denaro?
2)Che rapporti ha avuto in passato con lui?
3)Come mai lei non ha mai chiarito il tipo di legame che in passato ha avuto con il boss?
4)E’ vero che ha ricevuto un regalo di nozze da Don Ciccio, papà di Matteo Messina Denaro?
5)E’ vero che ha ricevuto un messaggio proveniente direttamente dalle carceri a firma di Francesco Virga, figlio dell’ex capomafia di Trapani?
6)E’ vero che andava a cena con il vescovo di Trapani, Francesco Miccichè, portandosi dietro quella che allora era la sua amante e che oggi è diventata sua moglie?
7)Cosa ne pensa dell’intervista rilasciata dalla sua ex moglie al Fatto Quotidiano?
Ha intenzione di intraprendere azioni legali per quanto dichiarato dal sua ex al Fatto Quotidiano?
8)Ha intenzione di intraprendere azioni legali per quanto dichiarato dalla sua ex al Fatto Quotidiano?
9)Il suo nome in più di un occasione è saltato fuori in inchieste antimafia come mai?
10)Che ne pensa dell’ex prefetto di Trapani Fulvio Sodano?
11)E’ vero che l’allontanamento di Fulvio Sodano da trapani sarebbe frutto di un complotto ben architettato di cui lei sarebbe regista occulto?
12)Lei ha mai ottenuto voti dalla mafia?
13)Lei si definisce un uomo di chiesa, in che senso?
14)Che cos’è per lei il potere?
15)Si dice che lei risulti tra gli iscritti alla loggia massonica P2. Perché non ha mai chiarito la sua posizione a riguardo?
Infine una sola domanda la poniamo al vescovo, monsignor Francesco Miccichè…..
Ci vuole illustrare per favore il suo concetto di famiglia visto e considerato che andava a cena con un uomo che si portava dietro la sua amante. Storia ben nota a tutti in città?
I Giovani Comunisti Trapani
Ragazzi che hanno scelto da che parte stare!!!!
RIUNIONE ORGANIZZATIVA DEL COMITATO PRO BUCCELLATO
0 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 13:49Ad un anno dalla richiesta della consultazione referendaria avente ad oggetto la destinazione del plesso "Buccellato" è stata dichiarata l'ammissibilità del quesito referendario.
Essendo pertanto in corso la raccolta delle firme si invitano le SS.LL. a partecipare alla riunione organizzativa che sarà tenuta il giorno 5 dicembre 2009 alle ore 17,00 nei locali siti nella via Saragat (immobile sovrastante attività commerciale "I Sapori).
Contiamo nella V/s presenza
IL DISSESTO IDROGEOLOGICO NEL TERRITORIO COMUNALE: CAUSE-EFFETTI-PROPOSTE D’INTERVENTO
0 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 10:57La difesa del territorio deve intendersi come un insieme articolato di azioni che vanno dalla ricerca, elemento indispensabile di conoscenza del territorio, ai provvedimenti operativi (strumenti d’intervento).In tal senso la prevenzione risulta il metodo più efficace per la salvaguardia del territorio a differenza degli interventi post eventi calamitosi.
L’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente ha emanato il Piano stralcio di bacino per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.) che costituisce lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico mediante il quale sono programmati e pianificati azioni, norme d’uso ed interventi riguardanti l’assetto idrogeologico.Le direttive del P.A.I. non sempre vengono tenute nella dovuta considerazione, sia per mancanza di fondi, sia per scarsa sensibilità alle problematiche di tipo idrogeologico.
Di seguito vengono elencate le situazioni più evidenti di pericolosità e rischio idrogeologico.
QUARTIERE PETRAZZI:
Il quartiere Petrazzi ricade nel conoide di deiezione del Torrente Lavinaro-Petrazzi che ha origine da Pizzo Agnello, continua lungo Tre Portelle, la strettoia del Cappellone, attraversa il quartiere Petrazzi, la depressione morfologica di contrada Cerri sfociando a Cala Marina.Il profilo longitudinale del torrente ha una pendenza media del 29%. La pendenza degli impluvi secondari varia dal 37% al 70%. Si tratta quindi di un bacino che incide profondamente il versante. Detto torrente è stato il protagonista di diverse alluvioni. La prima di cui si hanno notizie, a quanto sembra attendibili, risale al 1851. Essa fu preceduta da un giorno ed una notte di pioggia. Le conseguenze furono la distruzione del quartiere Petrazzi ed un pesante bilancio di 39 morti. Altre alluvioni si verificarono nel 1912 con una vittima, nel 1917, nel 1932 ed infine il 12 ottobre 1974 con 2 morti. Nel 1913 con Regio Decreto la zona imbrifera del Torrente Lavinaro-Petrazzi venne classificato bacino montano, nel 1921 fu redatto un progetto di sistemazione idraulico-forestale che prevedeva la costruzione di briglie lungo l’alveo principale ed il rimboschimento del bacino imbrifero. Opere di difesa e sistemazione idraulico-forestale sono state realizzate in tempi successivi, consistenti in briglie eseguite con pietrame a secco lungo l’alveo principale fino a quota 400 circa ed in muretti costruiti con pietrame a secco.L’ultima alluvione (1974) ha evidenziato che le opere realizzate prima di detto evento sono risultate insufficienti. Nel 1975 fu redatto con fondi regionali un progetto dal titolo: PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE DI UN CANALE DI GRONDA E DI OPERE DI DIFESA DELL’ABITATO DI CASTELLAMMARE DEL GOLFO.Il progetto prevedeva la sistemazione idrogeologica del bacino imbrifero con vari interventi idraulico-forestali. Essi consistevano nella realizzazione di un canale di gronda, nonché interventi idraulico-forestali, consistenti in opere lungo l’alveo principale per tutta la sua lunghezza e lungo gli impluvi secondari, tributari del Torrente Lavinaro-Petrazzi (briglie in pietrame a secco-muretti-difese di sponda-viminate). A tutt’oggi gli interventi previsti sono stati realizzati solo in parte, consistenti in briglie in cemento, costruiti a valle della S.S. 187 e nel tratto finale di contrada Cerri. Interventi di forestazione per incrementare la superficie boschiva, dove attualmente risulta assente o ridotta a causa dei numerosi incendi, il ripristino delle vecchie briglie e la realizzazione di altre lungo tutto il percorso del torrente e dei suoi impluvi secondari contribuirebbero a garantire un’efficace protezione idrogeologica del quartiere.
AREA VIA FUGARDI:
Condizioni precarie di equilibrio si osservano lungo la scarpata di sinistra della vallecola a fondo piatto adiacente alla circonvallazione, ove le abitazioni sono ubicate sul ciglio della scarpata sub-verticale di via Fugardi. La roccia calcarenitico-sabbiosa di cui è costituita la scarpata, risente fortemente dell’azione degradante degli agenti esogeni (azione eolica e alterazione chimico-fisica ad opera delle acque circolanti). Il processo determina fenomeni di cavitazione in corrispondenza dei livelli friabili della roccia calcarenitica con possibili distacchi di lembi rocciosi sovrastanti, La scarpata è stata protetta con un muraglione in cemento solo parzialmente. Si ritiene di intervenire con urgenza con il completamento del muraglione al fine di mettere in sicurezza le abitazioni ubicate lungo il ciglio della scarpata che trovasi ad un livello di pericolosità e rischio geologico molto elevato.
AREA FRA CALA MARINA E CALA PETROLO:
SCARPATA DI MONTE DI CONTRADA CERRI E DELLA STRADA DI ACCESSO AL PORTO:
La scarpata di monte della depressione morfologica di contrada Cerri, costituita da breccia detritica rossastra con labile grado di cementazione e da isolati blocchi calcarei presenta precarie condizioni di equilibrio. Anche sulla scarpata di monte della strada di accesso al porto, esiste il pericolo incombente di distacchi di blocchi e di breccia detritica. Si ritiene urgente provvedere completando per l’intero tratto stradale l’intervento di protezione solo parzialmente realizzato.
AREA PEDEMONTANA:
Nei versanti ENE e ESO di Monte Inici e nei versanti orientale e meridionale di M. Sparagio dove sono presenti scarpate sub-verticali, talora di centinaia di metri, l’azione degli agenti esogeni determina, nelle zone in cui la roccia è interessata da un fitto reticolo di fratture e diaclasi, l’isolamento ed il successivo distacco di blocchi di varia dimensione, che rovinando nel sottostante pendio possono interessare abitazioni e manufatti.Il rischio è particolarmente grave a monte della S.S. 187 e della strada comunale Bocca della Carrubba dove sono ubicate diverse abitazioni. Il rischio può essere se non eliminato del tutto, mitigato con interventi in parete o con tomi opportunamente collocati e dimensionati sulla base di uno studio geomeccanico e con interventi massivi di rimboschimento.
LITORALE COSTIERO:
Le scarpate di erosione costiera (falesie) sia quelle in roccia calcarea che in roccia calcarenitica sono soggette a distacchi per erosione marina al piede che determina talora situazioni di rischio ai manufatti ubicati lungo il ciglio. L’imponente muraglione di Cala Petrolo è stato realizzato negli anni 50 per proteggere l’abitato ubicato in prossimità della falesia. La falesia sulla quale è stata ricavata la S.S. 187 è in condizioni precarie di equilibrio. In alcuni tratti la falesia è contornata da una scogliera discontinua di blocchi della stessa natura litologica della sovrastante parete, in altri è separata dal mare da una piccola spiaggia ghiaioso-sabbiosa.La falesia è costituita da calcareniti giallastre, caratterizzate da un’alternanza di strati compatti di buone caratteristiche meccaniche e strati alquanto friabili. Essa è soggetta ad un continuo processo di degradazione dovuto in sintesi ai seguenti fattori: a) azione di scalzamento al piede da parte del moto ondoso, b) esistenza di un reticolo di fratture che tendono ad isolare dei cunei di roccia che vengono così a trovarsi in condizioni precarie di equilibrio, c) azione chimica e fisico-meccanica delle acque di circolazione attraverso le soluzioni di continuità.Un progetto per la realizzazione di una passeggiata a mare, datato 1975 e finanziato dal Comune, che consisteva nella realizzazione di un marciapiede in corrispondenza del bordo esterno della strada prevedeva interventi di consolidamento per tutta la lunghezza del segmento interessato mediante iniezioni di miscele cementizie ed interventi di protezione al piede della falesia. Dato il notevole impegno finanziario che tali interventi comportavano, il progetto è stato realizzato in modo molto parziale.
VERSANTE NORD DI MONTE COMUNI:
Situazione particolarmente a rischio si ha lungo la scarpata di monte della SS 187 fra Dacala Secca e Balata di Baida, dove la roccia calcarea, interessata da un fitto reticolo di fratture è interessata da un incessante processo di disgregazione con invasione della sede stradale di blocchi e detrito.Condizioni precarie di equilibrio si hanno lungo il versante dove è stata realizzata una strada di penetrazione agricola, interrotta da tempo per una frana che ha riversato sulla sottostante S.S. 187 detrito e fango.
STRETTOIA DI PONTE BAGNI:
La scarpata di monte della strettoia di Ponte Bagni, dove la roccia calcarea (scaglia) è fortemente fratturata, è soggetta a distacchi di blocchi rocciosi con rischio di invasione e parziale ostruzione del letto del Fiume Caldo.
AREE ADIACENTI A FIUMI E TORRENTI:
Si verificano in seguito ad eventi meteorici di particolari intensità. In genere il fenomeno si verifica allo sbocco di valli strette, dove per la riduzione di velocità delle acque, si ha la deposizione del materiale in sospensione ad un allagamento con esondazione del letto di magra e riattivazione del letto di inondazione. Tale evenienza si ha nel segmento finale del Fiume S. Bartolomeo, nella zona di coalescenza del Fosso Orghenere con il Torrente Sarcona e nella piana alluvionale del Torrente Guidaloca, soprattutto nel suo tratto terminale.
AREE SOGGETTE A PROCESSI MORFOGENETICI INTENSI DI MODELLAMENTO E DEGRADAZIONE DEI VERSANTI A PREVALENTE COMPONENTE ARGILLOSA:
Tali processi interessano tutti i versanti il cui substrato geologico è costituito da terreni argillosi. I processi più evidenti sono il soliflusso e la reptazione. Senza entrare nel dettaglio vengono indicate le aree maggiormente soggette a questi fenomeni: Contrada Celso, zona pedemontana versante SO di Monte Sparagio, versante meridionale di M. Abbatello, versante occidentale di M. Bosco.
ZONA DI SCOPELLO:
Il compluvio si estende da Portella di Baida a Cala Mazzo di Sciacca, racchiusa fra il versante orientale di M. Scardina e la dorsale di Pizzo Perania-Pizzo Varili, presenta assetto morfologico alquanto caotico con presenza di lembi e blocchi calcarei di notevoli dimensioni, dislocati sopra la formazione argillosa i imballati nella stessa, con declivi dolci caratterizzati da ondulazioni e cotonature, mentre il rilievo montuoso calcareo che delimita il compluvio presenta pendici marcatamente acclivi.Detta morfologia fu interpretata come prodotto di una paleo frana. Studi recenti considerano l’instabilità che interessa detta area, che si manifesta con una serie di crolli, scivolamenti rotazionali e colamenti, quali manifestazioni superficiali di un fenomeno complesso e vasto di DEFORMAZIONE GRAVITATIVA PROFONDA DI VERSANTE (D.G.P.V.).Si ritiene che interventi di sistemazione idrogeologica (drenaggi, briglie, fossi di guardia) e il ripristino delle vie naturali di deflusso (fossi di ruscellamento) modificate e talora scomparse per effetto della disordinata ed eccesiva urbanizzazione della zona, possano contribuire a mitigare le manifestazioni superficiali del fenomeno (soliflusso superficiale dovuto all’imbibizione della coltre alteritica per infiltrazione d’acqua).
Dott. Geologo Vito Galante
di Villa S. Giovanni
Per il ponte sullo stretto di Messina manca ancora un progetto esecutivo, manca lo studio di fattibilità economica manca un'analisi approfondita e aggiornata della situazione geologica e sismica dell’area ma sono stati stanziati 1,3 miliardi di Euro.
Soldi sottratti alla messa in sicurezza del territorio siciliano, a partire dalla zona della recente tragedia nel messinese, devastato dalla speculazione; sottratti alla creazione delle infrastrutture veramente necessarie per lo sviluppo economico della Sicilia (ferrovia, porti, autostrade, reti informatiche); sottratti alle vere priorità della Sicilia e della Calabria come lo sviluppo di un tessuto industriale maturo e strategico e un'agricoltura competitiva sui mercati internazionali.
Il Prc aderisce alla manifestazione nazionale, indetta dalla rete No Ponte, che si terrà a Villa San Giovanni il prossimo 19 dicembre contro il tentativo del governo Berlusconi di apporre la "prima pietra" del ponte sullo Stretto.
Rifondazione comunista aderisce perché lo spreco di risorse stanziate per un'opera inutile come il Ponte appare come uno schiaffo ai territori devastati. Ricordiamo quanto avvenuto recentemente nel messinese, a Giampilieri e a Scaletta Zanclea, quando le forti precipitazioni hanno causato devastazioni e morti che si sarebbero potuti evitare se solo si fosse dato ascolto a chi da anni lancia l'allarme riguardo al rischio idrogeologico.
Il ponte potrebbe essere distrutto proprio dai movimenti delle due zolle. Cifre così importanti andrebbero convogliate invece sulle vere emergenze e priorità del Paese come il dissesto idrogeologico, la messa in sicurezza degli edifici pubblici ed in particolare di quelli scolastici, la mobilità e la pulizia del mare e delle coste dai veleni occultati dalle organizzazioni criminali. Riteniamo la messa in sicurezza del territorio una delle priorità di questo paese, la vera grande opera pubblica verso cui indirizzare risorse, competenze, progetti, investimenti.
Rifondazione Comunista e il consiglio provinciale: la proposta di Giuseppe Ortisi
0 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 14:34IL CONSIGLIO PROVINCIALE
- Visto il maxiemendamento alla Legge finanziaria recentemente approvato dal Senato che prevede la vendita dei beni immobili confiscati alla mafia, se non assegnati, a partire dai 90 giorni successivi alla confisca;
- considerato che la vendita all'asta di tali immobili comporta il rischio altamente probabile di restituirli alle organizzazioni criminali che sono sicuramente in grado di intervenire attraverso sistemi di intermediazione finanziaria, quali società di comodo o prestanome;
- ritenuto altresì che la norma in esame , se definitivamente approvata, segnerebbe un passo indietro nella strategia di lotta ai patrimoni illegali che le Procure utilizzano come strumento indispensabile nella lotta contro la criminalità mafiosa;
tutto cio' premesso,
CHIEDE
Al Presidente della Provincia di assumere ogni iniziativa possibile per farsi interprete presso il Parlamento nazionale della necessità di evitare la definitiva approvazione di una norma che costituirebbe una pericolosa battuta d'arresto nell'impegno profuso dalla magistratura e dalle forze dell'ordine nel contrasto alle mafie.
Copia del presente ordine del giorno sia trasmesso al Presidente della Camera dei deputati, al Presidente della Commissione Antimafia nazionale ed ai parlamentari nazionali eletti nella Provincia di Trapani.
GIUSEPPE ORTISI
CONS. PROV. RIF. COMUNISTA
I GIOVANI COMUNISTI PROTAGONISTI NELLA CONSULTA GIOVANILE
0 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 15:37I giovani comunisi di Castellammare del Golfo saranno presenti in seno alla consulta giovanile della cittadina del golfo. I rappresentanti designati sono Matteo Coppola e Giusi Fontana. L'auspicio è quello di rappresentare gli interessi dei tanti giovani castellammaresi, facendo prevalere il dialogo e pratiche di democrazia partecipata e contribuendo alla formazione politica di una nuova classe diregente. Nel porgere tanti auguri ai compagni Matteo e Giusi, il Partito della Rifondazione Comunista, invita tutti i giovani che vogliono contribuire a questa svolta verso il cambiamento a partecipare alle nostre iniziative che verranno opportunamente publicizzate.
Segreteria Partito della Rifondazione Comunista
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