Programma del Forum Sociale Antimafia 2009

7 maggio
Cinisi, salone Comunale:

ore 21 spettacolo teatrale sull’antifascismo

8 maggio
Cinisi, salone Comunale:

ore 15 Forum ambiente
ore 21 Presentazione del nuovo video di Fulvio Grimaldi sulla Palestina

9 maggio
Cinisi, salone Comunale:
Ore 9,30 Forum Mafia e Antimafia
Presentazione libro di Giovanni Impastato a cura di Franco Vassia “Resistere a Mafiopoli”.
Interverranno: Franca Imbergamo, Pia Blandano, Pippo Crapanzano e i compagni di Peppino, introduce Umberto Santino, autore della prefazione, saranno presenti gli autori.
Ore 12,30 Presentazione fumetto di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso sulla vita di Peppino Impastato, interverranno Salvo Vitale e Lirio Abbate, autore della prefazione.
Ore 16,30 Concentramento presso Radio Aut Terrasini
Ore 17,00 Partenza del corteo da Radio Aut, Terrasini, a Casa Memoria, Cinisi.
Ore 21,00 Piazza del Municipio Cinisi, Concerto dei Modena City Ramblers, Fabrizio Varchetta, Matri Mia, Zenit Posse.

10 maggio
Cinisi, salone Comuale:

Ore 9,30 Forum sul Lavoro e sui Diritti Negati
Interverranno: Renato Franzitta, Migrante (coop Agricola del Belice), Precaria dell’Atesia Roma, Precaria Coop di Trapani.
Ore 16,00 Forum Diritti Negati:
Graziella Bertozzo, Simona Cusimano (collettivo Malefimmine, Palemo), Rete No pacchetto sicurezza.
Ore 21,00 Spettacolo teatrale “I monologhi della Vagina”, con Lucia Sardo.


NB: Il programma non è definitivo e può subire variazioni.

Come ogni anno faremo di tutto per realizzare al meglio il Forum sociale antimafia dal 7 al 10 maggio: il programma prevede una serie di forum su temi scottanti d’attualità e interventi di artisti che si esibiranno gratuitamente, ma per i quali è necessario almeno il rimborso spese. Non è nostra intenzione trasformare la ricorrenza in un momento ludico, ma alternare “musica e cultura”, nel ricordo di Peppino. Tuttavia rischiamo di non potere realizzare alcune attività a causa delle scarse risorse economiche Non disponiamo di particolari contributi e cerchiamo di mantenere la nostra indipendenza e la nostra libertà di pensiero.
Tocca a voi, alla vostra volontà e alla vostra fiducia. Chiediamo, non solo ai singoli compagni, ma ad enti e associazioni che si occupano di antimafia, un contributo anche minimo, attraverso una sottoscrizione, a livello nazionale, sul conto corrente postale della nostra Associazione.
E' necessario che questo messaggio abbia la massima diffusione:possiamo contare soltanto sull'impegno dal basso di ognuno di voi: le adesioni formali vanno traformate in contributi sostanziali, oltre che in collaborazione nella gestione dei vari momenti del Forum.
Il 9 maggio invitiamo tutti a scendere in piazza non solo in ricordo di Peppino, ma per contribuire a cambiare il percorso della nostra democrazia.

Associazione Culturale Peppino Impastato Corso Umberto 220 Cinisi:
Conto Corrente Postale 26951889
Coordinate postali:
Codice IBAN IT24 KO76 0104 6000 0002 6951 889
ABI 07601 CAB 04600 CIN K
email
giovannimpastato@gmail.com
casamemoriaimpastato@gmail.com
Telefono
0918666233-
3341689181 web:www.peppinoimpastato.com

Campeggio autogestito: contributo libero
(Obbligatorio portarsi la tenda)
presso il Campo sportivo di Cinisi – Via della Libertà

Biografia di Peppino Impastato
Nasce a Cinisi il 5 gennaio 1948 da Felicia Bartolotta e Luigi Impastato. La famiglia Impastato è bene inserita negli ambienti mafiosi locali: si noti che una sorella di Luigi ha sposato il capomafia Cesare Manzella, considerato uno dei boss che individuarono nei traffici di droga il nuovo terreno di accumulazione di denaro. Frequenta il Liceo Classico di Partinico ed appartiene a quegli anni il suo avvicinamento alla politica, particolarmente al PSIUP, formazione politica nata dopo l'ingresso del PSI nei governi di centro-sinistra. Assieme ad altri giovani fonda un giornale, "L'Idea socialista" che, dopo alcuni numeri, sarà sequestrato: di particolare interesse un servizio di Peppino sulla "Marcia della protesta e della pace" organizzata da Danilo Dolci nel marzo del 1967: il rapporto con Danilo, sia pure episodico, lascia un notevole segno nella formazione politica di Peppino. In una breve nota biografica Peppino scrive: "Arrivai alla politica nel lontano novembre del '65, su basi puramente emozionali: a partire cioè da una mia esigenza di reagire ad una condizione familiare ormai divenuta insostenibile. Mio padre, capo del piccolo clan e membro di un clan più vasto, con connotati ideologici tipici di una civiltà tardo-contadina e preindustriale, aveva concentrato tutti i suoi sforzi, sin dalla mia nascita, nel tentativo di impormi le sue scelte e il suo codice comportamentale. E' riuscito soltanto a tagliarmi ogni canale di comunicazione affettiva e compromettere definitivamente ogni possibilità di espansione lineare della mia soggettività. Approdai al PSIUP con la rabbia e la disperazione di chi, al tempo stesso, vuole rompere tutto e cerca protezione. Creammo un forte nucleo giovanile, fondammo un giornale e un movimento d'opinione, finimmo in tribunale e su tutti i giornali. Lasciai il PSIUP due anni dopo, quando d'autorità fu sciolta la Federazione Giovanile. Erano i tempi della rivoluzione culturale e del "Che". Il '68 mi prese quasi alla sprovvista. Partecipai disordinatamente alle lotte studentesche e alle prime occupazioni. Poi l'adesione, ancora na volta su un piano più emozionale che politico, alle tesi di uno dei tanti gruppi marxisti-leninisti, la Lega. Le lotte di Punta Raisi e lo straordinario movimento di massa che si è riusciti a costruirvi attorno. E' stato anche un periodo, delle dispute sul partito e sulla concezione e costruzione del partito: un momento di straordinario e affascinante processo di approfondimento teorico. Alla fine di quell'anno l'adesione ad uno dei due tronconi, quello maggioritario, del PCD'I ml.- il bisogno di un minimo di struttura organizzativa alle spalle (bisogno di protezione ), è stato molto forte. Passavo, con continuità ininterrotta da fasi di cupa disperazione a momenti di autentica esaltazione e capacità creativa: la costruzione di un vastissimo movimento d'opinione a livello giovanile, il proliferare delle sedi di partito nella zona, le prime esperienze di lotta di quartiere, stavano lì a dimostrarlo. Ma io mi allontanavo sempre più dalla realtà, diventava sempre più difficile stabilire un rapporto lineare col mondo esterno, mi racchiudevo sempre più in me stesso. Mi caratterizzava sempre più una grande paura di tutto e di tutti e al tempo stesso una voglia quasi incontrollabile di aprirmi e costruire. Da un mese all'altro, da una settimana all'altra, diventava sempre più difficile riconoscermi. Per giorni e giorni non parlavo con nessuno, poi ritornavo a gioire, a riproporre: vivevo in uno stato di incontrollabile schizofrenia. E mi beccai i primi ammonimenti e la prima sospensione dal partito. Fui anche trasferito in un. altro posto a svolgere attività, ma non riuscii a resistere per più di una settimana: mi fu anche proposto di trasferirmi a Palermo, al Cantiere Navale: un pò di vicinanza con la Classe mi avrebbe giovato. Avevano ragione, ma rifiutai.Mi trascinai in seguito, per qualche mese, in preda all'alcool, sino alla primavera del '72 ( assassinio di Feltrinelli e campagna per le elezioni politiche anticipate ). Aderii, con l'entusiasmo che mi ha sempre caratterizzato, alla proposta del gruppo del "Manifesto": sentivo il bisogno di garanzie istituzionali: mi beccai soltanto la cocente delusione della sconfitta elettorale. Furono mesi di delusione e disimpegno: mi trovavo, di fatto, fuori dalla politica. Autunno '72. Inizia la sua attività il Circolo Ottobre a Palermo, vi aderisco e do il mio contributo. Mi avvicino a "Lotta Continua" e al suo processo di revisione critica delle precedenti posizioni spontaneistiche, particolarmente in rapporto ai consigli: una problematico che mi aveva particolarmente affascinato nelle tesi del "Manifesto" Conosco Mauro Rostagno : è un episodio centrale nella mia vita degli ultimi anni. Aderisco a "Lotta Continua" nell'estate del '73, partecipo a quasi tutte le riunioni di scuola-quadri dell'organizzazione, stringo sempre più o rapporti con Rostagno: rappresenta per me un compagno che mi dà garanzie e sicurezza: comincio ad aprirmi alle sue posizioni libertarie, mi avvicino alla problematica renudista. Si riparte con l'iniziativa politica a Cinisi, si apre una sede e si dà luogo a quella meravigliosa, anche se molto parziale, esperienza di organizzazione degli edili. L'inverno è freddo, la mia disperazione è tiepida. Parto militare: è quel periodo, peraltro molto breve, il termometro del mio stato emozionale: vivo 110 giorni di continuo stato di angoscia e in preda alla più incredibile mania di persecuzione "

Nel 1975 organizza il Circolo "Musica e Cultura", un'associazione che promuove attività culturali e musicali e che diventa il principale punto di riferimento por i giovani di Cinisi. All'interno del Circolo trovano particolare spazio ìl "Collettivo Femminista" e il "Collettivo Antinucleare" Il tentativo di superare la crisi complessiva dei gruppi che si ispiravano alle idee della sinistra "rivoluzionaria" , verificatasi intorno al 1977 porta Giuseppe Impastato e il suo gruppo alla realizzazione di Radio Aut, un'emittente autofinanziata che indirizza i suoi sforzi e la sua scelta nel campo della controinformazione e soprattutto in quello della satira nei confronti della mafia e degli esponenti della politica locale. Nel 1978 partecipa con una lista che ha il simbolo di Democrazia Proletaria, alle elezioni comunali a Cinisi. Viene assassinato il 9 maggio 1978, qualche giorno prima delle elezioni e qualche giorno dopo l'esposizione di una documentata mostra fotografica sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi: il suo corpo è dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani. Le indagini sono, in un primo tempo orientate sull'ipotesi di un attentato terroristico consumato dallo stesso Impastato, o, in subordine, di un suicidio "eclatante".Nel gennaio 1988 il Tribunale di Palermo invia una comunicazione giudiziaria a Badalamenti. Nel maggio del 1992 il Tribunale di Palermo decide l’archiviazione del “caso Impastato”, ribadendo la matrice mafiosa del delitto ma escludendo la possibilità di individuare i colpevoli e ipotizzando la possibile responsabilità dei mafiosi di Cinisi alleati dei “corleonesi”. Nel maggio del 1994 il Centro Impastato presenta un’istanza per la riapertura dell’inchiesta, accompagnata da una petizione popolare, chiedendo che venga interrogato sul delitto Impastato il nuovo collaboratore della giustizia Salvatore Palazzolo, affiliato alla mafia di Cinisi. Nel marzo del 1996 la madre, il fratello e il Centro Impastato presentano un esposto in cui chiedono di indagare su episodi non chiariti, riguardanti in particolare il comportamento dei carabinieri subito dopo il delitto. Nel giugno del 1996, in seguito alle dichiarazioni di Salvatore Palazzolo, che indica in Badalamenti il mandante dell’omicidio assieme al suo vice Vito Palazzolo, l’inchiesta viene formalmente riaperta. Nel novembre del 1997 viene emesso un ordine di cattura per Badalamenti, incriminato come mandante del delitto. Il 10 marzo 1999 si svolge l’udienza preliminare del processo contro Vito Palazzolo, mentre la posizione di Badalamenti viene stralciata. I familiari, il Centro Impastato, Rifondazione comunista, il Comune di Cinisi e l’Ordine dei giornalisti chiedono di costituirsi parte civile e la loro richiesta viene accolta. Il 23 novembre 1999 Gaetano Badalamenti rinuncia alla udienza preliminare e chiede il giudizio immediato. Nell’udienza del 26 gennaio 2000 la difesa di Vito Palazzolo chiede che si proceda con il rito abbreviato, mentre il processo contro Gaetano Badalamenti si svolgerà con il rito normale e in video-conferenza. Il 4 maggio, nel procedimento contro Palazzolo, e il 21 settembre, nel processo contro Badalamenti, vengono respinte le richieste di costituzione di parte civile del Centro Impastato, di Rifondazione comunista e dell’Ordine dei giornalisti.Nel 1998 presso la Commissione parlamentare antimafia si è costituito un Comitato sul caso Impastato e il 6 Dicembre 2000 è stata approvata una relazione sulle responsabilità di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini.Il 5 marzo 2001 la Corte d'assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole e lo ha condannato a 30 anni di reclusione. L'11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti è stato condannato all'ergastolo. Badalamenti e Palazzolo sono successivamente deceduti. Il 7 dicembre 2004 è morta Felicia Bartolotta, madre di Peppino.


Alla notizia della candidatura di Rita Borsellino con il PD ho provato una profonda delusione tanto che ho trovato serie difficoltà a commentare questa candidatura che appare incomprensibile. Ho trovato in quanto scritto dal compagno Toti Cosanzo, compagno di Partinico e ex segretario del locale circolo PRC, le parole giuste per esprimere tutta la mia delusione per la scelta intrapresa dalla leader di un'altra storia. Mi viene di pensare che forse invece è sempre la stessa storia.


RITA BORSELLINO: DELUSIONE PROFONDA


Devo dire che ho avuto parecchie perplessità ed anche degli scrupoli nello scrivere questo post per una ragione abbastanza semplice: la preoccupazione che i lettori, soprattutto se giovani, avessero potuto alla fine della lettura arrivare alla conclusione di quel che noi comunisti abbiamo sempre combattuto e cioè il dire “che sono tutti gli stessi”, o come dice Mimmo Briganò “a strarria è pà cutra” e dunque la politica è soltanto ”potere”, interesse, prestigio personale, arrivismo. Non è così e non sarà certamente la vicenda di Rita Borsellino che ci farà cambiare idea. Perché parlo di “vicenda” con riferimento alla Borsellino. Perché appare evidente a tutti che una donna la quale si è spesa in tanti anni per costruire un’aggregazione, un MOVIMENTO fatto di uomini e donne, e che indipendentemente dalla loro formazione, cultura, provenienza politica, avevano messo al centro della loro azione quotidiana l’intransigenza morale, la legalità non fittizia, la lotta al machiavellismo, alla politica mistificatrice, accomodante, supponente, arrogante, né parolaia né compromissoria abbia voluto giustificare il posto nella lista per le europee in un Partito, appunto il Partito Democratico, dichiarando alla stampa “la condivisione di un progetto comune…dopo un decorso lungo e pensato oltre che rispettoso delle riflessioni interne al Partito. Il mio progetto di costruzione politica fondata sulla partecipazione della società si abbraccia al progetto politico del PD”. Incredibile dichiarazione soprattutto per chi come noi comunisti l’avevamo sostenuta convinti che gli obiettivi non solo quelli politici e culturali, ma sopratutto etici e suoi e del suo Movimento, andassero nella stessa direzione e cioè nella direzione diversa da quella di un Partito Democratico, specialmente quello siciliano, in cui convivono anime contraddittorie fatte anche di ambiguità se non addirittura di collusioni. Mi chiedo e lo chiedo alla Borsellino: cosa c’entra la sua storia con quella di un Vladimiro Crisafulli o di un Papania? Sarebbe da realizzare con questi personaggi “il progetto comune”? Né abbiamo dimenticato (e non comprendo come l’abbia così velocemente dimenticato lei) l’umiliazione infertale da quel Partito in relazione a quella che doveva essere la sua naturale candidatura quale Presidente della Regione siciliana alle ultime elezioni in contrapposizione a Lombardo. Lei, che con forza e dignità aveva contrastato con Totò Cuffaro nelle elezioni del 2006 restituendo forza elettorale e prestigio morale alle forze del centro sinistra siciliano. Umiliata da un Partito che non volle la sua candidatura e imponendo quella di una politicante di carriera, come la senatrice Finocchiaro, che portò al disastro il centro sinistra, abbandonò il seggio all’ARS per scegliere quello più comodo del Senato consentendo, alla fine, che per un miserabile accordo tra PD e il centro destra siciliano il seggio andasse ad una figura politicamente scialba come quella del figlio del Presidente della Regione assassinato, l’onorevole Mattarella, e non certo alla Borsellino che ne aveva ampio diritto. Ma umiliata, insieme alle forze della sinistra siciliana, anche per lo sconcio accordo tra il PD e il centro destra che con la legge dello sbarramento al 5% si volle impedire, appunto, alla Sinistra siciliana e alla stessa Borsellino di sedere nel Parlamento, sviluppare un vera e seria opposizione al Governo Lombardo, impedire il continuo inciucio tra il PD ed il centro destra. Questo giudizio non é mio, che potrei avere mille ragioni per essere fazioso, ma della stessa Borsellino. Infatti il 7 marzo 2009 così rispondeva ad un intervistatore: “ C’è poca chiarezza (il riferimento è all’Assemblea siciliana n.d.r) se la minoranza vota col Governo è difficile trovare una differenza. Non si capisce cos’è maggioranza e cosa opposizione. SONO I GUASTI DI QUESTO CENTROSINISTRA”. Ovviamente quando la Borsellino diceva “centro sinistra” non poteva che riferirsi al PD siciliano considerato che dentro l’ARS, appunto, non sono rappresentati altri Partiti di "opposizione" se non questo. Dunque il PD produce guasti, il PD inciucia, il PD rappresenta una forza politica assemblata che ha mutuato dalla vecchia DC il peggio del correntismo e del sistema spartitorio. Adesso la Borsellino andrà al Parlamento europeo a rappresentare anche il "barone rosso" amico di Totò Cuffaro e una schiera di aderenti ad un Partito che non disdegna a Borgetto come in tantissimi altri Comuni siciliani di governare, PUR DI GOVERNARE, con gli ex di AN, con quelli di F.I o dell'UDC e, probabilmente, si é autoconvinta che dall’alto di quel seggio potrà convincere meglio Cracolici e compagnia cantando che in Sicilia “inciuciare non si dovrebbe più” anche perché la sua, continuiamo a pensare almeno fino ad oggi, rispetto a quella di tanti di costoro dovrebbe essere UN’ALTRA STORIA .


Toti Costanzo

Ieri, oggi e sempre RESISTENZA

Foto Marzabotto

Poniamoci una domanda: quale futuro per una società che non affonda le proprie radici nella memoria?

Domani 25 Aprile ricorre l’anniversario della Liberazione dell’Italia dal Nazifascismo. A partire dagli scioperi nelle principali fabbriche di Milano e Torino nel Marzo del 1943 fino all’insurrezione generale nell’Aprile di 64 anni fa, centinaia di migliaia di lavoratori, di giovani, di donne hanno dato vita ad un’eroica lotta non solo per l’abbattimento di un regime oppressivo e brutale, ma anche per la propria emancipazione e per l’instaurazione di una società diversa. Una società libera dalla dittatura.
I valori dell'antifascismo, nei quali ci riconosciamo pienamente, costituiscono un patrimonio inestimabile dal quale prendere esempio e senza il quale non può esserci vero progresso sociale e civile: il ricordo della Resistenza antifascista è un invito a vivere la società odierna e il mondo in cui viviamo con la stessa passione e lo stesso desiderio di libertà e giustizia sociale che ha animato più di sessant'anni fa tutti coloro i quali vollero ridare una speranza a questo paese e alle generazioni future.

E’ la Liberazione dal fascismo di ieri ma anche da tutti i fascismi che ancora oggi abbrutiscono la nostra quotidianità:
  • i rigurgiti xenofobi, le discriminazioni di genere e di orientamento sessuale; le discriminazioni nell'accesso alle risorse pubbliche su scala mondiale e locale (privatizzazione dell'acqua e dei servizi essenziali);


  • le ingiustizie perpetrate ai danni dei lavoratori italiani e stranieri (precarietà, sfruttamento, repressione contro gli immigrati, incidenti mortali sul lavoro);


  • le violenze inaudite prodotte dalla guerra infinita, dalle occupazioni militari, dai terrorismi che nascono nell’impostazione autoritaria e liberticida degli apparati di potere.

C'è ancora bisogno, dopo tutti questi anni, di continuare a lottare per una quotidiana liberazione dall’incubo della guerra, dall’arroganza di chi si crede più forte, dalla protervia di chi detiene il potere, dalle bugie di chi gestisce a proprio uso e consumo l’informazione di massa, dal dilagante qualunquismo che è l'anticamera di ogni regime, dall’omertà e dalla rassegnazione sulle quali crescono e si consolidano tutte le mafie.
La lotta di liberazione del nostro paese non è stata soltanto un fatto di carattere militare, è stata un fatto politico, nel senso più nobile della parola: cioè nell’interesse della collettività, del bene comune.

Da anni però le Destre stanno conducendo una spietata campagna improntata sul revisionismo storico, teso a screditare la Resistenza con ogni mezzo. I partigiani vengono messi alla stessa stregua dei repubblichini, accusati di essere criminali, artefici delle foibe, terroristi che non hanno fatto altro che compiere massacri tra la popolazione inerme. Qualcuno si permette addirittura di affermare che la storia va riscritta, dimenticando che dai principi della resistenza trae origine la carta costituzionale.

Leggendo i primi articoli della costituzione è infatti possibile percepire e comprendere, la portata pratica dell’affermazione dei valori della libertà, dell’eguaglianza e della democrazia che nascono dalla lotta di liberazione. Il catalogo delle libertà che la Costituzione enuncia, comprende, insieme con i classici diritti civili e politici, un complesso di diritti economici e sociali i quali concorrono a qualificare la forma di Stato, oltre che come forma di stato di diritto, anche come forma di stato sociale. Una forma di stato sociale che ha oggi, come ieri e come avrà nel futuro l’esigenza di promuovere in ogni modo possibile l’eliminazione delle discriminazioni che ostacolano la realizzazione dell’eguaglianza dei cittadini.

Abbiamo risposto alla domanda iniziale: IERI, OGGI E SEMPRE RESISTENZA.

circolo PRC Castellammare del Golfo

Cos'è la resistenza?

Per Resistenza italiana (chiamata anche Resistenza partigiana o più semplicemente Resistenza) si intende l'opposizione, militare o anche soltanto politica, condotta nell'ambito della seconda guerra mondiale - dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e la conseguente invasione dell'Italia da parte della Germania nazista - nei confronti degli occupanti e della Repubblica Sociale Italiana da parte di liberi individui, partiti e movimenti organizzati in formazioni partigiane, nonché delle ricostituite forze armate del Regno del Sud che combatterono a fianco degli Alleati.
Il movimento resistenziale - inquadrabile storicamente nel più ampio fenomeno europeo della resistenza all'occupazione nazista - fu caratterizzato in Italia dall'impegno unitario di molteplici e talora opposti orientamenti politici (cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici). I partiti animatori della Resistenza, riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale, avrebbero più tardi costituito insieme i primi governi del dopoguerra.
La Resistenza costituisce il fenomeno storico nel quale vanno individuate le origini stesse della Repubblica italiana. Infatti, l'Assemblea costituente fu in massima parte composta da esponenti dei partiti che avevano dato vita al CLN, i quali scrissero la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche e ispirandola ai princìpi della Democrazia e dell'Antifascismo.

Fonte wikipendia






Cari frequentatori del blog,
con la presente volevo mettervi a conoscenza delle iniziative periodiche promosse dal nostro circolo congiuntamente con la federazionedi Trapani e con i comopagni di Partinico con cui spesso collaboriamo. Per questo, spero di riuscire in poche righe a fare il punto della situazione. In ogni caso, per maggiori informazioni avete sempre a disposizione il contatto mail del blog.




RACCOLTA VIVERI ABRUZZO
Sono stati raccolti tra Castellammare del Golfo e Partinico più di 80 pacchi (vedi foto in alto) che a breve saranno in partenza per l'Abruzzo. Ci scusiamo per il ritardo della spedizione del materiale raccolto, ma in primo luogo ci sono dei turni di partenza costituiti di modo che le merci da Voi donate non si ammassino inutilmente nei magazzini a disposizione dei due campi-cucine che Rifondazione Comunista ha installato nelle zone terremotate. Purtroppo la crisi in Abruzzo durerà parecchie settimane e speriamo vivamente che la solidarietà d'Italia non si fermi non appena i riflettori delle telecamere abbandoneranno quelle zone. Inoltre stiamo raccogliendo denaro per finanziare il noleggio e le spese di trasporto dei camion che partiranno da Palermo. Se qualcuno di voi, vuole contribuire, vi preghiamo di contattarci.

CONTRO G8 AMBIENTE A SIRACUSA
Anche noi di Castellammare partecipiamo al corteo di giovedì 23 aprile a Siracusa, convinti che non debbano essere gli 8 ministri dei paesi più industrializzati (e inquinanti) del mondo a decidere le sorti del nostro paese. Si sono organizzati autobus da Palermo, al costo di 10 euro e con partenza dalla zona Università alle ore 8.

INCONTRO CON SIMPATIZZANTI E ISCRITTI AL PARTITO
Domani, venerdì 24 Aprile concentramento in via Ferrara (sede del circolo) a partire dalle ore 17.00 per partire per Trapani, dove avrà luogo un incontro, promosso dall'intera federazione di Trapani, per discutere sullo stato del partito, sui progetti futuri e sulle imminenti consultazioni europee di Giugno.





Il segretario del Circolo PRC di Castellammare del Golfo


Giacomo Galante.

Cari compagni e care compagne,
Per chi parteciperà alla manifestazione del 23 Aprile contro il G8 a Siracusa giro, in sintesi, il messaggio sotto riportato, a firma del Segretario regionale: l'appuntamento per i compagni di Rifondazione è alle 14.00 davanti allo stand del Prc a piazzale Sgarlata (luogo del concentramento). Sarà presente al corteo il Segretario nazionale e una delegazione della direzione.
Luca Cangemi

Ricordo inoltre l'importanza della massima partecipazione all'incontro di iscritti e simpatizzanti della provincia di Trapani di Venerdì 24 aprile 2009 alle ore 18,00 presso la sala conferenze dell'Hotel Vittoria di Trapani per discutere sullo stato del Partito e programmare le iniziative per le Europee 2009. Concluderà i lavori il Segretario regionale Luca Cangemi.
Invito alla massima partecipazione.
Saluti Comunisti
Camillo Navarra



Il G8 ambiente è arrivato. Il controvertice è pronto.

Dal 22 al 24 aprile Siracusa sarà invasa dal movimento. Da lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, migranti. Partecipa il segretario nazionale Paolo Ferrero
Un grande corteo attraverserà le strade della città il 23 aprile.

Durante i tre giorni i forum tematici affronteranno:
22 aprile - ambiente/infrastrutture/benicomuni
23 aprile - lavoro/precariato/immigrazione
24 aprile - militarizzazione/repressione

Durante la tre giorni verranno allestiti un campeggio, concerti, mostre, proiezioni, spettacoli.
Dal 22 al 24 aprile tutte/i a Siracusa!
http://www.retecatanesecontroilg8.tk/


Appello alla partecipazione agli appuntamenti di lotta siciliani verso il G8 della Maddalena.

Il 2009 sarà l'anno del vertice G8 in Italia. Ancora una volta gli autoproclamatisi “8 grandi” della terra verranno a pianificare in modo autoritario e arrogante il destino di 6 miliardi di uomini e donne che popolano il nostro pianeta. Otto anni dopo la repressione di Genova gli otto paesi più industrializzati del pianeta verranno a ribadire che il neoliberismo è l'unico sistema possibile, in un mondo dove la stessa crisi provocata dal capitalismo sta generando privatizzazioni, licenziamenti di massa, lo smantellamento dello stato sociale, guerre e devastazioni ambientali. Otto anni dopo gli 8 grandi devono trovare ad attenderli, con la stessa determinazione di sempre, i movimenti contro il neoliberismo e la guerra che in questi anni hanno riempito le piazze di tutto il mondo, che anche qui da noi in Sicilia hanno avuto un ruolo così importante nel costruire la solidarietà ai migranti, come nel difendere i territori, come nel sostenere l'Antimafia Sociale. Come catanesi parteciperemo alla costruzione dei percorsi di conflitto che ci porteranno alla costruzione del controvertice del G8 alla Maddalena. Riteniamo indispensabile costruire gli appuntamenti che in tutta Italia precederanno il vertice della Maddalena partendo dalla nostra Sicilia. Saranno due gli appuntamenti a cui i movimenti siciliani non potranno mancare: il G8 Ambiente a Siracusa(22/24 Aprile) e il vertice sull'immigrazione di Lampedusa(28-29 maggio). Entrambi gli appuntamenti sono, a nostro avviso, tappe fondamentali per il percorso di “lotte” che ci porterà al controvertice di Luglio della Maddalena. Consideriamo paradossale e provocatorio che entrambi gli appuntamenti istituzionali si tengano in due località simbolo delle distruzioni del neoliberismo . Siracusa, che ospiterà il vertice sull'ambiente, rappresenta il simbolo dello scempio ambientale causato da decenni di sfruttamento del territorio in nome del “profitto” e dello “sviluppo” a tutti i costi ad esclusivo vantaggio dei politicanti locali, così ben rappresentati in parlamento ed al governo, e del sistema di potere mafioso. Noi non vogliamo e non accettiamo di vedere la Sicilia come terra di inceneritori, rigassificatori,di privatizzazione di beni comuni come l’acqua, di basi militari come Sigonella, che sfruttano risorse pubbliche e rappresentano strumenti di terrore, delle trivellazioni petrolifere in una valle patrimonio dell’umanità, del Ponte di Messina e dell'annunciata centrale nucleare del Ministro Prestigiacomo. Noi non vogliamo e non accettiamo che Lampedusa e la Sicilia tutta venga usata come terra di confine e come fortezza inespugnabile per il libero fluire dei migranti. Siamo la porta chiusa dell'Europa del capitale e luogo di infinite tragedie per chi cerca una nuova vita più dignitosa e trova la morte in mare o la reclusione in una delle sempre più numerose galere etniche dell'isola(Cpa,Cara, ex Cpt). Noi non possiamo e non vogliamo accettare tutto questo. Non basta indignarsi, dobbiamo fin da subito fare appello a tutte le associazioni, i comitati, i collettivi, i centri popolari e sociali, le organizzazioni sindacali , politiche e a tutti coloro che continuano ostinatamente a battersi per un mondo diverso, affinché si costruisca un movimento ampio di dissenso e di lotta contro chi, in nome di una “crisi” globalizzata, vuole determinare le nostre vite e i destini delle nostre comunità militarizzando i nostri territori e precarizzando sempre di più le nostre condizioni di lavoro e di vita. Come rete catanese contro il G8 proponiamo che fin da subito si costruisca una agenda politica che detti i tempi e gli appuntamenti e un coordinamento di tutte le forze siciliane che intendano costruire le mobilitazioni contro il G8, partendo dai due importantissimi appuntamenti di Siracusa e Lampedusa. Ancora una volta pensiamo i conflitti sociali siano l'unica via d'uscita dalla crisi e continuiamo la nostra lotta al sistema di sfruttamento e alle istituzioni nazionali e sovranazionali che lo rappresentano in questo mondo.
Rete catanese contro il G8:
Officina Rebelde- Cpo Experia- Giovani Comunisti/e Catania- Cobas- Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella- Pcl Catania- Prc Catania- Piattaforma Comunista- Circolo Prc Misterbianco – Rete antirazzista catanese - Federazione anarchica siciliana - Arci Ct....

La pretesa di manipolare l'informazione.



In un paese in cui sono pochi, molto pochi, i giornalisti, succede che il Presidente della camera il fascista Gianfranco Fini, invita gli organi competenti a censurare Santoro e il suo programma AnnoZero, definita dallo stesso indecente. Beh forse di indecente caro presidente c'è ben altro.

Segue la dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del PRC.
Annozero: siamo oltre l'editto Bulgaro? Inaccettabili le censure a Vauro e Santoro

In un Paese in cui i telegiornali fanno un'opera di disinformazione costante e vergognosa o in cui vi sono autorevoli tg nazionali che misurano lo share che gli procurano le trasmissioni sul terremoto, è del tutto assurdo, illiberale e inaccettabile il provvedimento preso nei confronti del vignettista Vauro, quello della sospensione per leso diritto di satira, e anche la puntata riparatrice cui ora viene costretto il conduttore Santoro.

Che il premier Berlusconi usi il terremoto per farsi uno spot elettorale è evidente, come dimostra anche il cdm straordinario che si terrà all'Aquila, ma che almeno questo non impedisca la libertà di satira e d'informazione. Saremmo, in questo caso, ben oltre un nuovo "editto bulgaro".

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