LA VOSTRA CRISI NON LA PAGHIAMO. Usciamone a sinistra.
3 commenti Pubblicato da PRC C/mare del Golfo alle 13:36
In risposta alla crisi economica e sociale che sta investendo tutto il mondo e, in maniera forse anche più cruenta l'Italia, diventa necessario fare fronte comune insieme alla Cgil, ai sindacati di base e a tutti quelli che vogliono, come noi del PRC, contrastare il disegno di Governo e Confindustria, consolidando l’opposizione, rispondendo a una politica che crea misera e arricchisce pochi con la forza e la dignità dei diritti per tutti, per la tutela del lavoro e le garanzie sociali, uniche vere questioni di sicurezza, per una vita degna per tutti, per uscire a sinistra da questa crisi.
- sul fronte dei diritti sociali il governo sta operando per eliminare qualsiasi garanzia, non prevedendo alcun recupero degli aumenti attraverso manovre redistributive come il recupero del fiscal drag, o la tassazione delle rendite finanziarie, per non parlare della diminuzione delle tasse su stipendi e salari. Persino la ventilata detassazione della tredicesima, un rimedio minimo ma che darebbe un minimo di respiro a molti lavoratori (quelli che ancora lavorano, perché da metà dicembre si prevede la chiusura di molte fabbriche per almeno un mese, Fiat in testa, a Melfi come altrove), non sembra intenzionato a confermarla.
- tutte mosse anticrisi promosse da questo governo, con l'avvallo del PD, sono a favore di Confindustria, che dal canto suo propone una riforma del modello contrattuale che esplicitamente derubrica il conflitto sindacale e impone la ‘tregua’ nel periodo di rinnovo, sostenuta da sanzioni. Eliminazione del conflitto dopo naturalmente aver snaturato completamente il senso e la forza del Contratto nazionale, sradicando il concetto di diritto del lavoro a favore dell’arbitrio totale.
in quest’ultimo anno, senza alcun intervento del governo per limitare i danni. Per non parlare dei costi delle abitazioni: affitti inarrivabili per tanti, troppi, mutui impensabili per una generazione che vive di contratti a termine, lavori a chiamata, collaborazioni.Ed ora che la crisi sta portando alla recessione, che l’economia reale ne paga i danni, che le fabbriche chiudono e la cassa integrazione dilaga, la risposta di governo e Confindustria è quella di darsi man forte per deregolamentare ancora il lavoro e i suoi diritti, facendo diventare l’arma del ricatto del bisogno di lavoro una regola: la vicenda Alitalia in questo senso è emblematica.
I dati sulla cassa integrazione sono sconfortanti: all’inizio di settembre sono 1.113 le richieste, la richiesta di Cig ordinaria (crisi aziendale) è aumentata del 30,75% dal 2007, le stime parlano di ben 75.425 persone che hanno perso il lavoro (dati fonte Inps).
E siamo solo all’inizio. A tutto questo il governo, dal ddl 112 voluto da Tremonti nel Dpef di giugno fino al contratto per gli statali voluto da Brunetta, non a caso firmato solo da Cisl Uil e Ugl, dopo cioè aver destrutturato il lavoro e le sue garanzie a colpi di decreti legge, risponde attaccando il diritto di sciopero e lo statuto dei lavoratori.
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Da quando è nato il Berlusconismo sentiamo dire da più parti che i ministri, i parlamentari, i sottosegretari dei governi Berlusconi di questi ultimi anni lavorano 22, 20 ore al giorno, dormono al massimo 2, 3 ore anotte. Brunetta addirittura è così stakanovista da fare paura. Le dichiarazioni della onorevole Carlucci, però, gridano vendetta. Ecco alcuni passaggi: Giornalista: onorevole, non si può dire che il vostro stipendio non è alto. Carlucci: perché è alto? Allora adesso io ti mando l’elenco delle mie spese. Perché io ho il rimborso aereo, ma quando vado a Trani o a Bari dormo e mangio in albergo. Ti faccio l’elenco delle mie spese e poi vediamo se il mio stipendio è alto. Il mio stipendio è il minimo! Perché tutte le spese che ho le sostengo con i miei soldi. Spese che giustamente servono a mantenere il rapporto con l’elettorato. Giornalista: Ok allora facciamo un ragionamento sul netto. Un dipendente in busta paga prende X, a lei quanto resta in tasca tolte le spese? Carlucci: Ma scusa, innanzitutto sai quante ore al giorno lavoro io? NoVentiquattrore su ventiquattro. Dormo tre o quattro ore per notte perché io da Montecitorio mi porto il lavoro a casa! Devo studiare, devo leggere… Faccio delle interpellanze? Ebbene, mi devo preparare, mica posso scrivere delle stronzate! Se no mi ridono dietro. Metti in conto tutto! Allora adesso tu dimmi: quanto paghi il mio straordinario a casa? Perché il mio orario di lavoro ufficiale è finito. Quanto costo io il sabato e la domenica? E allora che cosa dite! Giornalista: Si però lo stipendio medio di un cittadino… Carlucci: Un operaio quando va a casa ha lasciato i suoi problemi nel suo ufficetto. Io quando vado a casa ho ancora i miei problemi di lavoro. Il mio telefono è sempre accesso, è sempre quello dal 1994 e chiunque mi può raggiungere, sabato domenica o festivi. Ma mica solo io lavoro così tanto. Però voi purtroppo pensate che tutti siano dei lavativi perché questo è il messaggio che passa. Non è questo il punto. Giornalista: Al di là di chi lavora o non lavora in Parlamento, lei saprà che in Italia stiamo attraversando in periodo di recessione e quindi la busta paga di un onorevole fa ancora scalpore. C’è poco da girarci intorno. Carlucci: Poco da girarci intorno? Va bene allora io, se mi lasci la tua email, ti farò l’elenco della spesa, con tutti i costi che io devo mantenere per avere un rapporto con il mio elettorato in Puglia o per il mio ufficio – perché io non ho solo l’ufficetto del parlamentare – ma ho una segreteria, un addetto stampa e tutto quel che serve per fare bene questo mestiere. Allora tu alla tua cameriera quanto dai per gli straordinari? Eh? Quanto le dai? Perché io quando torno a casa invece di stare con mio figlio lavoro e nessuno mi paga gli straordinari. Io sono tenuta fare questo lavoro anche la sera e anche nei giorni di festa ed è valutato nella mia busta paga. Quindi il suo stipendio è meritato. E direi proprio di sì, guarda. Perché io voglio sapere quanto dai alla tua cameriera di straordinario. Chiunque lavori delle ore in più viene pagato. Noi no. E nessuno considera mai che nel nostro stipendio è incluso tutto il lavoro extra.Etichette: politicando
Più di 200 firme raccolte durante la mattina di sabato 15 novembre davanti il mercatino comunale di Castellammare del Golfo. Più di 200 firme per indire un referendum abrogativo della legge Alfano. Una legge che offende il buon senso e che lede le fondamenta dello stato di diritto. Essa, infatti, vìola due articoli della costituzione italiana: l'articolo 3 (tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e l'articolo 24 (diritto alla difesa). Blocca automaticamente tutti i processi - anche quelli che riguardano reati comuni - solo per quattro cittadini: Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidenti di Senato e Camera. E la maggioranza di governo sta tentando di estendere la legge a tutti i ministri!Etichette: Politica nazionale
La Carovana muove da due diverse aree geografiche del paese: Sud e Centro-Nord, per ricongiungersi a metà dicembre nella tappa finale a Comiso in provincia di Ragusa. In sintesi si tratta di una carovana, fatta di uomini e donni che lottano per riaffermare i valori della Costituzione e della Dichiarazione universale dei diritti umani.
Ecco il Manifesto che ricorda come la vera emergenza sicurezza in Italia sia quella legata alla corruzione e alle mafie.
- Siano restituiti con maggiore celerità alla collettività i beni sottratti alle mafie e ai corrotticon progetti di sviluppo e di cittadinanza;
- Siano sostenute le vittime della criminalità organizzata e non, insieme ai loro familiari;
- Sia incentivato e tutelato il ruolo dei collaboratori e dei testimoni di giustizia;
- Siano denunciate le collusioni tra mafia e politica e colpiti i legami tra mafia ed economia;
- Siano contrastate le ecomafie introducendo nel codice penale i delitti contro l’ambiente;
- Siano finanziate e rilanciate politiche educative e giovanili che promuovano una cultura della legalità democratica, della solidarietà e della giustizia sociale;
- Siano favoriti i processi di inclusione dei migranti che vivono nel nostro Paese e di quanti lasciano la propria terra in cerca di pace e lavoro;
- Sia contrastata la riduzione in schiavitù, la tratta degli esseri umani ed il lavoro nero, attività legate agli interessi criminali delle mafie nel nostro paese;
- Sia approvata una riforma del sistema radiotelevisivo, a partire dalla RAI, che favorisca l’accesso alla libera informazione dei cittadini e fornisca notizie e approfondimenti sui temi delle mafie, della corruzione e delle battaglie per la legalità;
- Sia valorizzato il ruolo della partecipazione civile, antidoto all’esclusione sociale ed alle solitudini.
Questi sono gli impegni della carovana antimafie, questi diventano anche i tuoi impegni se sottoscrivi questo appello!
PRIMI FIRMATARI:don Luigi Ciotti, Paolo Beni, Andrea Campinoti, Caparezza, Giancarlo Caselli, Massimo Cirrie Filippo Solibello, Emma Dante, Guglielmo Epifani, Niccolò Fabi, Claudio Gioè, Flavio Lotti,Carlo Lucarelli, Roberto Morrione, Moni Ovadia, Ulderico Pesce, Andrea Satta e i Tetes debois, Peppe Servillo, Daniele Silvestri.
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Sabato 15 novembre di fronte il mercatino comunale il circolo PRC di Castellammare del Golfo, alla presenza del consigliere provinciale del PRC Giuseppe Ortisi, promuoverà una raccolta firme per indire un referendum abrogativo del lodo Alfano. Ecco, comma per comma, la sintesi del contenuto del Lodo Alfano, costituito da un articolo e 8 commi. C'è molto per indignarsi: è sufficiente leggere con attenzione. - Sospensione dei processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato (articolo 1, comma 1). La sospensione opera per il Presidente della Repubblica, per il Presidente del Senato, per il Presidente della Camera, per il Presidente del Consiglio dei ministri. La sospensione opera dalla data di assunzione della carica o della funzione e si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l'assunzione della carica.
- Rinuncia alla sospensione (articolo 1, comma 2). L'imputato o il suo difensore munito di procura può rinunciare alla sospensione in ogni momento.
- Assunzione delle prove non rinviabili (articolo 1, comma 3). Nonostante la sospensione del processo il giudice potrà procedere, se ne ricorrono i presupposti, all'assunzione delle prove non rinviabili. Secondo la relazione illustrativa del provvedimento si tratta di una valvola di sicurezza che salvaguardia il diritto alla prova e impedisce che la sospensione operi in modo generale e indifferenziato sul processo.
- Prescrizione (articolo 1, comma 4). Alla sospensione del processo è collegata la contestuale sospensione dei termini di prescrizione.
- Durata della sospensione (articolo 1, comma 5). La sospensione opera per l'intera durata della carica o della funzione e non è reiterabile (su questo punto però si pone una eccezione, nel caso di una nuova nomina nel corso della stessa legislatura).
Secondo la relazione illustrativa al provvedimento questo regime speciale sarebbe imposto dalla diversa durata delle 4 cariche interessate dal provvedimento.
- Trasferimento dell'azione in sede civile (articolo 1, comma 6). In caso di sospensione possibilità per la parte civile di trasferire l'azione in sede civile.
- Entrata in vigore (articolo 1, comma 8). Il provvedimento entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
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Pensioni da schifo, molto spesso accompagnate da solitudine. Un centro anziani, di fronte la villa comunale, dove potere trascorrere un pò di tempo in compagnia, magari raccontando i tempi che furono. Ma i locali servono al comune e questi anziani verranno trasferiti nei locali della villa Olivia alla periferia del paese. E' facile comprendere quali disagi ciò comporterà per gente non più giovanissima, ma una domanda più prettamente politica rivolgiamo al sindaco: ma questi provvedimenti sono condivisi dalla gente? Etichette: politica locale
Come da voi richiesto, vi aggiorniamo sul caso di Pietro Milazzo,"avvisato" dal questore di Palermo.Sebbene in diversi incontri il questore abbia minimizzato il peso dell'atto notificato a Pietro Milazzo, al contempo ha confermato di volerlo revocare. Per questa ragione i legali di Pietro hanno prodotto una richiesta formale di revoca che verrà presentata nei prossimi giorni. Contestualmente Pietro ha scritto una "lettera aperta" al Questore che consegnerà Giovedì 13 Novembre alle ore 11. La consegna sarà preceduta dalla pubblica lettura del testo e dagli
interventi di alcuni dei primi sottoscrittori dell'appello a Pietro. Il testo integrale della lettera sarà pubblicato da kom-pa.net nel pomeriggio dello stesso giovedì. Chiunque possa e voglia é invitato a partecipare a questa consegna formale. Di seguito riportiamo alcune righe scritte da Pietro in relazione alla vicenda e all'azione simbolica promossa per il prossimo Giovedì 13/11.Cari amici ed amiche, nel ringraziare di cuore Voi e tutti coloro che hanno inviato messaggi di solidarietà ed appoggio, e sapendo che Voi eravate e siete perfettamente consci che la vicenda che mi ha interessato, non riguarda solo me, ma rappresenta un grigio tentativo di ritornare ad atmosfere cupe di stretta repressiva ed intimidatoria, Vi chiedo di volerMi accompagnare in un atto che è formale ma anche sostanziale: la consegna diretta di una lettera aperta che io ho indirizzato al Signor Questore di Palermo Marangoni, nella quale, oltre a chiedere formalmente la revoca del provvedimento "avviso orale", espongole Mie considerazione sulla vicenda. Spero che sarete in tanti, insieme a Me, per rivendicare il pieno diritto di espressione, di organizzazione del conflitto sociale, di pratica della militanza e dell' attivismo sociale.Ciò è tanto più importante oggi alla luce della nuova esplosione del movimento studentesco, giovanile e popolare in difesa della scuola ed università pubblica. Contro questo movimento entusiasmante ricompaiono vecchi e nuovi provocatori e si minaccia l'uso della forza e della repressione.
Dobbiamo ricacciare questi fantasmi neri da dove sono venuti..
Da questo punto di vista la mia vicenda, emblematica ed espressione di questo clima, può essere utilizzata per rafforzare la nostra consapevolezza collettiva ed il nostro sentirci parte di una comunità critica, determinata e decisa ad andare sino in fondo.
Tutti noi abbiamo bisogno di credere che la realtà può cambiare., Obama negli Usa vince perché comunica, magari in modo illusorio, questo messaggio, costruiamo assieme la nostra speranza laica..
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