di Villa S. Giovanni
Per il ponte sullo stretto di Messina manca ancora un progetto esecutivo, manca lo studio di fattibilità economica manca un'analisi approfondita e aggiornata della situazione geologica e sismica dell’area ma sono stati stanziati 1,3 miliardi di Euro.
Soldi sottratti alla messa in sicurezza del territorio siciliano, a partire dalla zona della recente tragedia nel messinese, devastato dalla speculazione; sottratti alla creazione delle infrastrutture veramente necessarie per lo sviluppo economico della Sicilia (ferrovia, porti, autostrade, reti informatiche); sottratti alle vere priorità della Sicilia e della Calabria come lo sviluppo di un tessuto industriale maturo e strategico e un'agricoltura competitiva sui mercati internazionali.
Il Prc aderisce alla manifestazione nazionale, indetta dalla rete No Ponte, che si terrà a Villa San Giovanni il prossimo 19 dicembre contro il tentativo del governo Berlusconi di apporre la "prima pietra" del ponte sullo Stretto.
Rifondazione comunista aderisce perché lo spreco di risorse stanziate per un'opera inutile come il Ponte appare come uno schiaffo ai territori devastati. Ricordiamo quanto avvenuto recentemente nel messinese, a Giampilieri e a Scaletta Zanclea, quando le forti precipitazioni hanno causato devastazioni e morti che si sarebbero potuti evitare se solo si fosse dato ascolto a chi da anni lancia l'allarme riguardo al rischio idrogeologico.
Il ponte potrebbe essere distrutto proprio dai movimenti delle due zolle. Cifre così importanti andrebbero convogliate invece sulle vere emergenze e priorità del Paese come il dissesto idrogeologico, la messa in sicurezza degli edifici pubblici ed in particolare di quelli scolastici, la mobilità e la pulizia del mare e delle coste dai veleni occultati dalle organizzazioni criminali. Riteniamo la messa in sicurezza del territorio una delle priorità di questo paese, la vera grande opera pubblica verso cui indirizzare risorse, competenze, progetti, investimenti.
Rifondazione Comunista e il consiglio provinciale: la proposta di Giuseppe Ortisi
0 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 14:34IL CONSIGLIO PROVINCIALE
- Visto il maxiemendamento alla Legge finanziaria recentemente approvato dal Senato che prevede la vendita dei beni immobili confiscati alla mafia, se non assegnati, a partire dai 90 giorni successivi alla confisca;
- considerato che la vendita all'asta di tali immobili comporta il rischio altamente probabile di restituirli alle organizzazioni criminali che sono sicuramente in grado di intervenire attraverso sistemi di intermediazione finanziaria, quali società di comodo o prestanome;
- ritenuto altresì che la norma in esame , se definitivamente approvata, segnerebbe un passo indietro nella strategia di lotta ai patrimoni illegali che le Procure utilizzano come strumento indispensabile nella lotta contro la criminalità mafiosa;
tutto cio' premesso,
CHIEDE
Al Presidente della Provincia di assumere ogni iniziativa possibile per farsi interprete presso il Parlamento nazionale della necessità di evitare la definitiva approvazione di una norma che costituirebbe una pericolosa battuta d'arresto nell'impegno profuso dalla magistratura e dalle forze dell'ordine nel contrasto alle mafie.
Copia del presente ordine del giorno sia trasmesso al Presidente della Camera dei deputati, al Presidente della Commissione Antimafia nazionale ed ai parlamentari nazionali eletti nella Provincia di Trapani.
GIUSEPPE ORTISI
CONS. PROV. RIF. COMUNISTA
I GIOVANI COMUNISTI PROTAGONISTI NELLA CONSULTA GIOVANILE
0 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 15:37I giovani comunisi di Castellammare del Golfo saranno presenti in seno alla consulta giovanile della cittadina del golfo. I rappresentanti designati sono Matteo Coppola e Giusi Fontana. L'auspicio è quello di rappresentare gli interessi dei tanti giovani castellammaresi, facendo prevalere il dialogo e pratiche di democrazia partecipata e contribuendo alla formazione politica di una nuova classe diregente. Nel porgere tanti auguri ai compagni Matteo e Giusi, il Partito della Rifondazione Comunista, invita tutti i giovani che vogliono contribuire a questa svolta verso il cambiamento a partecipare alle nostre iniziative che verranno opportunamente publicizzate.
Segreteria Partito della Rifondazione Comunista
Ecco perchèì esiste Rifondazione Comunista.
2 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 14:57di Alberto Burgio
su Liberazione del 20/08/2009
La campagna d’agosto della Lega comincia a dare i suoi frutti. E a scuotere maggioranza e governo. La corda è tesa, dopo settimane di continui strappi. Ieri il dialetto e i certificati di pura origine padana, oggi la bandiera e l’inno. Domani? E poi le gabbie salariali e fiscali, dopo le vittorie sul razzismo e lo squadrismo di Stato. E sul secessionismo mascherato da federalismo. C’è chi vi scorge il segno della debolezza del partito-movimento di Bossi. Chi invece vi legge l’effetto di una tendenza espansiva, in attesa di scatenare l’offensiva per la presidenza delle regioni più ambite, Veneto e Lombardia. Fatto sta che la Lega è riuscita sin qui a monopolizzare la scena mediatica sui temi politici, lasciando a Berlusconi il campo del gossip famigliare e seduttivo. E la visibilità non è un dettaglio. È sinonimo di influenza e di potere. I giorni del trionfo delle politiche del 2008 sembrano lontani. La destra governa (e disfa il Paese) ma è divisa. La maggioranza fibrilla. Il governo stenta a trovare la quadra tra i ricatti leghisti, le contromosse del «partito del suk» e le crescenti preoccupazioni del presidente della Camera, condivise, dentro il Pdl, anche da esponenti dell’entourage berlusconiano.La confusione è grande, e le grandi manovre sono appena cominciate. Difficile dire, oggi, dove andranno a parare. Le carte si rimescolano in attesa di un autunno che si annuncia drammatico, con una crisi sempre più pesante e un conflitto sociale montante. Come sempre in questi casi, gli estremisti alzano la voce. Gasparri e Borghezio urlano: l’importante è avere un nemico contro cui sparare, il resto seguirà. In questo marasma persino Alemanno e Cicchitto possono fare la parte dei moderati, delle palle al piede della «rivoluzione» postfascista e neorazzista.La confusione è grande, ma un fatto ciò nonostante resta chiaro: i pericoli per il governo non provengono dalla sedicente opposizione parlamentare. Al contrario, nel Pd non manca chi offre una generosa mano nel sacro nome della stabilità. C’è in giro voglia di Grande coalizione, e del resto non sono poche – dal federalismo fiscale alle missioni di guerra – le porcherie varate con il consenso, tacito o esplicito, di tutto il Parlamento. Tre giorni fa è stato Giuliano Amato a rompere il ghiaccio, auspicando un patto Pdl-Pd contro le «estreme» (Lega e Italia dei Valori), sempre più insistenti e minacciose. Chi conosce il personaggio e ne rammenta le gesta sin dai tempi di Craxi non ha motivo di stupirsi. Non meraviglia nemmeno l’effetto della sortita. Chi si è precipitato a dire la sua, raccogliendo l’invito del «dottor sottile»? L’onorevole Fassino, naturalmente. Che – non pago di incalzare la Cgil affinché la smetta con la sua fastidiosa polemica in difesa dei contratti nazionali – è anche riuscito a surclassare Amato per acume e scaltrezza tattica.Un Pd «più flessibile», questa è la nuova trovata. A Fassino, intervistato dal Corriere della sera, interessa il «dialogo con la maggioranza», interessa «un sistema di alleanze più largo», interessa un Pd «compiutamente federale», che al nord («perché la questione settentrionale esiste!») si allei anche con Galan e Formigoni. Non è solo una proposta letteralmente indecente, mentre si preparano le ronde e lo scudo fiscale premia l’esercito dei mascalzoni. È anche un capolavoro di ottusità politica, che azzera il credito residuo del Pd come antagonista della destra e rischia di consolidare la rendita della Lega come unica forza «antisistema», estranea ai pateracchi della politica romana. Bossi ringrazia. Noi ci accontenteremmo di sapere a nome di chi parla lo stratega Fassino.Miserie della politica, sempre che di politica si tratti. E intanto il Paese va in malora. A settembre migliaia di aziende non riapriranno i battenti. Centinaia di migliaia di lavoratori resteranno a casa. Il Pil è in picchiata, i consumi calano a vista d’occhio. Ma la politica con la P maiuscola – tutta la politica, a quanto sembra – ha ben altro a cui pensare. Meglio smetterla di litigare. Meglio ragionare – anzi «dialogare» – su nuovi scenari di «solidarietà nazionale». Ora comprendiamo il vero significato dello slogan veltroniano nella travolgente campagna elettorale dello scorso anno. «Si può fare». Che cosa? La santa alleanza con Berlusconi e affini. A questo siamo arrivati. Anche per questo c’è assoluto bisogno di un’opposizione vera, a cominciare dal conflitto sociale. Perciò esiste Rifondazione comunista e perciò è nata la Federazione delle forze anticapitaliste. È sempre più chiaro che solo da qui passa la strada per la ricostruzione della sinistra e per una efficace risposta alle destre.
Ecco cosa succede a chi parla male del potere
16 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 11:31La via più facile ma anche la più sbagliata: il proibizionismo.
0 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 15:42Ieri abbiamo alzato ancora una volta il pugno al cielo per salutare il Compagno Peppe Battaglia.
Non possiamo dimenticare tutte le volte che Peppe ripeteva fino all'ossessione "..Si ho capito ma noi siamo Comunisti, non è importante andare in cerca di voti, dobbiamo stare vicino alla gente e con la gente, dobbiamo riscoprire la forza di ribellarci!!" "un facemu chi la chiesa e chiù avanti di niatri". Più volte, durante i comizi da noi organizzati, interrompeva l'oratore ripetendo quella frase a noi che spesso non capivamo, gli dicevamo "Hai ragione Pè ma ora fallo parlare stu poveraccio.." e lui si incazzava ancora di più, il suo provocare veniva fuori dalla voglia di dibattito che molto spesso manca nei comizi moderni. Voleva aprire gli occhi a quelle persone che non hanno nulla per cui lottare. Nel ricordare Il Compagno Peppe Battaglia vogliamo fare un appello a tutti coloro che hanno fatto il 68, ai giovani Comunisti, ai compagni ed alle compagne del circolo di Castellammare.
Non nascondiamoci dietro il pugno chiuso, la lotta continua, ora più che mai. Torniamo tra chi soffre e mescoliamoci tra gli operai, i precari.
Ricordiamoci che le nostre idee come quelle di Peppe non moriranno mai.
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